lunedì, Luglio 22, 2024
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Propone Cobelli (Ppi), ma la giunta non è d’accordo

«Anziani con badanti Diamo loro un aiuto»

Un fondo a sostegno delle famiglie di Salò che ricorrono alle badanti. L’ha proposto il consigliere comunale Renato Cobelli, area Ppi, nel corso della discussione sul preventivo 2003. «La procedura di regolarizzazione degli extracomunitari ha riguardato, per la maggior parte, donne che svolgono lavori domestici e di cura ad anziani e bambini – ha ricordato Cobelli -. Riterrei opportuno che fossero individuate risorse da utilizzare come contributo (150-200 euro mensili) per le famiglie che abbiano redditi inferiori a una certa soglia. L’importo, indicativamente di novemila euro, potrebbe essere prelevato dai capitoli riguardanti i servizi integrativi a mostre & pubblicazioni, alle manifestazioni nel settore del commercio & turismo e ai contributi per società e gare sportive». «Ero indeciso se chiamarle colf – prosegue il Renato bilaureato -. Poi ho scoperto che lo stesso Alessandro Manzoni definiva badante la perpetua di Don Abbondio, e anche De Mauro, nel vocabolario della lingua italiana, usa questo termine. La regolarizzazione delle donne straniere che lavorano nelle nostre famiglie, con anziani non autosufficienti, ha dato visibilità a un fenomeno vasto, che passava sotto silenzio. Adesso è necessario compiere altri passi in modo da garantire a queste assistenti domiciliari tutti i loro diritti e, contemporaneamente, assicurino agli assistiti il rispetto della loro dignità di persone, che va salvaguardato anche quando i vecchi non sono più in grado di capire. Per le badanti c’è una legislazione particolare? Che formazione dovrebbero avere per essere efficienti e all’altezza del compito? Guardate che non mi riferisco solo all’apprendimento della lingua italiana. Qualche corso dovrebbe essere organizzato, magari a livello di Comunità montana Alto Garda. E le famiglie, che per non allontanare da casa un genitore in cattive condizioni, possono contare su buoni di accompagnamento, detrazioni fiscali, agevolazioni? Un fenomeno complesso. La mia proposta rappresenta una sollecitazione a compiere il primo passo di un percorso da studiare accuratamente nel tempo». Il collegio dei revisori del Comune e il responsabile dell’ufficio finanziario hanno osservato che il suggerimento poteva essere accolto, in quanto non modificava gli equilibri di bilancio. La giunta, invece, ha detto di no, riservandosi comunque di valutare la questione. «Riteniamo di non accettare l’emendamento – ha spiegato l’assessore Nicola Scotti – poichè la proposta sembra limitata a un episodio una tantum. Data l’importanza sociale del tema, l’assessorato ai servizi sociali elaborerà un progetto organico e funzionale per sostenere le famiglie bisognose che si avvalgano delle badanti, comunque riconducibile al discorso dell’assistenza domiciliare, per la quale eroghiamo 164 mila euro all’anno. Il nostro non è un diniego, ma un impegno a elaborare un piano più complessivo». Cobelli ha sollecitato altri due interventi: un fondo a sostegno delle giovani coppie salodiane (per abbattere gli interessi passivi sul mutuo ottenuto in occasione dell’acquisto della prima casa) e lo stanziamento di 780 mila euro per la costruzione di alloggi riservati ad anziani autonomi. «Vorrei aggiungere – ha proseguito il consigliere – che in Comunità montana hanno organizzato un ufficio prima casa. Forse varrebbe la pena concentrare uno sportello idoneo ad affrontare questo problema. A meno di intraprendere iniziative idonee, il futuro di Salò si presenta poco roseo e con scarse prospettive. Annoto, ma è un inciso, e senza fare del razzismo, che ci sono nuceli cospicui di extracomunitari alloggiati in fabbricati situati in via Gasparo e alle Rive». Risposta di Scotti: «Intendiamo dare una risposta più articolata, istituendo un piano di edilizia economico popolare e/o convenzionata. Le aree disponibili sarebbero in località Burago (a Villa), alla Gasìa (quartiere del Muro) e, parzialmente, nel vecchio campo sportivo Amadei. Attendiamo la decisione del gruppo di lavoro costituito per analizzare l’ipotesi della costruzione (vicino alla nuova casa di riposo) di un edificio per anziani non del tutto autosufficienti».

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