Treni, trattori e casse funebri. L’ottava edizione della «Regata pazza», organizzata con la consueta simpatia e carica di vitalità dallo Yacht club Acquafresca e dall’inesauribile Giulia, si è corsa regolarmente come da tradizione a Ferragosto nello specchio d’acqua antistante lo stesso circolo e l’isola Trimelone. Sul campo di regata nove imbarcazioni, rigorosamente costruite con materiali di recupero non nautico, si sono confrontate per la conquista dell’ambito trofeo pazzo. Sigillo vincente impresso dal carro funebre, pardon barca, Drakula Marrano. In pratica un catamarano a vela con due bare al posto degli scafi e dei «vampiri» come equipaggio. Nelle vesti di spettri Gabriele Magagnotti, Ernesto Adamoli, Paolo Fioretta e Paolo Vassanelli, tutti di Caprino. A differenza della tradizione i vampiri non hanno abbandonato la tomba per cercare delle prede ma sono rimasti diligentemente al loro posto a differenza dell’equipaggio dello scafo «Margherita» dell’armatore Alberto Pasqualin, colpevolmente scesi in acqua a spingere la grossa corolla costruita con una camera d’aria ricoperta di petali e foglie di gommapiuma. Seppur prima al traguardo la «Margherita» è stata squalificata dall’inflessibile giuria anche perché secondo logica… prima arriva la bara e poi i fiori. Il premio Leonardo da Vinci per l’imbarcazione più tecnologica è stato assegnato al Turborotomotor di Leonardo e Riccardo Vincenzi, due giovanissimi armatori di 8 e 9 anni che hanno trasformato un trattorino di plastica in un mezzo anfibio montando delle pale al posto delle ruote. L’equipaggio più numeroso, sei persone, si è aggiudicato invece il Trofeo Ferragosto con il «Bidon Proa», un multiscafo costruito con grossi bidoni colorati e una vela realizzata utilizzando tende di casa degli armatori Tugnoli. Terzo posto assoluto invece per i vincitori della scorsa edizione, Arno e Nina Pernthaler, a bordo di «Plasticona» un siluro assemblato da bottiglie di plastica vuote. I ragazzi del camping Monia hanno messo in campo il «Moniaphone» utilizzando il guscio di una cabina telefonica. A bordo una giovane sosia di Megan Gale, impegnatissima nell’impartire via telefonino le direttive ai cinque aitanti nuotatori incaricati di spingere la cabina fino al traguardo. Moniaphone è stata votata dal pubblico come l’imbarcazione più bella aggiudicandosi il Trofeo Narciso. All’ultimo posto il «Trenino» composto da grossi blocchi di polistirolo e creato dai bambini della Scuola vela dello Yacht club Acquafresca. Non ha preso il via invece lo sdraio galleggiante allestito da Davide Bommartini di Malcesine. Da un controllo all’imbarcazione è risultato l’utilizzo di un materassino gonfiabile come riserva di galleggiamento. Troppo sicuro lo scafo: inevitabile la squalifica.
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Regata pazza
I vampiri vanno più veloci anche del treno
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