La 25ma rassegna dell’agricoltura e dell’artigianato per la prima volta è ospitata da Palazzo Tebaldini. Stamane il taglio del nastro, affidato a un agricoltore del paese

Una Fiera all’insegna della storia

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Dopo avere aper­to i bat­ten­ti ven­erdì sera, sot­to la piog­gia, la Fiera dell’agricoltura e dell’artigianato del­la Valte­n­e­si e del­la Riv­iera del Gar­da, che si tiene a Pueg­na­go per il 25° anno, sarà inau­gu­ra­ta sta­mat­ti­na alle 11. Come con­sue­tu­dine, il nas­tro lo taglierà un con­tadi­no 70enne del paese (nel­la cir­costan­za, Vez­zo­la), sot­to gli occhi delle autorità. Poi tut­ti a gustare i vini, l’olio extravergine, il miele e le grappe (ben 269, record nazionale), prove­ni­en­ti da Lom­bar­dia, Vene­to e Trenti­no Alto Adi­ge. Uti­liz­za­to, per la pri­ma vol­ta, Palaz­zo Tebal­di­ni, anco­ra di pro­pri­età pri­va­ta (ma il sin­da­co con­fi­da di trasfor­mar­lo in un con­teni­tore di mostre e attiv­ità pro­mozion­ali). All’interno, oltre ai dis­til­lati, un pic­co­lo uffi­cio postale, dove sarà pos­si­bile far imprimere sulle car­to­line un annul­lo spe­ciale. Ria­per­to al pub­bli­co anche il castel­lo restau­ra­to. «Abbi­amo sis­tem­ato e con­sol­ida­to le mura­ture, seguen­do il prog­et­to redat­to dal respon­s­abile dell’ufficio tec­ni­co comu­nale — ha spie­ga­to l’assessore Ade­lio Zeni -. La super­ba for­ti­fi­cazione risale all’epoca medio­e­vale. L’intervento ha con­sen­ti­to di fer­mare il nat­u­rale degra­do. Sot­to­mu­rate le par­ti peri­colan­ti, sono sta­ti ricostru­iti i trat­ti dove si era­no ver­i­fi­cati seri dis­tac­chi e frana­men­ti di pietrame. Usan­do scrupolosa­mente gli stes­si mate­ri­ali gia­cen­ti alla base». «Il munici­pio — pros­egue l’assessore del comune di Pueg­na­go — si è reso con­to del­la preziosità di quei 5.000 metri quadri che, assieme agli olivi cen­te­nari, cos­ti­tu­is­cono un insieme dec­o­ra­ti­vo di par­ti­co­lare sug­ges­tione. La super­fi­cie, resa sicu­ra dal pun­to di vista sta­ti­co, con­tin­uerà a ospitare man­i­fes­tazioni di par­ti­co­lare pre­gio. I lavori di restau­ro si sono allargati anche alle pen­di­ci del­la collinet­ta, rip­uli­ta da piante infes­tanti e arric­chi­ta di nuovi alberi autoc­toni. La spe­sa com­p­lessi­va: 170 mil­ioni». «La real­iz­zazione del­la fortez­za — con­clude Zeni — risale al 1.100, all’indomani delle inva­sioni degli Unni. I borghi furono costret­ti a cinger­si di mura, a costru­ire tor­ri e strut­ture di dife­sa. Trascorsero sec­oli e il castel­lo divenne pro­pri­età del Duca d’Este, che lo donò al Cap­i­tano Tebal­do da Pueg­na­go in riconoscen­za dei servi­gi mil­i­tari rice­vu­ti». Oggi e domani, ulti­mo giorno del­la Fiera, lo chef de «Il nido» di Raf­fa pro­por­rà ai vis­i­ta­tori i piat­ti dei non­ni, come «pas­ta e fasoi co le codeghe», «bacalà co la polen­ta», «salam co le sigole», «conecc de la Ninì» e l’immancabile «chisol». Nel ten­done sis­tem­ato sul cam­po sporti­vo, e in gra­do di accogliere un migli­aio di per­sone, sarà invece pos­si­bile gustare spiedo, costate, mac­cheronci­ni e quant’altro. Intan­to il Comi­ta­to Fiera, pre­siedu­to da Sil­vano Zanel­li, ha dif­fu­so l’elenco dei vinci­tori del con­cor­so ris­er­va­to al Grop­pel­lo. Pro­mossi a pieni voti Ser­gio Delai, Francesco Nov­el­li, l’azienda agri­co­la «Due Pini» di Erman­no Coc­coli, «Mon­tea­cu­to» di Anto­nio Leali, «Il roc­co­lo» di Andrea Bertazzi, «Le Gaine» dei fratel­li Cot­ti­ni, «Le Chiusure» di Alessan­dro Luz­za­go, la fat­to­ria «Cà Gran­da» di Giuseppe Leali, le can­tine dei fratel­li Avanzi, quel­la di Vin­cen­zo Marsadri, i pro­dut­tori Pasi­ni. I «Cav­a­lieri del­la luna di agos­to» han­no invece selezion­a­to i vini delle altre cat­e­gorie, con­fer­en­do il diplo­ma alle can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana (per il Gar­da clas­si­co bian­co doc, il Rosso supe­ri­ore doc e il Gar­da clas­si­co rosso doc, assieme alla fat­to­ria «Cà Gran­da» e a Vin­cen­zo Marsadri); a Francesco Averol­di (Gar­da bres­ciano bian­co doc e Marzemi­no doc, appa­ia­to a «Le Gaine»); a Bruno Fran­zosi per il Gar­da clas­si­co doc (al suo fian­co, «Il roc­co­lo») e lo Chardon­nay doc (con «Le Gaine»); a Fabio Viven­zi (Gar­da bres­ciano chiaret­to doc), che si è ripetu­to col Gar­da bres­ciano rosso doc, in com­pag­nia di Ser­gio Delai e dell’azienda agri­co­la «Mon­tea­cu­to». Sta­mat­ti­na saran­no effet­tuate le pre­mi­azioni, e pre­sen­ta­to un libro fotografi­co. Stasera, alle 22, si dis­put­erà la finale del Palio delle bot­ti. Ven­erdì, nelle prove di qual­i­fi­cazione, i cam­pi­oni uscen­ti di Polpe­nazze han­no pre­ce­du­to Pueg­na­go, San Felice e Moni­ga. La gior­na­ta di domani è invece ded­i­ca­ta all’olio extravergine.

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