venerdì, Luglio 19, 2024
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Gli «Amici di San Bernardo» rinnovano l’impegno natalizio. Ingegnosi meccanismi artigianali animano l’opera

Il presepe delle meraviglie

Sarà la suggestione del luogo – un’antica chiesa che si incontra risalendo il vecchio borgo che abbraccia uno sperone di collina sul lago -. Sarà il raccoglimento sereno cui induce il passaggio dalla luce radente dell’inverno alle luci soffuse dell’interno, quasi fiaccole tremolanti ma tenaci nella penombra dell’interno. O forse ancora, sarà il pulsare della vita che sapienti mani artigiane ma ispirate sono riuscite a far brulicare in ogni angolo di questo presepe, sorprendendo ogni volta i visitatori. Oppure l’insieme di tutto questo… Il fatto è che ogni volta in cui capita di pensare al presepe meccanico di Manerba del Garda, si rinnova il ricordo di un’emozione bambina e di quel senso di gioia e di vita che spontaneamente emana dal mistero del Natale.Anche quest’anno, puntuale, la spettacolare realizzazione curata dagli instancabili “Amici di San Bernardo” sarà sotto i riflettori dalla Vigilia a gennaio inoltrato. L’opera è frutto di un lavoro certosino che i soci del sodalizio guidato da Vittorio Turina conducono prestando la massima attenzione al particolare, riuscendo a esaltare al meglio oggetti e personaggi che gravitano attorno al tema ispiratore della Natività. «Ecco, inconsapevolmente, mi sono detto più di una volta – spiega Turina – chi ci ha donato con il suo lavoro questo spazio, ha davvero colto l’essenziale dello spirito con cui Francesco nel lontano 1223 “inventò” il presepe. Allestendo il primo e più famoso presepio della storia, il santo volle fare del paese di Greccio “una nuova Betlemme”, come scrive il suo biografo, Tommaso da Celano, non tanto per rievocare teatralmente la Natività narrata dai Vangeli, quanto piuttosto per far rivivere il mistero del Dio che si fa uomo, nella quotidianità umile e semplice di quei contadini medievali dell’Alto Lazio. Una rappresentazione, dunque, come celebrazione di quel mistero salvifico che per chi crede, è il più grande della storia. E tutto nella gioia. Uomini e donne, raccontano le cronache del tempo, che con cuori in festa facevano a gara nel preparare ceri e fiaccole per rischiarare quella notte fatidica, in cui si accese la stella che illuminò tutti i giorni e tutti gli anni, alcuni preparando la mangiatoia, altri recando il fieno, altri ancora pensando al bue e all’asinello…. Un presepe, dunque, che si fa vita reale per restituire il senso originario della festa di Natale, la gioia che scaturisce dalla sorpresa della “buona novella” di quel Dio bambino nella greppia, capace di richiamare intorno a sé gli uomini di buona volontà». «Anche quest’anno – prosegue il presidente Turina – il nostro gruppo di volontari ha voluto onorare il traguardo del decennale non risparmiandosi in fantasia ed originalità nella costruzione delle scene del presepe all’interno del quale si mescolano, con la naturalezza della più autentica tradizione popolare di questa “invenzione” del Poverello, racconto biblico e vita quotidiana… In questo caso delle sponde del Benaco con i suoi mestieri tipici». Molto si è detto e scritto di questo piccolo prodigio meccanico realizzato da un gruppo di persone, di buona volontà, per offrire agli ormai tantissimi “Amici” che dalla provincia di Brescia e da fuori lo visitano, l’occasione di potersi stupire ancora una volta. Come bambini senza età. Ad avvincere è la suggestione di una Betlemme domestica che prende vita tra gli ulivi del Garda e che colpisce i visitatori, non solo per ciò che essa può rappresentare alla luce della fede, ma anche per l’arte e l’ingegno che convergono nella sua costruzione. Dai giochi di luce che creano una speciale atmosfera di calore e accoglienza, alla dovizia di particolari accuratamente inseriti di anno in anno, fino alla peculiarità degli scenari e degli originali meccanismi artigianali – anche elettronici – costruiti per i movimenti delle statue. «Si può dire – conclude Turina – che ormai Manerba si è trasformata a pieno titolo in un apprezzato momento della tradizione natalizia benacense, capace ogni volta di sorprendere. E lo è diventata probabilmente grazie anche al “corto circuito” creativo, che viene alimentato dal piacere dell’amicizia e del dono che lega tra loro i realizzatori, come Rudy Van De Werff per la costruzione dei complicati meccanismi che permettono i movimenti alle statue, Aldo, Silvio e Renzo per la creazione dei borghi e delle case, insieme a Gianni, Pepino, Angelo, Franco e Antonio impegnati nell’allestimento della struttura che ospita il presepe; e ancora: Bruno per la realizzazione del dipinto di sfondo rappresentante i monti e il deserto, Marino per il trasporto e tutti coloro che, con Poli, sono ora impegnati nel confezionamento dei volantini da distribuire».Il presepe meccanico di Manerba sarà visitabile nei seguenti giorni e orari: il 24 dicembre dalle 22 all’1; il 25 dicembre dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.30; il 26 dicembre dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 18.30; il 30 dicembre dalle 14 alle 18.30; il 31 dicembre dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 18.30.L’1 gennaio sarà aperto dalle 14 alle 18.30; il 5 gennaio dalle 14 alle 18.30; il 6 gennaio dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 18.30; il 7 gennaio dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 18.30; il 13 gennaio dalle 14 alle 18.30; il 14 gennaio dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18.30. Il 21 gennaio, infine, dalle 14 alle 18.30.

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