lunedì, Luglio 22, 2024
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Il nuovo servizio, riservato ai giovanissimi, viene offerto a prezzi accessibili e convenzionati

I denti storti si curano anche in ospedale

I denti storti? Sono una malattia sociale. Un’affermazione che potrebbe sembrare un po’ forte, ma che trova una risposta precisa in campo assistenziale. Una risposta spiegata dal professor Luigi Pettenella, già docente di Ortodonzia all’Università di Bologna e oggi responsabile del nuovo servizio ospedaliero di Desenzano, che si rivolge proprio alla correzione dei difetti ortodontici di bambini e ragazzi. E’ un servizio importante, perchè questa problematica coinvolge la bellezza del 70-80 per cento dei giovanissimi. Sempre più numerosi, i ragazzini con un «apparecchio» nella bocca; quasi una emergenza che ha costi elevatissimi per le famiglie. Che però, almeno a Desenzano, hanno un’alternativa «I cosiddetti denti storti rappresentano una problematica non indifferente – spiega Pettenella -. In sostanza, quasi tutte le famiglie con figli sono alle prese con questo problema. E c’è un altro aspetto importante: una terapia appropriata, cioè l’uso del famoso “apparecchio”, ha normalmente luogo in uno studio privato, e comporta costi assai elevati che molte famiglie non possono sostenere. Abbiamo quindi pensato di affrontare il problema offrendo una prestazione qualificata, a costi contenuti entro la tariffa minima imposta dall’Ordine dei Medici». Una corrente di pensiero, però, dà un valore puramente estetico agli interventi di ortodonzia; lei cosa risponde? «E’ un errore madornale, e mi permetto di segnalarlo agli stessi medici scolastici. Cominciamo con il premettere – continua il sanitario – che la bellezza in se stessa acquista una grande valenza psicologica, perchè aiuta ad accettarsi, semplifica le relazioni interpersonali e induce a mantenere ordine e pulizia nella propria persona». Ma ci sono altre implicazioni non psicologiche? «Ci sono motivi di natura strettamente medica che impongono la correzione delle bocche malmesse. Mi riferisco al cattivo funzionamento dell’apparato masticatorio, con conseguenze facilmente immaginabili; allo squilibrio dell’ingranaggio dei denti, che può portare alla malattia paradontale in età adulta, cioè a denti che cadono precocemente; ai disturbi dell’articolazione della mandibola, che provocano dolori articolari diffusi al collo, simulando un’artrosi cervicale e alla testa. Una cospicua percentuale di cefalee è di origine odontogena». Quando è bene intervenire sui ragazzi? «L’età migliore per iniziare un trattamento è attorno ai nove anni, a meno che non si tratti del progenismo, cioè di sporgenza del mento: in questo caso – conclude il professor Pettenella – la cura deve essere precoce, altrimenti si dovrà ricorrere a un intervento chirurgico». Insomma, le famiglie sono avvisate: tenete sotto controllo i bambini; un’attenta prevenzione può evitare complessi e, soprattutto, far risparmiare un bel po’ di soldi.

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