Viaggio gastronomico nell’Antico Egitto all’insegna della cucina di qualità nel nuovo ristorante del Gardaland Adventure Hotel

A Tutankhamon Restaurant è di scena la storia!

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Di Luigi Del Pozzo

Sulle sponde del Lago di Gar­da, da qualche tem­po, si res­pi­ra aria di sto­ria anti­ca gra­zie ai pro­fu­mi ine­bri­anti di spezie ori­en­tali e al calore delle atmos­fere dell’antico Egit­to che han­no trova­to pos­to nel­la cuci­na del nuo­vis­si­mo Tutankha­mon Restau­rant, l’offerta ris­tora­ti­va di Adven­ture Hotel, da poco aper­to anche a chi non sog­gior­na all’interno del­la strut­tura.

Ad accogliere gli Ospi­ti, alla ricer­ca del­la più orig­i­nale avven­tu­ra, gerogli­fi­ci, stat­ue e mum­mie, una grande sala dove muri e colonne rac­con­tano la civiltà nata sulle sponde del Nilo, per riv­i­vere la sen­sazione di trovar­si all’interno di un anti­co tem­pio Egizio, imme­di­ata­mente cat­a­pul­tati all’interno del­la sto­ria dei gran­di faraoni.

L’originalissimo ris­torante con­sente di gustare pietanze dal sapore indi­men­ti­ca­bile: cenare sot­to lo sguar­do di Anu­bi, las­cia­r­si trasportare nel­la sto­ria gui­dati da un gio­vane esploratore che ogni sera coin­volge i pre­sen­ti alla ricer­ca del tesoro del faraone e sco­prire il sapore di una cuci­na di qual­ità. Sono questi tut­ti gli ingre­di­en­ti che ren­der­an­no indi­men­ti­ca­bile la ser­a­ta a Tutankha­mon Restau­rant!

Garda­land Resort aggiunge un tas­sel­lo impor­tante nel­la creazione di un’esperienza a 360°. Oltre all’Hotel già esistente, da quest’anno Garda­land Adven­ture Hotel — con le sue 100 camere tem­atiz­zate — e l’annesso Tutankha­mon Restau­rant offrono avven­tu­ra e diver­ti­men­to anche oltre le mura del Par­co. Un’esperienza “total­iz­zante” per accom­pa­gnare e coin­vol­gere gli Ospi­ti in ogni momen­to del­la gior­na­ta, all’insegna di un viag­gio durante il quale lib­er­are la pro­pria fan­ta­sia comoda­mente sedu­ti a tavola con gli antichi egizi e nel con­fort di una cam­era a tema Jun­gle, West, Arc­tic o Ara­bi­an.

Nel nuo­vis­si­mo ris­torante gli Ospi­ti potran­no scegliere — nel menù à la carte — tra i piat­ti del­la tradizione mediter­ranea e quel­li tipi­ci egiziani, tut­ti riv­is­i­tati dal­la per­son­ale cura del­lo chef Dario Stra­ga­pede che uti­liz­za materie prime di grande qual­ità: frut­ta e ver­du­ra a km 0 e di coltura bio­log­i­ca, pesce fres­co non di all­e­va­men­to, carni del con­sorzio COALVI cotte a bas­sa tem­per­atu­ra per preser­varne le carat­ter­is­tiche e pas­ta fres­ca apposi­ta­mente real­iz­za­ta per Tutankha­mon Restau­rant. Un per­cor­so gas­tro­nom­i­co — dagli antipasti al dolce — dove nul­la è las­ci­a­to al caso, tra piat­ti dai sapori uni­ci in cui si fon­dono due diverse cul­ture dan­do vita a preparazioni deliziose, fres­che e dall’allure inter­nazionale.

