Il nome è «Victor Due»: velocissimo, protetto contro le fiamme, con un occhio radar capace di «perforare» la nebbia e il buio

Un supermotoscafocontro fuoco e incidenti

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Bian­ca e rossa con uno scafo lun­go 13,30 metri e una staz­za di 18,40 ton­nel­late, la nuo­va «super­do­ta­ta» unità navale anti­ncen­dio del dis­tac­ca­men­to dei Vig­ili del fuo­co, appun­to un Raf (Res­cue and fire fight­ing), sta acquat­ta­ta nel por­to cen­trale, pronta a scattare per soc­cor­si tec­ni­ci urgen­ti, cioè estinguere incen­di a riva e a bor­do di altre navi, cer­care e soc­cor­rere per­sone in peri­co­lo di vita in acqua.Il moto­scafo, che sarà affi­an­ca­to da tre saet­tan­ti moto d’acqua sal­vavi­ta, pilotate da soc­cor­ri­tori for­mati allo scopo, è sta­to pre­sen­ta­to ieri da Rodol­fo Ridolfi respon­s­abile del dis­tac­ca­men­to di e Ser­gio Per­az­zoli caporepar­to. C’erano tan­tis­si­mi oper­a­tori tra cui molti in turno libero e anche i som­moz­za­tori del Cnvvf (Cor­po nazionale vig­ili del fuo­co) oper­a­ti­vo dal pri­mo agos­to al 15 set­tem­bre sul Gar­da: un poten­zi­a­men­to dovu­to al nos­tro lago che è più grande baci­no d’acqua dolce italiano.Il Raff, che ha pre­so il pos­to del «Vic­tor Uno» sped­i­to a Salò, si chia­ma per ora «Vic­tor Due» ma supera le prestazioni del suo pre­de­ces­sore. Un esem­pio lo ha dato svet­tan­do sul filo d’acqua, ieri, una gior­na­ta plumbea, con il lago piat­to e col­or cobal­to che, con le sue sibilline cor­ren­ti sub­ac­quee, non promet­te­va nul­la di buono. Pilota­to dal caposquadra Gian­pao­lo Car­li, ha fat­to una prestazione eccellente.«Victor Due», con propul­sione a due idro­get­ti, rag­giunge infat­ti in pochi sec­on­di i 30 nodi di veloc­ità, che equiv­al­go­no più o meno ai 55 chilometri orari di un’automobile, det­taglio essen­ziale quan­do l’emergenza corre sul filo del tem­po. Fon­da­men­tale è la potente motopom­pa anti­ncen­dio, con 4 mila litri di por­ta­ta, che ero­ga anche schi­u­mo­geni adat­ti a speg­nere roghi di idro­car­buri e di mate­ri­ali plas­ti­ci quin­di fiamme divam­pate su altri natan­ti, peri­co­lo che rende nec­es­sario il con­seguente sis­tema di auto pro­tezione «a piog­gia» che iso­la il Raff dal fuo­co quan­do vi si accosta.L’occhio di «Vic­tor Due» è un radar del tipo «Lcd col­or» che per­fo­ra la neb­bia e il buio, men­tre sonar ed ecoscan­daglio per­me­t­tono di ril­e­vare dif­for­mità del fon­dale e quin­di d’individuare even­tu­ali cor­pi estranei, cose o persone.A bor­do ci sono, tra le altre dotazioni, impianto radio, più apparec­chia­ture per allarme radio satel­litare, il gps (glob­al posi­tion sys­tem). Com­men­ta Ridolfi: «Il per­son­ale imbar­ca­to ha il brevet­to di soc­cor­ri­tore acquati­co di pri­mo liv­el­lo, preparazione speci­fi­ca che si con­segue seguen­do un cor­so di otto set­ti­mane, che pre­sup­pone capac­ità di con­durre l’imbarcazione e dà all’operatore le nozioni che lo abil­i­tano a