
La raccolta delle olive sul lago di Garda è partita mercoledì 14 ottobre nel frantoio della cooperativa agricola San Felice del Benaco, dove Confagricoltura Brescia ha presentato la campagna olearia 2026. Per l’organizzazione si annuncia una delle annate più belle degli ultimi sei-sette anni, con piante cariche e frutti in ottime condizioni sanitarie, come non se ne vedevano dal periodo 2018-2020, ha detto il presidente Oscar Scalmana.
Un’annata attesa dopo stagioni difficili
Scalmana sottolinea che la soddisfazione è maggiore perché arriva dopo raccolti scarsi, spese di produzione in crescita e margini sempre più ridotti per le aziende. Il caldo dell’estate, con punte di 38-40 gradi e notti calde, ha sottoposto le piante a stress e rallentato alcuni processi, ma ha anche limitato la presenza dei principali parassiti: mosca dell’olivo, cimice ed euzophera. Il vicepresidente della sezione olivicola Marco Penitenti parla di una situazione sanitaria ai massimi livelli, con le tecniche di raccolta acquisite negli ultimi anni che possono portare a oli di qualità eccezionale.
La maturazione dei frutti è stata più lenta, soprattutto negli oliveti non irrigati. Non c’è stata quindi la necessità di anticipare la raccolta ai primi giorni di ottobre, come accaduto in altre stagioni per contenere i danni dei parassiti. Il periodo centrale della campagna cade tra metà e fine ottobre, nel calendario tradizionale dell’olivicoltura gardesana.

Clima e tecniche da proteggere
La presidente della sezione olivicola Rita Rocca sostiene che servano tecniche agronomiche capaci di proteggere le coltivazioni dagli eccessi climatici: dalla gestione dell’inerbimento, che limita il riscaldamento del terreno, all’impiego di polveri di roccia per ridurre l’irraggiamento sulle foglie, fino a un uso attento delle risorse idriche.
Il Bresciano e la cooperativa San Felice
Nel Bresciano si contano 1.925 ettari di olivo, l’81 per cento della superficie olivicola lombarda. Nel 2025 la produzione provinciale è stata di circa 32mila quintali di olive, il 90 per cento del totale regionale, contro i 48mila quintali del 2024, con una resa di 16,5 quintali per ettaro. La superficie è rimasta stabile rispetto al 2023, ma è scesa del 2,8 per cento rispetto al 2019. Per Scalmana bisogna affiancare alla valorizzazione dell’olio la conservazione degli oliveti esistenti, il recupero delle superfici abbandonate e nuovi investimenti produttivi, perché l’olivicoltura tutela il paesaggio gardesano e presidia il territorio.

La scelta del frantoio di San Felice del Benaco non è casuale. La cooperativa, fondata il 27 ottobre 1946, compie ottant’anni e riunisce oltre 400 soci, circa 320 ettari di oliveti e più di 71mila piante. Dispone del più grande frantoio della Lombardia per quantità di olive lavorate: in un’annata buona arriva a molire circa 10mila quintali, e per la campagna appena iniziata i volumi potrebbero essere superiori. Il frantoio lavora mediamente tra il 18 e il 20 per cento delle olive prodotte nella regione.
Alla conferenza sono intervenuti i vertici di Confagricoltura Brescia, della sezione olivicola e della cooperativa San Felice, insieme a Marzia Manovali, sindaco di San Felice del Benaco.


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