In Comune sboccia l'idea di riportare agli antichi splendori il litorale della Casa Rossa. Sfruttando il fascino dei tuffi.

Un trampolino per rilanciare il lungolago

11/08/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
s.m.

Fino agli anni Cinquan­ta era sta­ta, assieme alla Spi­ag­gia degli Olivi e alla Fraglia del­la Vela (anco­ra preg­na dei fasti dan­nun­ziani), la più aut­en­ti­ca delle zone bal­n­eari di Riva. Poi, l’avven­to del tur­is­mo di mas­sa — che ave­va sposta­to il bari­cen­tro del­la tintarel­la sul più como­do ed este­so litorale a sud di viale Rovere­to — ne ha fat­to via via morire l’ap­peal. E la passeg­gia­ta che va dal­la Cen­trale al Belvedere del Ponale, pas­san­do per i roman­ti­ci ole­an­dri del­la Casa Rossa, è cadu­ta in disgrazia.In dis­grazia dal pun­to di vista del­la fre­quen­tazione, è ovvio. Per­chè quan­to a bellez­za, quan­to a , la strad­i­na e il sen­tiero che si allungano ver­so la con­tin­u­ano ad avere molti pun­ti da dare ai litorali più affol­lati: lo si vede ad occhio e non occorre cer­to chieder­lo a quei rari fidan­za­ti­ni che anco­ra si spin­gono a bacia­r­si sot­to la luna, con gli occhi cul­lati dalle onde del Benaco.Che fare per recu­per­are agli antichi fasti quel lun­go­la­go des­o­la­to e deca­dente? Se lo sono chi­esti, nelle scorse set­ti­mane, i mem­bri del­la com­mis­sione comu­nale del verde che — dopo aver chiesto ed ottenu­to dal­la Giun­ta la sis­temazione di altri pun­ti ver­di del­la cit­tà: nel­l’or­dine i Gia­r­di­ni Ver­di, Largo dei Mille e i Gia­r­di­ni di Por­ta Ori­en­tale — han­no appun­to deciso che i futuri sforzi di abbel­li­men­to dovran­no essere pun­tati sui per­cor­si pedonali e sulle piante che sfio­ra­no il Gar­da sul cosid­det­to Lun­go­la­go D’An­nun­zio. Nel grup­pet­to di lavoro che opera in appog­gio all’asses­sore Munari, le idee non sono cer­to man­cate: da quelle più scon­tate (come il riordi­no di aiole, per­cor­si pedonali, spi­aggette), a quelle più sfiziose (creare una specie di iso­la botan­i­ca, sfrut­tan­do il fat­to che quel litorale ripara­to è con­trad­dis­tin­to dal miglior cli­ma di tut­ta Riva). Ma la più orig­i­nale di tutte le «cure riv­i­tal­iz­zan­ti» ipo­tiz­zate, è sicu­ra­mente quel­la che è venu­ta in mente al con­sigliere Pao­lo Mat­teot­ti, che a tut­to il resto ha sug­ger­i­to di abbina­re la costruzione (al pos­to del­la vec­chia casupo­la diroc­ca­ta del­l’Am­sea, dove c’era la pom­pa per immet­tere acqua del lago nel­l’ac­que­dot­to) di un ele­gante tram­poli­no per tuffa­tori. L’idea è così piaci­u­ta da diventare il cav­al­lo di battaglia del­la pro­pos­ta da scodel­lare alla Giunta.Dopo la chiusura per ragioni di sicurez­za dei tram­poli­ni del­la Spi­ag­gia degli Olivi di Riva e del­la Con­ca d’Oro di Tor­bole, agli aman­ti del tuffo (che sono centi­na­ia: a Riva ci sono intere gen­er­azioni che han­no prat­i­ca­to questo sport) sono rimaste solo le scogliere del­la Madon­ni­na e di por­to San Nicolò. Poco: e soprat­tut­to sco­modis­si­mo. Un tram­poli­no a due pas­si dal­la Casa Rossa, mag­a­ri con un pun­to di ris­toro, sarebbe un eccezionale richi­amo: non solo per i tuffa­tori, ma anche per i tur­isti che avreb­bero un moti­vo più che vali­do (il sem­plice curiosare) per spinger­si sul lun­go­la­go D’An­nun­zio. I costi? Tut­to som­ma­to mod­esti. C’è solo da sper­are che la Giun­ta si butti a pesce.

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