Scoperto ieri mattina dalla polizia locale il tentativo di «scasso» sulla Sp 11. Colpito il dispositivo di misurazione nei pressi della galleria «San Zeno»

Vandali in azioneDanni all’autovelox

24/10/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Sug­li autovelox piaz­za­ti pri­ma e dopo la gal­le­ria San Zeno è già sta­to scrit­to qua­si un roman­zo. Con­siderati veri cas­tiga­mat­ti dagli auto­mo­bilisti, han­no scate­na­to furiose proteste sul­la blo­gos­fera e perfi­no uffi­ciali del­la Provin­cia che ha pos­to alla soci­età Serenis­si­ma «tito­lare» di quel trat­to di stra­da, la ques­tione dei lim­i­ti di veloc­ità. Ora dalle proteste qual­cuno è pas­sato alle vie di fat­to. Il roman­zo insom­ma ha volta­to pag­i­na, apren­do il capi­to­lo del vandalismo.IERI NELLA NOTTE il dis­pos­i­ti­vo di uno dei mul­tano­va è sta­to dan­neg­gia­to, con dolo. È sta­to forza­to il box blinda­to che con­tiene la del­i­ca­ta apparec­chiatu­ra, quel­la che reg­is­tra i trasgres­sori, trop­po veloci con l’auto per quei 70 chilometri all’ora di lim­ite cop­er­ti per mesi dalle slavine di critiche. Come noto gli autovelox sono due, ai due capi del­la gal­le­ria. A subire il ten­ta­ti­vo di «scas­so» — nota­to ieri mat­ti­na dagli agen­ti del­la durante il loro peri­od­i­co con­trol­lo quo­tid­i­ano -, è quel­lo col­lo­ca­to poco pri­ma dell’ingresso nel tun­nel per chi proviene dal Gar­da ed è diret­to a Brescia.Ma che cosa vol­e­vano o cosa cer­ca­vano questi anon­i­mi van­dali? Met­tere la sor­di­na, acciecare l’occhio impla­ca­bile del­la macchi­na, oppure forzarne la «scat­o­la», alla ricer­ca di una pel­li­co­la, insom­ma del­la pro­va di una vio­lazione del codice del­la strada?«Da un pri­mo som­mario con­trol­lo — spie­ga il coman­dante del­la polizia locale, Francesco Biaset­ti — il box avrebbe ret­to all’opera dei van­dali, e non sarebbe com­pro­mettes­so dunque il fun­zion­a­men­to dell’apparecchiatura. Nat­u­ral­mente la certez­za ver­rà da un esame andrà approfondito…».Il diri­gente Biaset­ti ne approf­itta per sve­lenire il cli­ma che si è cre­ato attorno a questi autovelox e ne sot­to­lin­ea i risul­tati. «La loro pre­sen­za è ampia­mente doc­u­men­ta­ta, seg­nala­ta, non ci sono quin­di trap­pole o imboscate — spie­ga -. Gli auto­mo­bilisti ven­gono avvisati dal­la pre­sen­za dei mis­ura­tori dap­pri­ma con un cartel­lo, poi con un dis­play lumi­noso che seg­nala a quale veloc­ità si sta viag­gian­do. L’anno scor­so questo trat­to del­la provin­ciale fu seg­na­to da sei inci­den­ti mor­tali. Da mag­gio, ovvero da quan­do l’autovelox è rego­lar­mente in fun­zione, siamo a quo­ta zero».UNA «NORMALIZZAZIONE» che ha avu­to a suo modo un prez­zo, quel­lo scrit­to su novemi­la multe, tan­ti sono infat­ti i ver­bali ele­vati in questi ulti­mi sei mesi di tregua garan­ti­ta dalle impla­ca­bili «fotografie» del­la trasgres­sione su quat­tro ruote. Una trasgres­sione — è il noc­ci­o­lo delle lamentele di questi mesi — che sta­va spes­so in pochi chilometri di ecces­so. «Vor­rei sot­to­lin­eare anco­ra una vol­ta — osser­va il coman­dante Biaset­ti — che le apparec­chia­ture sono tarate sui set­tan­ta chilometri orari». E aggiunge: « Siamo in atte­sa che l’impianto ven­ga col­le­ga­to alla rete elet­tri­ca. Attual­mente fun­ziona gra­zie a delle bat­terie che ven­gono peri­odica­mente sos­ti­tu­ite. Questo ne impedisce però il fun­zion­a­men­to con­tin­u­a­ti­vo 24 ore su 24».L’entità delle multe è rap­por­ta­ta al gra­do di sfora­men­to dei lim­i­ti. Nelle 9000 multe com­pare una cospicua fet­ta di auto­mo­bilisti che ha super­a­to i 120 Km orari. Presto i mul­tano­va dovreb­bero essere col­lo­cati anche sul­la Stra­da del Fila­toio, dove sfrec­ciano le auto che proven­gono da Montichiari.

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