È un evento quasi eccezionale: l’animale è lontano da qualsiasi habitat adatto. Polizia provinciale e cacciatori lo proteggono, ma ora c’è la trebbiatura

Un capriolo nei campi di mais

06/09/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo

In Piemonte i capri­oli sono al cen­tro di un «abbat­ti­men­to selet­ti­vo» che ne elim­in­erà migli­a­ia. Nel Bres­ciano, invece, la medes­i­ma specie stupisce per lo spir­i­to e la capac­ità di soprav­viven­za. Come spie­gare altri­men­ti, infat­ti, la pre­sen­za di un bel­lis­si­mo mas­chio adul­to che soprav­vive spo­stan­dosi tra i campi di mais e le poche mac­chie di veg­e­tazione nat­u­rale rimaste a Cal­ci­na­to? A quan­to pare l’animale è sce­so da qualche area col­linare e ha attra­ver­sato indenne la tan­gen­ziale Sud di Bres­cia. Cer­ca­va un rifu­gio sicuro: ne ha trova­to uno davvero orig­i­nale. E non cer­to pri­vo di peri­coli. Anche per­chè nei prossi­mi giorni il mais ver­rà treb­bi­a­to. Il pic­co­lo cer­vide trascorre le sue gior­nate tra le alte piante di gra­n­otur­co. Mime­tiz­za­to. Pron­to a rin­ta­nar­si nel­la veg­e­tazione. Esce solo per pochi istan­ti: lo stret­to nec­es­sario per bru­care erba e foglie in un boschet­to di alberi di noce. È sem­pre atten­to e vig­ile, e alla pri­ma avvis­aglia di peri­co­lo sparisce in pochi sec­on­di. La sua pre­sen­za nel­la cam­pagna di Cal­ci­na­to non è pas­sa­ta insosser­va­ta. Al pun­to di pot­er par­lare di una specie di adozione. Ora l’ungulato è tenu­to sot­to con­trol­lo degli agen­ti del Nucleo itti­co-vena­to­rio del­la polizia provin­ciale. E anche i cac­cia­tori del­la zona sono sce­si in cam­po con una sim­pat­i­ca inizia­ti­va per la dife­sa dell’animale. Lun­go l’intero perimetro del­la zona in cui ha trova­to rifu­gio, infat­ti, han­no sis­tem­ato cartel­li per seg­nalarne la pre­sen­za e per invitare gli auto­mo­bilisti a tenere una veloc­ità mod­er­a­ta Arman­do Lan­cel­lot­ti, pres­i­dente dei cac­cia­tori di Cal­ci­na­to, affer­ma sen­za mezzi ter­mi­ni che tut­ti i tesserati del­la zona sono sta­ti avver­ti­ti anche via sms. Per loro la pre­sen­za del capri­o­lo riveste una par­ti­co­lare impor­tan­za, e nes­suno, assi­cu­ra, alz­erà un fucile con­tro di lui. Anzi sono pro­prio gli aman­ti del­la doppi­et­ta, insieme alle guardie del­la Provin­cia, a pat­tugliare l’intera area per pro­tegger­lo. La mobil­i­tazione è gen­erale, ma la salvez­za di questo esem­plare «fuori rot­ta» è una incog­ni­ta. Tra breve inizierà appun­to la sta­gione vena­to­ria, ma soprat­tut­to il suo rifu­gio svanirà, e lui resterà allo scop­er­to. Sen­za pro­tezione e sicu­ra­mente ter­ror­iz­za­to. «Dob­bi­amo trovare un soluzione al più presto — spie­gano gli oper­a­tori del­la polizia provin­ciale -. Val­uter­e­mo se cat­turar­lo e trasferir­lo in una zona pro­tet­ta. Ma non sarà facile».