portare soc­cor­so in super­fi­cie usan­do anche le tec­niche di pri­mo soc­cor­so (tps) per il man­ten­i­men­to dei para­metri vitali».La nuo­va imbar­cazione pre­sup­pone l’operatività di vig­ili del fuo­co 24 ore su 24. Un’operatività dimostra­ta sia dal pre­sidio ter­restre sia da quel­lo acquati­co, vis­to che nel 2007 gli inter­ven­ti sono sta­ti, rispet­ti­va­mente, 305 e 81, questi ulti­mi in soli due mesi, in forte aumen­to rispet­to a quel­li com­p­lessivi del 2006 che era­no sta­ti 86. «Cifre lievi­tate anche per il mag­gior numero di mezzi a dis­po­sizione», com­men­ta Ridolfi. Dati di peso che, come riconosci­men­to uffi­ciale all’opera dei Vig­ili del fuo­co, meritereb­bero, «dall’alto», forse anche un con­seguente aumen­to di organico.Un con­trib­u­to stra­or­di­nario di 24 mila euro per coraz­zare con quat­tro pick-up il dis­tret­to di e anti­ncen­dio boschi­vo (aib) «Vr 1 del ». Lo ha asseg­na­to la Provin­cia alla Comu­nità mon­tana del Bal­do su pro­pos­ta dell’assessore Lucio Campedel­li, del­e­ga­to anche alle politiche mon­tane e diss­es­ti idro­ge­o­logi­ci, per ren­dere tem­pes­tivi e sicuri gli inter­ven­ti nel­la zona, che può con­tare su asso­ci­azioni di volon­tari mod­el­lo. Un vero eserci­to di 260 per­sone che però, per essere oper­a­tivi e agire in sicurez­za, devono pot­er con­tare su mezzi sicuri e non veicoli obso­leti come quel­li in certe rimesse dei grup­pi di Coster­mano e Fer­rara o del tut­to assen­ti come a Capri­no, al Cen­tro oper­a­ti­vo mis­to (Com) 18 del dis­tret­to, e San Zeno di Mon­tagna. «Entro l’anno, sal­vo impre­visti, avran­no un fuoristra­da nuo­vo di zec­ca», assi­cu­ra Campedelli.Operano nel­la medes­i­ma area mon­tu­osa “Vr 1”, tra la Val­dadi­ge e il , con l’Associazione ital­iana soc­cor­ri­tori (Ais) sezione Bal­do Gar­da, l’Associazione volon­tari pro­tezione civile Bren­zone, i grup­pi comu­nali di Mal­ce­sine, Tor­ri, Brenti­no Bel­luno che invece han­no mezzi più adeguati al ter­ri­to­rio in cui i rischi sono legati a frane e diss­es­ti idro­ge­o­logi­ci, dis­per­si, sis­mic­ità, oltre al ris­chio incen­di boschivi, incombente, che ha richiesto ai grup­pi la spe­cial­iz­zazione Aib, con cor­si al Servizio fore­stale regionale di Verona diret­to da Mas­si­mo Bacchini.«Il con­trib­u­to stra­or­di­nario di 24 mila euro è sta­to asseg­na­to alla Comu­nità mon­tana del Bal­do che ne stanzierà 27 mila. Così si acquis­ter­an­no i quat­tro fuoristra­da, con sire­na e ver­ri­cel­lo, che coster­an­no 104 mila euro», spie­ga Campedel­li. «La giun­ta regionale, su pro­pos­ta dell’assessore Ele­na Don­az­zan ha asseg­na­to 48 mila euro: i veicoli servi­ran­no anche a miglio­rare la colon­na mobile regionale per aiu­ti locali e a liv­el­lo nazionale. Per meglio ind­i­riz­zare la vocazione di per­sone preziose abbi­amo pun­ta­to sul­la for­mazione, ma anche i mezzi devono essere adeguati in un ter­ri­to­rio dai col­lega­men­ti difficili».

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