Monte Corno, il parcomobilita i suoi difensori

A Palazzo Todeschini

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Di Luca Delpozzo
m.to.

Tra le specie viven­ti c’è anche la rana di Lataste che molti sup­pon­gono sia addirit­tura estin­ta almeno in Lom­bar­dia. Invece, questo anfibio, che è arcipro­tet­to, vive in dis­cre­to numero nel par­co del Monte Corno, 515 ettari di verde con una flo­ra e fau­na incred­i­bil­mente vivaci, se si pen­sa che nel­la sua mac­chia si annidano anche il gufo e l’upupa, la volpe rossa e altre specie di uccel­li rari. La vita di questo par­co sarà al cen­tro di un con­veg­no di stu­di in pro­gram­ma per l’intera gior­na­ta a palaz­zo Tode­s­chi­ni di Desenzano.Nel cor­so dell’incontro, al quale parteciper­an­no in veste di rela­tori docen­ti e ricer­ca­tori di cen­tri stu­di e ital­iani, ver­rà dis­tribuito un libret­to di 36 pagine dal tito­lo «Il par­co ritrova­to» redat­to con rig­ore sci­en­tifi­co e arric­chi­to da belle immag­i­ni, in gra­do di fornire al let­tore gli stru­men­ti nec­es­sari per conoscere ed inter­pretare un ambi­ente nat­u­rale spes­so vis­su­to distrattamente.Il suo scopo, però, è anche quel­lo di incor­ag­gia­re chi lo legge a cam­minare nei boschi, a per­cor­rere in bici i sen­tieri, ad orga­niz­zare per­cor­si nelle aziende agri­cole con lo scopo di vivere questo dolce ed immen­so par­co caro non solo ai desen­zane­si. Per­ché il Monte Corno è sta­to, e res­ta, un pat­ri­mo­nio nat­u­ral­is­ti­co del lago di Gar­da da tute­lare ad ogni cos­to. Già, per­ché qualche anno fa in segui­to all’alienazione di ter­reni di pro­pri­età dell’Azienda ospedaliera nel­la zona di Madergna­go, ai mar­gi­ni del Monte Corno, non si tro­vò di meglio che con­cedere la costruzione di immo­bili res­i­den­ziali con una «bel­la» cubatura.Un errore che anda­va asso­lu­ta­mente evi­ta­to, ma venne fat­to notare che si trat­ta­va di una vari­ante urban­is­ti­ca, qua­si si volesse dar­le un’immagine imma­co­la­ta. Quan­to all’area verde, che ricor­diamo è sta­ta riconosci­u­ta come «par­co sovrac­co­mu­nale» assieme a quelle di S. Mar­ti­no del­la Battaglia e del can­neto di San Francesco, potrebbe avere una pros­e­cuzione nat­u­ral­is­ti­ca di grande val­ore. Infat­ti, il Comune di Lona­to ha indi­vid­u­a­to il par­co del­la con­ca di Maguz­zano che andrebbe a con­giunger­si con il Monte Corno, dan­do vita ad un unicum ambi­en­tale di stra­or­di­nar­ia importanza.«Ci sono volu­ti tre anni – com­men­ta il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za – final­mente il par­co può ben dirsi ritrova­to, per­ché pro­tegge e resti­tu­isce ai desen­zane­si la godi­bil­ità di un’area che per tradizione fa parte dell’uso col­let­ti­vo». Intan­to, va avan­ti il prog­et­to di oasi nat­u­ral­is­ti­ca di S. Francesco.

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