In Aib i promotori della cordata per la gestione bresciana dello scalo hanno definito data, capitale e quote della nuova società

Aeroporto, spa al decollo

21/07/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Eugenio Barboglio

C’è la data di cos­ti­tuzione, ci sono le quote del­la soci­età, ci sono i soci, c’è la denom­i­nazione. La sfi­da bres­ciana alla Cat­ul­lo può par­tire. È già oltre la ram­pa di lan­cio. Le volon­tà si sono trasfor­mate in una cosa conc­re­ta che si chia­ma «Aero­por­to Bres­cia Mon­tichiari» (Abm), la spa che dovrà con­quis­tar­si la con­ces­sione del D’Annunzio. Una con­ces­sione che vogliono anche i verone­si, per i prossi­mi 40 anni. Trop­pi, per stare a guardare lo sca­lo che non decol­la, lo stal­lo infini­to di un’aerostazione che era nata piena di promesse, pochissime mantenute.Ieri in Asso­ci­azione Indus­tri­ale Bres­ciana i pro­mo­tori si sono stret­ti la mano. Han­no abboz­za­to le coor­di­nate di quel­lo che sarà uno statu­to e si sono dati appun­ta­men­to a giovedì alle 19 per la fir­ma dell’atto di cos­ti­tuzione (non pri­ma di avere incon­tra­to, al Pirelli­no, la vicepres­i­dente del­la Regione, Viviana Becca­los­si). I det­tagli del «pat­to» sono quel­li che era­no trapelati in questi giorni.Ma ieri han­no avu­to anche il con­for­to del sot­toseg­re­tario ai Trasporti, Andrea Annun­zi­a­ta (che ha più volte fat­to pro­fes­sione di imparzial­ità tra Bres­cia e Verona), venu­to a portare il parere del Gov­er­no nel cuore di una par­ti­ta che è deci­si­va, sia per l’economia bres­ciana, sia per il sis­tema del­la mobil­ità nazionale.È sta­ta una mat­ti­na­ta fre­net­i­ca, quel­la di ieri. In agen­da, tre incon­tri in rap­i­da suc­ces­sione, tut­ti in via Cefalo­nia, sede Aib. Pri­ma quel­lo tra le asso­ci­azioni pro­motri­ci, poi tra alcune di queste e il sot­toseg­re­tario, infine la con­feren­za stam­pa per dire cos’era suc­ces­so. Intan­to la sud­di­vi­sione del cap­i­tale — 10 mil­ioni di euro — del­la soci­età. Il 51 per cen­to sarà sot­to­scrit­to dal­la Cam­era di com­mer­cio, il 9 per cen­to da Con­f­com­mer­cio, Col­le­gio Costrut­tori, Con­far­ti­giana­to, Con­fe­ser­centi, Asso­ci­azione arti­giani, gli auto­trasporta­tori del , la Lega Coop, Upa e Cna, in ragione dell’un per cen­to ognuno. Il restante 40 per cen­to lo met­terà l’Aib.Ma non finisce qui. «È una soci­età aper­ta», ha det­to Fran­co Tam­buri­ni, pres­i­dente Aib. E lo sarà dal «pri­mo min­u­to dopo la fir­ma dell’atto di nasci­ta». Da quel momen­to altri sogget­ti pub­bli­ci e pri­vati potran­no chiedere di entrare. Si ricorderà che il Comune di Bres­cia a più riprese ha det­to che è pronto.Potrebbe essere la Log­gia tra i pri­mi a bus­sare alla por­ta di Abm.Ma al di fuori degli enti pub­bli­ci, tra i pri­vati, ci sono già tre asso­ci­azioni sul­la soglia, coin­volte nell’ultima fase del­la ges­tazione del­la soci­età: Apin­dus­tria, e Con­f­co­op­er­a­tive. Tant’è che Flavio Pasot­ti, pres­i­dente di Apin­dus­tria e il vice Gabur­ri era­no pre­sen­ti alle riu­nioni di ieri. Sali­ran­no anche loro sul­la bar­ca? Pasot­ti ha det­to: «Siamo inter­es­sati, ma la pro­pos­ta è da affinare». Gli even­tu­ali freni potreb­bero riguardare una non com­ple­ta uni­for­mità di vedute sul­la gov­er­nance, nel­la quale Aib e Cam­era di com­mer­cio occu­pereb­bero posizioni di pre­m­i­nen­za. E la definizione del piano indus­tri­ale, deci­si­vo per atti­rare nuovi investi­tori ai quali è indis­pens­abile offrire solide prospet­tive di prof­it­to. A com­in­cia­re dalle banche: avreb­bero man­i­fes­ta­to inter­esse — sec­on­do quan­to comu­ni­ca­to dal pres­i­dente Tam­buri­ni — il Ban­co di Bres­cia e alcune Bcc (dal mon­do del cred­i­to coop­er­a­ti­vo era giun­to l’appoggio ad una boz­za di rilan­cio del­lo sca­lo deline­ta da alcu­ni comu­ni del­la Bas­sa). E da even­tu­ali part­ner tec­ni­ci, ovvero soci­età spe­cial­iz­zate che oper­a­no nel set­tore aeroportuale.Infine negli incon­tri è emer­so che per quan­to riguar­da gli ingres­si degli enti pub­bli­ci la ges­tione è in capo alla Cam­era di Com­mer­cio. Even­tu­ali ces­sioni di quote o aumen­ti di cap­i­tale che riguardi­no invece sogget­ti pri­vati, ver­ran­no gestite dall’Aib che ha un ruo­lo di capofi­la delle associazioni.

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