Il Festival mondiale delle DOP si terrà a marzo 2027 a Desenzano del Garda, organizzato dal Ministero dell’Agricoltura e dal Consorzio di tutela del Grana Padano, che ha la sua sede proprio in città. Lo ha annunciato il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni, lunedì 5 ottobre al padiglione della Rocca di Lonato, durante l’incontro «Coltiviamo l’Italia» promosso dal gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.
L’obiettivo dichiarato è presentare e promuovere nel mondo le produzioni italiane a denominazione di origine protetta. Il programma non è ancora stato reso noto.
Perché proprio Desenzano
A Desenzano ha sede il Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano, costituito il 18 giugno 1954 per iniziativa di Federlatte e Assolatte. La denominazione di origine protetta europea è arrivata nel 1996; le origini del formaggio risalgono invece ai monaci cistercensi dell’abbazia di Chiaravalle, attorno al 1135, che cercavano un modo per conservare il latte in eccedenza.
La sede del Consorzio ospita già incontri di settore: il 23 maggio 2026 ha accolto il seminario sulla DOP economy di Origin Italia e Fondazione Qualivita, con la presentazione del libro «La filosofia della Dop economy» di Mauro Rosati.
I numeri della filiera
A Lonato Berni ha ricordato che nel Bresciano la filiera del Grana Padano vale 2,2 miliardi di euro. A livello nazionale, secondo il bilancio 2024 del Consorzio, sono state prodotte 5.635.000 forme (+3,2%) con 135 caseifici e quasi 4.000 stalle nelle zone DOP di Lombardia, Veneto, Piacenza, Piemonte e Trentino. L’export ha raggiunto il 51,2% della produzione.
Sul territorio gardesano il Grana Padano ha anche una declinazione di montagna: il caseificio Alpe del Garda di Tremosine lo produce dal 2018 solo con latte di razza Bruna, 5.500 forme nel 2024.
Il quadro politico dell’incontro
All’incontro di Lonato, dedicato a zootecnia, filiera lattiero-casearia, vitivinicoltura, costi di produzione, risorsa idrica e passaggio generazionale, il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra ha parlato di 16,8 miliardi di investimenti pubblici per il settore e di un provvedimento, «Coltivaitalia», da oltre un miliardo di euro per rafforzare l’autonomia della produzione nazionale.


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