In discussione in commissione al Senato la riforma del decreto per la difesa del suolo. hincarini: «Gestione distrettuale per regolare i livelli dell’acqua»

Un’autorità per il Garda

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il nel giro di un anno potrebbe avere un’autorità di baci­no indipen­dente da quel­la del Po. «Ci sto lavo­ran­do», pre­cisa il sin­da­co di Peschiera e sen­a­tore del­la Lega Nord , rela­tore del­la 13esima Com­mis­sione del Sen­a­to che si occu­pa di ter­ri­to­rio, ambi­ente e Beni ambi­en­tali. «Il min­istro all’ambiente, Altero Mat­te­oli», spie­ga Chin­car­i­ni, «lunedì scor­so ha con­seg­na­to alle com­mis­sioni di Cam­era e Sen­a­to e alla Con­feren­za Sta­to Regioni la pro­pos­ta del decre­to di rifor­ma ambi­en­tale che ha redat­to su del­e­ga del Par­la­men­to. Le Com­mis­sioni han­no il com­pi­to di dare rispos­ta con i pro­pri pareri entro il 5 gen­naio. Mat­te­oli avrà quin­di un mese di tem­po per accogliere i pareri e fir­mare il nuo­vo testo leg­isla­ti­vo». Il decre­to è forte­mente con­tes­ta­to dagli ambi­en­tal­isti e dall’opposizione, che lo giu­di­cano una man­na­ia per l’ambiente. Il decre­to andrà a dis­ci­pli­nare un’enorme ambito: rifiu­ti, acqua, aria e dife­sa del suo­lo. Per il sen­a­tore Chin­car­i­ni, però, questo testo leg­isla­ti­vo può aprire le porte a una svol­ta per il lago di Gar­da: «Dal 1989 il Gar­da dipende dall’autorità di baci­no del Po. Se pas­sa il nuo­vo decre­to, le autorità ven­gono sci­olte e sos­ti­tu­ite con autorità di baci­no dis­tret­tuali». Nell’articolo 63 del testo c’è scrit­to: «le autorità di baci­no pre­viste dal­la legge 183/1989 sono sop­presse dal 30 giug­no 2006 e le rel­a­tive fun­zioni sono eserci­tate dalle autorità di baci­no dis­tret­tuali». «Dopo tan­to par­lare per anni di autorità del Gar­da, di Regione del Gar­da e di baci­no inter­re­gionale del Gar­da», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «adesso ci siamo, abbi­amo l’opportunità di inserire nelle osser­vazioni al decre­to la richi­es­ta di isti­tuire l’autorità dis­tret­tuale del Gar­da, con ciò che com­por­ta per la ges­tione dei liv­el­li delle acque del lago. L’autorità del Gar­da potrebbe aprire la stra­da ad un’ azien­da uni­ca di ges­tione del col­let­tore e del depu­ra­tore, che adesso è sep­a­ra­ta in due ges­tioni diverse: Ags, per il veronese e Ag1, Azien­da per il bres­ciano». L’autorità del Po ha il com­pi­to isti­tuzionale di ind­i­riz­zo e di ammin­is­trazione di tut­to il baci­no, inclu­so il Gar­da. «Con l’introduzione dei dis­tret­ti, gli ambiti ter­ri­to­ri­ali saran­no più ristret­ti», spie­ga Chin­car­i­ni, «e poiché a giudizio di tut­ti, fino ad ora non c’è sta­ta capac­ità di sin­te­si sui prob­le­mi del lago, io farò di tut­to per­ché ven­ga recepi­ta la pro­pos­ta del dis­tret­to del Gar­da, dove saran­no rap­p­re­sen­tati la , i Comu­ni, il min­is­tero dell’Ambiente, le Regioni, la , le aziende di , l’Enel e tut­ti i sogget­ti che han­no inter­esse alla tutela del lago di Gar­da». Per il momen­to l’autorità dis­tret­tuale del Gar­da non è anco­ra sta­ta mes­sa nero su bian­co nel decre­to: è l’impegno che si è pre­so Chin­car­i­ni, sostenu­to anche dal fat­to che è rela­tore del­la com­mis­sione del Sen­a­to che ha l’incarico di esprimere le osser­vazioni al decre­to. Inoltre nel testo, all’articolo 91, il lago di Gar­da e il lago d’Idro sono esplici­ta­mente indi­cati come aree sen­si­bili e quin­di mag­gior­mente soggette a dirit­ti di tutela. Chin­car­i­ni sot­to­lin­ea: «Il baci­no dis­tret­tuale del Gar­da avrà l’autorità per ind­i­riz­zare l’Aipo, l’agenzia inter­re­gionale per il Po, a una nuo­va ges­tione del­lo sbar­ra­men­to del­la diga di Salionze, per una fuo­rius­ci­ta delle acque con­di­visa da tut­ti. Ora che siamo in inver­no, escono 15 metri cubi al sec­on­do da Salionze e abbi­amo un liv­el­lo di 62 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. È un liv­el­lo molto bas­so, pen­si­amo dove arriver­e­mo d’estate quan­do escono oltre 70 metri cubi al sec­on­do». Se il min­istro por­rà il sig­illo anche al baci­no dis­tret­tuale del Gar­da, questo diver­rà un nuo­vo ente e avrà autorità anche per chiedere finanzi­a­men­ti all’Unione euro­pea. Per il momen­to bisogna atten­dere l’inizio di gen­naio per vedere se il decre­to passerà al voto del­la com­mis­sione del Sen­a­to, com­pos­ta da 25 mem­bri, 13 di mag­gio­ran­za e 12 di oppo­sizione, men­tre il mon­do ambi­en­tal­ista ha già mes­so in cam­po grosse mobil­i­tazioni con­tro il nuo­vo testo.