venerdì, Luglio 19, 2024
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Leggerissima flessione (-0,7%) del turismo generale 2002 e forte disaffezione tedesca: l'Apt passa al contrattacco. Enio Meneghelli: «L'obiettivo è una stagione unica di undici mesi»

«Parola d’ordine? Conquistare l’inverno»

Fino ad agosto si sperava nel «pareggio»: e cioè che le presenze turistiche nell’Alto Garda del 2002 fossero più o meno uguali a quelle dell’anno precedente. Tirate le somme a fine anno, complice un autunno non da copertina, s’è invece scoperto che c’è stato un calo. Leggerissimo (-0,7 per cento), ma pur sempre significativo di una realtà – il turismo gardesano – che deve stare attenta.Posto che la «crisi» vera riguarda il mercato tedesco (che nel 2002 ha perso un 5 per cento rispetto al 2001) e pur consolati da altri segmenti letteralmente in boom (inglesi innanzitutto), i vertici dell’Apt si stanno comunque ponendo il problema di dare ulteriore impulso, nell’anno a venire, a quei periodi dell’anno che un tempo erano «stagione morta» e che oggi si scoprono essere l’autentica risorsa «aperta» di un turismo che ormai, anche sul Garda, ma si chiama viaggio, blitz, week-end, toccata e fuga. Formule di soggiorno che i vecchi albergatori benacensi chiamavano, con un po’ di snobismo, «mìgole» (briciole) e che oggi si riscoprono come possibile valore aggiunto.«Non c’è dubbio che la tenuta dell’alto Garda ce la giocheremo nella cosiddetta bassa stagione – spiega Enio Meneghelli, presidente dell’Apt – Anzi: a voler essere ancor più chiari, dirò che l’obiettivo a cui puntare è quello dell’annualità del nostro turismo. A parte il periodo 15 novembre-15 dicembre (che fisiologicamente è indispensabile anche alle aziende per tirare il fiato e rinnovare), il resto dell’anno è tutto spendibile».D’accordo, ma c’è questa mentalità negli operatori?«Direi di sì. Prendete il periodo natalizio. Le aziende aperte, sul Garda trentino, erano parecchie. Così come sono sempre più numerosi gli operatori che, anche per mantenersi il personale più qualificato, coprono di fatto tutto l’arco dell’anno. Sul fronte dell’offerta dobbiamo lavorare con nuova linfa. I segmenti più interessanti sono l’enogastronomia, qualche occasione culturale mirata, un potenziamento di manifestazioni più leggere sul solco della Mezzanotte di Fiaba».Cultura? Adesso, a Rovereto, c’è il Mart. Sono possibili delle sinergie?«Non c’è dubbio. E ce ne stiamo già accorgendo. Per quanto riguarda il soggiorno alberghiero, il riferimento naturale del Museo d’Arte è proprio il Garda. I pacchetti combinati, anche fuori stagione, devono essere potenziati».Che segnali ci sono per il 2003? Che previsioni?«Sul fronte tedesco soffriremo ancora. Mi risulta che i tour operator della Germania abbiano ridotto di un dieci per cento le prenotazioni di voli charter sui nostri scali di riferimento. Non lo avrebbero sicuramente fatto se non avessero la netta sensazione che i loro connazionali tireranno ancora cinghia per quanto riguarda le vacanze».Come reagirete? «Con realismo – spiega Meneghelli – Continuando un lavoro di promozione serio e mirato e tenendo ben presente che la fortuna nostra degli ultimi anni è stata una buona diversificazione dell’offerta. Il bike, ad esempio, è stato un autentico successo. Per questo ritengo che l’apertura della Ponale sarà un affare. Dirò di più: sarei anche favorevole ad un piccolo pedaggio. Non per spennare i ciclisti, ma per offrirgli in cambio una bella manutenzione della strada, un bar panoramico e un kit di mappe e indicazioni sulle nostre strade pedalabili».

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