Giunto il finanziamento regionale di sei milioni che consentirà la realizzazione del centro polivalente

Toscolano, nasce il grande museo della carta

28/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Nel­la di Toscolano, cul­la dell’industria car­taria ital­iana, sorg­erà un mod­er­no cen­tro poli­va­lente ded­i­ca­to all’industria car­taria. L’iniziativa, da tem­po nei prog­et­ti del­la pub­bli­ca ammin­is­trazione, ha trova­to pro­prio in questi giorni la nec­es­saria cop­er­tu­ra finanziaria gra­zie da un con­trib­u­to regionale di ben 6,12 mil­ioni di euro. Una cifra con­sid­erev­ole, ottenu­ta in parte (40 per cen­to) a fon­do per­du­to e in parte (60%) tramite con­trib­u­to Frisl ven­ten­nale da resti­tuire a inter­es­si zero. Cul­tura, arche­olo­gia indus­tri­ale e riqual­i­fi­cazione del ter­ri­to­rio: sono questi gli ambiti nel quale si inserisce il prog­et­to di recu­pero fun­zionale del polo car­taio di Maina Infe­ri­ore, nel­la cui portine­r­ia è sta­to da tem­po real­iz­za­to il pri­mo nucleo del . La vec­chia cartiera, l’unica in valle che con­ser­va anco­ra l’alta ciminiera in mat­toni, diver­rà un cen­tro di conoscen­za ded­i­ca­to alla pro­duzione car­taria, una strut­tura muse­ale di valen­za nazionale, ma anche un luo­go vivo e vitale che pos­sa ospitare attiv­ità arti­gianali legate al mon­do del­la car­ta, per esem­pio un cen­tro di restau­ro del libro anti­co. La cartiera di Maina Infe­ri­ore fu l’ultima del­la valle a ces­sare l’attività (pro­dusse car­ta per aff­is­si fin ver­so gli anni Ses­san­ta) ed è qua­si il sim­bo­lo di un trascor­so impren­di­to­ri­ale che affon­da le radi­ci nel Quat­tro­cen­to, quan­do Toscolano era il polo car­tario del­la Serenis­si­ma repub­bli­ca vene­ta. L’operazione è con­sid­er­a­ta strate­gi­ca per il futuro svilup­po del­lo stra­or­di­nario per­cor­so di arche­olo­gia indus­tri­ale del­la Valle del Toscolano, ma potrà rap­p­re­sentare anche un impor­tante volano per l’economia tur­is­ti­ca del com­pren­so­rio. Per rib­adire il sosteg­no regionale all’ambizioso prog­et­to, domani, mer­coledì 29 dicem­bre è atte­so a Toscolano l’assessore regionale alla Cul­tura Ettore Alber­toni, che lo scor­so feb­braio si era già reca­to nel­la Valle delle Cartiere per ren­der­si per­sonal­mente con­to del­lo stra­or­di­nario val­ore stori­co e cul­tur­ale che la zona con­ser­va. Il prog­et­to di val­oriz­zazione del­la valle, già delin­eato, era sta­to illus­tra­to ad Alber­toni dal prof. Car­lo Simoni, che da tem­po si occu­pa del des­ti­no del­la valle come mem­bro del comi­ta­to tec­ni­co-sci­en­tifi­co che ne cura il recu­pero. «L’obiettivo — ha det­to Simoni — è rias­sum­i­bile nel mot­to “riabitare la valle delle Cartiere”». Non si intende, ovvi­a­mente, cer­care di ripro­durre espe­rien­ze del pas­sato né, tan­to meno, tentare di trasferire in questo ambi­ente stra­or­di­nario per la molteplic­ità di inter­es­si che pre­sen­ta le modal­ità pro­prie del­la fruizione tur­is­ti­ca di mas­sa. Si vuole piut­tosto tornare ad avere cura di un ter­ri­to­rio che è in gra­do di resti­tuire un’identità col­let­ti­va a liv­el­lo locale, apren­do­lo nuo­va­mente alla fruizione pub­bli­ca. In questo sen­so sarà fon­da­men­tale la fun­zione del cen­tro sci­en­tifi­co che ver­rà allesti­to a Maina Infe­ri­ore. Il cen­tro dovrà essere la «por­ta» che intro­duce ai motivi di grande inter­esse arche­o­logi­co-indus­tri­ale, stori­co e ambi­en­tale dis­sem­i­nati lun­go la valle, la for­ra sca­v­a­ta dal tor­rente Toscolano che è sta­ta per sec­oli il ful­cro del­la vita pro­dut­ti­va di Toscolano Mader­no. Vi si costru­irono cartiere che sfrut­ta­vano l’energia idrauli­ca del fiume fin dal Quat­tro­cen­to, quan­do Toscolano divenne il polo car­tario del­la Serenis­si­ma repub­bli­ca vene­ta e le sue pre­giate carte veni­vano smer­ci­ate nei mer­cati di mez­za Europa. Un doc­u­men­to del 1608 par­la del­la pre­sen­za in valle di 160 pic­cole cartiere, di cui oggi restano numero­sis­si­mi rud­eri. Sono trac­ce di un pas­sato pro­dut­ti­vo che fan­no di questo luo­go uno dei più sig­ni­fica­tivi siti di arche­olo­gia indus­tri­ale del Nord Italia.