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Una possibile spiegazione del fenomeno che ha sconvolto la strada Graziani

L’esplosione sul Baldo?C’è l’ipotesi-meteorite

Fulmine o residuato bellico, tromba d’aria oppure addirittura un meteorite? È ancora mistero fitto sulle origini del cratere che si è aperto lungo la provinciale poco prima di Bocca Navene, in territorio comunale di Malcesine, sulla strada che attraversa la catena del monte Baldo e collega la provincia di Verona con quella di Trento. Un cratere dal diametro di una ventina di metri, attorno al quale sono trovati detriti e pezzi d’asfalto nel raggio di più di un chilometro.L’unico dato di fatto è che un’esplosione è avvenuta nella notte fra venerdì e sabato scorsi, ed è stata distintamente udita dal gestore di una vicina malga. Le prime ipotesi parlavano di un fulmine di straordinaria potenza: un evento che due anni fa, sulla cresta del Baldo, incenerì numerose pecore scagliandole anche a 300 metri di distanza. Restando sugli eventi meteorologici, qualcuno ha azzardato anche l’ipotesi di una tromba d’aria, che un po’ di tempo fa avrebbe spazzato via parte di una casa.C’è chi ipotizza invece che una saetta avrebbe potuto colpire un residuato bellico: ma tale effetto – secondo alcuni esperti – potrebbe derivare solo da una bomba d’aereo da 500 libbre, che d’altra parte nella seconda guerra mondiale veniva sganciata in prossimità di ponti e ferrovie. Le pendici del Baldo, invece – sempre secondo gli esperti – furono bombardate solo con proiettili d’artiglieria di medio calibro.D’altro canto, il mese scorso una bomba d’aereo era stata trovata lungo la statale Gardesana orientale, in territorio trentino, forse scivolata dalle pendici proprio del Baldo. E ciò aveva causato la chiusura della strada per una notte. Sempre a proposito di esplosivi, resta in piedi l’ipotesi dell’esplosione di un deposito di armi forse risalente alla guerra oppure creato per la costruzione della strada.Per il geologo e sismologo Luca Valensise, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a originare il fenomeno potrebbe essere stato uno sprofondamento di natura carsica. «Si tratta di un fenomeno», spiega il sismologo, «in seguito al quale la roccia si discioglie sotto l’azione dell’acqua circolante nel sottosuolo in particolari condizioni. Ciò determina la formazione di cavità sotterranee che, a loro volta, possono portare a fenomeni di sprofondamento delle aree di terreno superiori».Mentre geologi, carabinieri e, presto, gli artificieri cercano di dare una spiegazione plausibile alla formazione del cratere, spunta anche l’ipotesi di un meteorite. Ipotesi avvalorata dalla testimonianza di un commerciante di Rovereto che avrebbe visto un bolide precipitare dal cielo. Che possa essersi trattato di un meteorite non lo esclude neanche il presidente del Poligono di tiro di Rovereto, Marco Leonardi.Ben diverso il parere del capitano della compagnia di Caprino, il capitano Enrico D’Amato, che si è recato più volte sul posto e non ha dubbi in proposito: «Quella del meteorite è pura fantascienza: il cratere è troppo piccolo. Ma mi sento di escludere anche l’ipotesi del fulmine. Non ci sono segni di bruciature».Mentre le ricostruzioni si accavallano, le certezze potranno venire solo dall’esame sui campioni di terriccio raccolti nel misterioso cratere.

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