Secondo i dati elaborati da Cirium, il calo dei voli transatlantici si traduce in una riduzione delle prenotazioni dall’Europa verso gli Stati Uniti del 15,34% su base annua e in una contrazione del 11,19% nella direzione opposta, con rilevazioni internazionali tra -14% e -7%; a pesare su questo quadro è il caro carburante, con il prezzo del jet fuel salito a doppia cifra in Stati Uniti ed Europa, accompagnato da criticità di approvvigionamento e disfunzioni operative negli hub di Doha, Dubai e Abu Dhabi, che hanno portato a cancellazioni e riduzioni di capacità e a un ritorno del turismo di prossimità in particolare da Lombardia e Veneto mentre i flussi a lungo raggio rallentano.
In provincia di Brescia, secondo Andrea Maggioni (Vice Presidente nazionale Fiepet Confesercenti e coordinatore per il territorio), i turisti statunitensi generano circa 180.000 presenze annue (circa il 2% degli arrivi) con una spesa media giornaliera di 447 dollari, permanenze di 3–4 giorni nel territorio locale e una spesa diretta per turista stimata tra 1.500 e 1.800 euro; nel 2024 gli 8,1 milioni di visitatori statunitensi in Italia hanno prodotto 6,4 miliardi di euro di spesa, la Lombardia concentra il 47% del tax free nazionale e in provincia di Brescia il 17% del tax free è attribuito a turisti USA, mentre una perdita del 10% delle presenze americane nella provincia sarebbe valutata tra 22 e 27 milioni di euro; sullo sfondo si registrano inoltre l’indebolimento del dollaro, una maggiore cautela tra i redditi alti (studio Deloitte 2026), tensioni geopolitiche e una riduzione della mobilità internazionale e delle prenotazioni anticipate.


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