Dal­la volon­tà del­lo chef Dario Stra­ga­pede di mesco­lare influs­si ori­en­tali a quel­li mediter­ranei — accon­tentan­do i palati di tut­ti gli Ospi­ti — nascono piat­ti decisa­mente orig­i­nali. E’ così che i Falafel Egiziani ven­gono preparati non solo con ceci ma con l’aggiunta anche di fave e pisel­li e una sfer­zante nota di cumi­no, servi­ti su un let­to di ver­du­ra ed accom­pa­g­nati da una sal­sa allo yogurt men­tre il Cous Cous Osiri­de è real­iz­za­to con pesce cot­to a bas­sa tem­per­atu­ra e servi­to con pomodoro Camone. L’insalata al gran­chio reale (Porta­ta di Cheope) è servi­ta con ceci, avo­ca­do, pomodoro ess­ic­ca­to e salmone sel­vag­gio — affu­mi­ca­to a fred­do e mar­i­na­to dal­la casa; nel piat­to di Geb ven­gono pre­sen­tate lamelle di tartu­fo con­dite con olio aro­mati­co alla vaniglia;  imprezio­sis­cono la com­pos­ta di pomodoro, la bur­ra­ta e le cru­ditè di spina­ci­no.

Ma il menu ris­er­va anco­ra tante elab­o­rate riv­is­i­tazioni del gus­to. Che dire degli Gnoc­chi del Tem­pio di sole patate fres­che con pesca­to del giorno, pomodor­i­no con­fit al timo e pis­tac­chio di Bronte? O dei ravi­o­li Elo­gio a Ram­ses con rip­ieno di agnel­lo spezi­a­to al timo (per­son­ale creazione dal­lo chef) man­te­cati con melan­zana vio­let­ta e pomodor­i­ni dat­teri­no? Anco­ra tan­ta fan­ta­sia e atten­zione per una cuci­na raf­fi­na­ta e sana anche nei sec­on­di piat­ti dove spic­ca la tipic­ità di pietanze egizie come lo Shish Aton, uno spiedi­no di agnel­lo, pol­lo, tacchi­no e ver­dure servi­to con salse tipiche Lab­neh e Mut­ta­bel, oppure l’Hamburger Koftha dove la carne di agnel­lo è sos­ti­tui­ta da carne Fas­sona piemon­tese spezi­a­ta. Sono pre­sen­ti anche piat­ti più tradizion­ali di pesce fres­co di gior­na­ta — griglia­to o frit­to — così come la tipi­ca tagli­a­ta cot­ta e servi­ta sul­la pietra lav­i­ca.

Il ris­torante offre anche un’ampia scelta di pizze gourmet — cotte diret­ta­mente sul­la pietra di un forno a leg­na — preparate con impasti bio­logi­ci e ingre­di­en­ti di pri­ma qual­ità tra i quali il tartu­fo nero, il carpac­cio di ton­no rosso fres­co, l’olio di noc­ci­o­la piemon­tese IGP e le man­dor­le. Due gli impasti pro­posti: il pri­mo è quel­lo clas­si­co mediter­ra­neo: per chi desidera la con­sis­ten­za del­la clas­si­ca piz­za ital­iana che deri­va dal­la lavo­razione di un’attenta mis­cela di farine bio­logiche di gra­no duro e ten­ero abbinate a lievi­ti nat­u­rali; l’impasto è sogget­to ad un lento proces­so di lievi­tazione. Vi è poi l’impasto Kho­rasan for­ma­to da una spe­ciale mis­cela di farine bio­logiche maci­nate a pietra tra cui la fari­na di gra­no Kho­rasan ovvero il gra­no del faraone, un cereale di qual­ità supe­ri­ore colti­va­to con meto­do bio­logi­co, ric­co di pro­pri­età nutrizion­ali benefiche per la salute; svilup­pa­to con lievi­ti nat­u­rali è anch’esso sogget­to a lievi­tazione lenta.

A com­pletare il menù una accu­ra­ta selezione di vini locali e nazion­ali oltre alla bir­ra arti­gianale cru­da. 

 

 

 

 

 

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