La giunta rivana ha affidato all'architetto Lamberto Rossi l'incarico di uno studio preliminare sull'intero compendio. Confermata la destinazione a strutture e servizi per la terza età

Vecchio ospedale: sei ettari da riconvertire

07/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Il riu­so del vec­chio ospedale di largo Invi­o­la­ta, des­ti­na­to a svuo­tar­si dopo un sec­o­lo di ono­ra­to servizio quan­do entr­erà in fun­zione il monobloc­co arcense, com­pare fra le pri­or­ità indi­cate dal sin­da­co nel­la relazione al bilan­cio. La des­ti­nazione a servizi per la terza età appare acquisi­ta, anche alla luce del­la pro­pos­ta elab­o­ra­ta dal­la Casa di sog­giorno, arti­co­la­ta in una serie di servizi, dagli Alze­heimer ai ter­mi­nali, dal­l’ospi­tal­ità diur­na agli appar­ta­men­ti pro­tet­ti al cosid­det­to sollievo.Peraltro, fa osser­vare l’asses­sore Mosan­er, quel­l’area è inter­es­sa­ta a breve ter­mine ad una mez­za riv­o­luzione urban­is­ti­ca. La costruzione del­la cir­con­va­l­lazione ovest ed il pro­l­unga­men­to del­la bretel­la Comai fino a viale Tren­to, avran­no come con­seguen­za un impor­tante decon­ges­tion­a­men­to del traf­fi­co su viale dei Tigli e su viale Canel­la, che potrebbe com­ple­tar­si se mai dovesse andare in por­to il prog­et­to di pedonal­iz­zazione di viale Roma prospet­ta­to fin dai tem­pi del­la di Win­kler. Per questo la giun­ta ha ritenu­to di par­tire da un prog­et­to uni­tario del­l’in­tera area com­pre­sa fra viale dei Tigli e via Ardaro, logi­ca­mente per quel che riguar­da le pro­pri­età pub­bliche. Nei sei ettari e rot­ti (62.700 metri quadri per l’e­sat­tez­za) entra­no l’in­tero com­pen­dio del vec­chio ospedale, i parcheg­gi, l’ed­i­fi­cio del­l’In­com­pi­u­ta sede del Com­pren­so­rio e degli ambu­la­tori spe­cial­is­ti­ci, la casa di sog­giorno per anziani con l’ap­pen­dice di Casa Miel­li. Di qui la deci­sione di affi­dare all’ar­chitet­to Lam­ber­to Rossi l’in­car­i­co per un’ipote­si pre­lim­inare di uti­liz­zo degli spazi. Si trat­ta solo di uno stu­dio d’am­bi­ente, riman­dan­do ad un sec­on­do tem­po scelte oper­a­tive e speci­fiche rel­a­tive ai sin­goli edi­fi­ci: sul tipo di quan­to Cec­chet­to ha fat­to per la fas­cia lun­go­la­go. La com­pe­ten­za del­l’ar­chitet­to Rossi, cinquan­t’an­ni, luc­ch­ese, col­lab­o­ra­tore di Ren­zo Piano, è fuori dis­cus­sione. A Cervia, Otran­to, Bura­no, Cre­mona, Raven­na sono molti i prog­et­ti che por­tano la sua fir­ma: tan­to che il min­is­tero per la salute l’ha scel­to per dirigere una com­mis­sione incar­i­ca­ta di pre­dis­porre un mod­el­lo di ospedale da pro­porre sul­l’in­tero ter­ri­to­rio nazionale. Il pre­lim­inare costerà cir­ca 25.000 euro: som­ma giu­di­ca­ta con­grua per acquisire una visione d’in­sieme sui futuri inter­ven­ti che potran­no poi frazionar­si negli anni, rispet­tan­do una diret­ti­va uni­taria, a sec­on­da delle disponi­bil­ità finanziarie che il com­mit­tente pub­bli­co (provin­cia più anco­ra che comune) vor­rà met­tere a dis­po­sizione. Il vec­chio ospedale è frut­to d’u­na scelta riv­e­latasi buona per un sec­o­lo assun­ta alla fine Otto­cen­to dal­la civi­ca rap­p­re­sen­tan­za gui­da­ta dal podestà Giuseppe Canel­la che, acciglia­to ed un po’ scrosta­to, sorveg­lia in sala di rap­p­re­sen­tan­za che i suc­ces­sori non fac­ciano asinate.