Diciannove centri per favorire il dialogo tra residenti, visitatori e ricercatori. La montagna in rete per valorizzare il patrimonio ambientale

Un museo dal Baldo alla Lessinia

18/12/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Il vis­to come luo­go di dial­o­go, di inter­scam­bio dell’esperienza locale dei res­i­den­ti ma anche di chi arri­va in visi­ta e dei ricer­ca­tori. Un luo­go non aset­ti­co e iso­la­to, ma in rete con l’insieme dei musei del ter­ri­to­rio per rispon­dere alle esi­gen­ze di qual­ità sot­to ogni aspet­to. In quest’ottica si col­lo­ca il prog­et­to «Musei in rete», pro­pos­to con l’obiettivo di val­oriz­zare e pro­muo­vere il ric­co pat­ri­mo­nio ambi­en­tale che carat­ter­iz­za l’area del e del­la Lessinia, pre­sen­ta­to pri­ma a Boscochiesan­uo­va e quin­di nel­la mat­ti­na­ta di lunedì scor­so in local­ità Pla­tano nel­la sede del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do. «Con l’intenzione di esprimere l’unità del­la mon­tagna veronese», ha det­to il pres­i­dente Lui­gi Castel­let­ti, «in ogni sua realtà, com­pre­so il ter­ri­to­rio col­linare e il Gar­da. Non solo attra­ver­so le risorse muse­ali in rete ma anche nel val­oriz­zare i borghi, impor­tan­ti seg­ni del pas­sato, e capire quale pos­sa essere il loro pos­si­bile futuro. Arrivare in sin­te­si a una pro­mozione com­ple­ta e uni­taria del­la mon­tagna». «Il prog­et­to» gli ha fat­to eco Lucio Castel­let­ti, pres­i­dente del­la Comu­nità Mon­tana del­la Lessinia, «vuole fornire tutte le nozioni e infor­mazioni e met­tere in rete quan­to offre il ter­ri­to­rio». La rete muse­ale è lega­ta non solo all’esigenza di coor­dinare l’attività dei musei esisten­ti, ben 19 nell’ambito ter­ri­to­ri­ale defini­to del Bal­do e del­la Lessinia, e pro­pone, come ha mes­so a fuo­co Gia­co­mo De Franceschi, diret­tore del Par­co del­la Lessinia: «Nuovi modi di conoscen­za e nuovi modi di inten­dere il bene cul­tur­ale, rial­lac­cian­dosi alla con­cezione di museo dif­fu­so, dove trovano spazio le com­p­lessiv­ità e la cap­il­lar­ità del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale in relazione ad una speci­fi­ca dimen­sione geografi­ca, riconoscen­do pari dig­nità ai beni e al con­testo di cui sono espres­sione». È sta­to poi com­pi­to di Giuseppe Coraz­zol di Eda infor­mat­i­ca & cul­tura, con­sulente del prog­et­to Stu­dio e fat­tibil­ità dei Musei in rete del Grup­po di azione locale Bal­do Lessinia, quel­lo di indi­care gli ele­men­ti prin­ci­pali e le oppor­tu­nità nel­lo svilup­po e man­tenere, usan­do le mod­erne tec­nolo­gie del­la comu­ni­cazione, un por­tale che oltre a illus­trare al pub­bli­co il ter­ri­to­rio e le sue risorse, sia motore per la for­mazione e la cresci­ta pro­fes­sion­ale, stru­men­to per l’offerta tur­is­ti­ca in gra­do di gener­are pos­i­tive ricadute eco­nomiche nell’ambito non solo del tur­is­mo ma anche delle attiv­ità affi­ni. Del­lo stu­dio di fat­tibil­ità teso a val­oriz­zare ambi­en­ti geografi­ci dalle matri­ci comu­ni e del­la metodolo­gia da adottare per inter­venire in maniera uni­forme a liv­el­lo urban­is­ti­co ha par­la­to l’architetto Gior­gio Forte, con indi­cazioni gen­er­ali sull’uso dei mate­ri­ali e dei col­ori o del pen­sare al verde «non come fat­to pit­toresco ma come parte inte­grante dell’architettura e dell’urbanistica», nel risco­prire deter­mi­nati ambiti di stu­di e prog­et­ti con in pri­mo piano Bra­ga, Vilmez­zano, Pradonego, Paz­zon in Comune di Capri­no, Pre­aboc­co a Riv­o­li, ma anche Trat­to Spino alla stazione di arri­vo delle funi­vie di Mal­ce­sine, Cam­po di Bren­zone ed ex polver­iera di Riv­o­li per recu­peri e restau­ri. Vit­to­rio Mascagno, diret­tore dell’Orto botan­i­co di Novezzi­na, ha invece trac­cia­to il futuro del­la mal­ga di Albarè e del suo ter­ri­to­rio «pun­to di pro­duzione di piante offic­i­nali e bio­logiche di mon­tagna, nonché dell’ampliamento dell’area di accoglien­za del rifu­gio di Novezzina».

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