lunedì, Luglio 22, 2024
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Animata discussione tra il locale Gruppo e gli amministratori comunali e comunitari. Il sindaco Festa: «Abbiamo fatto due proposte, scartate senza motivo»

Sede dell’antincendio: non c’è accordo

Incontro animato l’altra sera tra gli uomini del Gruppo antincendio di Gargnano, il sindaco del Comune gardesano Marcello Festa, e due assessori della Comunità Montana Parco, Alessandro Andreatta e Sergio Fava. Erano presenti anche un funzionario della Comunità Parco, Sergio Castellini, e il capogruppo antincendio di Limone, Giampaolo Girardi. Due gli argomenti sul tavolo della discussione, aperta dal capogruppo locale, Gabriele Pasini: la nuova situazione riferita ai compensi per i volontari dei gruppi antincendio e il problema della sede per i volontari di Gargnano. Il gruppo raccoglie 25-30 persone (sui 250 volontari complessivi che operano nella zona dell’Alto Garda) e dispone di un fuoristrada, un modulo per 5 quintali di acqua, 8 soffiatori oltre all’attrezzatura spicciola. Da anni, questo materiale è custodito in locali di proprietà dell’oratorio di Navazzo, in una stanza attigua alla sede del campo di calcio. Capitolo compensi. Castellini ha chiarito la normativa: fino allo scorso anno la Regione riconosceva a ciascun volontario una decina di euro all’ora, quando era impegnato nello spegnimento delle fiamme. Cifra che veniva comunque pagata in ritardo, soggetta a ritenuta d’acconto e da dichiarare sul 730. Di recente, però, la Regione ha dovuto adeguarsi a una legge nazionale del 1991, secondo la quale il volontario deve prestare gratuitamente la sua opera, mentre un rimborso spese forfettario (circa la metà rispetto al precedente) verrà riconosciuto al gruppo di appartenenza. Per il 2003 non dovrebbero esserci problemi per quanto riguarda l’assicurazione, visto che la «posizione» Inail resterà aperta. Fin qui tutto è filato via liscio. La discussione si è animata quando si è iniziato a parlare della sede: in pratica lo stabile nel quale custodire l’attrezzatura. «Un anno e mezzo fa, il Comune aveva avanzato due proposte – ha spiegato il sindaco – le fontane dimesse di Liano un nuovo stabile in prossimità dei capannoni artigianali di Navazzo». L’ipotesi delle fontane non è stata accolta dalla Comunità montana, che verrebbe coinvolta nella spesa e che per le fontane dell’Alto Garda ha allo studio -ha riferito Sergio Fava- un piano di recupero. Nuova proposta: l’edificio dell’ex latteria turnaria, di cui da poco tempo è proprietario il Caseificio Alpe del Garda di Tremosine, che lo metterebbe a disposizione. Ipotesi scartata tra le polemiche, con Marcello Festa che passa dal fioretto alla sciabola: «È una presa per il naso: abbiamo avanzato proposte da oltre un anno e le vediamo scartate senza saperne nulla. In Comunità Montana conoscono in quali condizioni versano le fontane di Liano? Per quanto tempo dobbiamo restare ospiti dell’oratorio? Che cosa progetta l’ufficio tecnico della Comunità Montana? Chiediamo anche che la Comunità intervenga nella spesa di fronte a un progetto perché noi facciamo fatica a fare tornare i conti del nostro bilancio». Fava, che ricopre la carica sia di consigliere comunale a Gargnano che di assessore in Comunità Parco, sulla questione ha preferito percorrere la strada della mediazione: «Ci impegniamo a visionare le fontane di Liano. Nel frattempo, il Comune elabori un progetto e quantifichi la spesa, poi noi parteciperemo alla realizzazione della struttura. I termini economici li vedremo. Sicuramente il nostro intendimento è di non prendere nessuno per il naso. Nella maniera più assoluta». La decisione, quindi, è stata rinviata, con l’impegno di ritrovarsi in aprile.

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