Il settore alberghiero, fra diretto ed indotto, produce un centinaio di miliardi

Un cordone ombelicale per il 90% dell’economia di Limone

31/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Limone total­iz­za nel cor­so di un anno un mil­ione e 100.000 pre­sen­ze tur­is­tiche. Da feb­braio a giug­no e da otto­bre a dicem­bre i 13.000 let­ti sono riem­pi­ti qua­si in esclu­si­va dalle agen­zie; nei mesi cen­trali, luglio, agos­to e set­tem­bre, c’è una buona rap­pere­sen­tan­za di cli­en­ti liberi. Tut­ta ques­ta mas­sa di tur­isti, per vivere, dipende qua­si esclu­si­va­mente da Riva. Tor­boli e Bono­ra, Pesari­ni, Gen­tili­ni, Bomè, Rolan­do Perder­zol­li, Sega­ta, Bono­ra ortofrut­ta, Mar­tinel­li e Brao caf­fè: tutte ditte che spedis­cono quo­tid­i­ana­mente camion­ate di ali­men­ta­ri, frut­ta e ver­du­ra, carne, for­mag­gi e lat­tici­ni agli alberghi che li atten­dono per trasfor­mar­li in pranzi e cene per i rispet­tivi ospi­ti. Ma non bas­ta: il com­par­to del­l’edilizia dipende tut­t’in­tero da Riva sen­za eccezione: a Limone oper­a­no alcune imp­rese, ma anche quelle per i mate­ri­ali si rifor­niscono dal Trenti­no, Chistè ed Edil­cinque in prim­is. Festi per i tendag­gi, decine di arti­giani di tut­ti i generi, faleg­na­mi, idrauli­ci, frig­oriferi, radio e tele­vi­sione, l’as­sis­ten­za ai vari tipi di macchi­nari; tut­to il pac­chet­to delle assi­cu­razioni a cop­er­tu­ra di rischi e dan­ni; la for­ni­tu­ra e posa in opera di pc e delle tec­nolo­gie con­nesse con la ges­tione azien­dale. Tut­to viene da Riva e tut­to scorre sul­la Garde­sana. Facen­do un po’ di con­ti, le pre­sen­ze val­go­no intorno ai 70 mil­iar­di. I 100 mil­iar­di, fra set­tore del com­mer­cio ed alberghi di Tig­nale e Tremo­sine, sono presto fat­ti. Tut­to questo fiume di sol­di, tran­si­ta mate­rial­mente su quei pochi chilometri esposti al ris­chio del­la frane ed ai capric­ci del­la Roc­chet­ta e dei suoi cal­cari mar­ci. Ma pur sem­pre cen­to mil­iar­di restano, non un sac­chet­ti­no di noc­ci­o­line americane.