Una tratta del TAV che colleghi il Garda alle grandi mete del Nord Italia. Ora o mai più

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Di Redazione

Del ne abbi­amo sen­ti­to par­lare a più riprese, soprat­tut­to per le con­tes­tazioni che da anni carat­ter­iz­zano l’opera che dovrebbe accel­er­are i trasporti col­le­gan­do­ci al resto d’Europa. In molti ne par­lano ma in pochi conoscono la vera natu­ra del fenom­e­no. Per quan­to attiene il nos­tro ter­ri­to­rio, se c’è un momen­to in cui tutte le par­ti sociali dovreb­bero unir­si in una battaglia comune è questo. Tut­ti gli “stake­hold­ers”, pub­bli­ci e pri­vati, dovreb­bero chiedere a gran voce la real­iz­zazione di una stazione del­la “lin­ea ” a servizio del Bas­so lago: al casel­lo di Sirmione. I nuovi bina­ri dell’ pare, infat­ti, che affi­ancher­an­no la A4, e questo è un pun­to abbas­tan­za equidis­tante dalle stazioni storiche di Bres­cia e di Verona. A dire il vero c’è già chi sta muoven­dosi in questo sen­so.

A soll­e­vare per pri­mo il tema è sta­to l’ex Asses­sore ai Lavori pub­bli­ci in Provin­cia, nonché attuale Asses­sore regionale allo Svilup­po eco­nom­i­co, , che da garde­sano è tra i più infor­mati sul­la real­iz­zazione dell’opera. E’ gius­to inter­es­sar­si ora alla stes­sa per­ché, nel mese di set­tem­bre, Fer­rovie Italia pre­sen­terà il prog­et­to defin­i­ti­vo per la trat­ta che col­legherà Bres­cia a Verona. Il trat­to con­sterà di 72 km che coster­an­no cir­ca 4 mil­iar­di di euro. Non vi sono presti­ti veloci da chiedere. I sol­di ci sono già. Sono giorni fon­da­men­tali per rius­cire ad apportare miglior­ie e cor­rezioni ai dis­eg­ni.

Non trascur­abile sarà l’impatto che l’opera avrà sul Gar­da. Rite­ni­amo, quin­di, che la mod­i­fi­ca al prog­et­to pos­sa essere il gius­to ris­arci­men­to per il ter­ri­to­rio. Pro­prio per questo moti­vo lo sfor­zo dovrebbe essere sostenu­to da tut­ti. Dalle dichiarazioni dell’Amministratore Del­e­ga­to di FS, Rober­to Maz­zonci­ni, sono di già emerse le novità più ril­e­van­ti del­la trat­ta. Sec­on­do lo stes­so, e i suoi tec­ni­ci, il Tav non passerà a sud di Bres­cia, lo shunt non si farà e nep­pure la stazione dell’aeroporto di Mon­tichiari.

Per ridurre l’impatto sul Gar­da si è già det­to di no: a sette cave di sab­bia di presti­to, sì a una riduzione del con­sumo di vigneti che da 230 ettari pre­visti inizial­mente dovrebbe scen­dere a soli 30 ettari. Una stazione del Tav, si sti­ma, porterebbe 22 mil­ioni di tur­isti ogni anno. La stes­sa col­legherebbe il Gar­da ad altre impor­tan­tis­sime mete tur­is­tiche del Nord Italia.

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