Cantano l’inno di Mameli. Lettera di elogi da Ciampi Adele Morelli: «Gran soddisfazione in memoria di mio figlio»

Al frantoio Veronesi musica e patriottismo

18/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Olio d’oliva del Gar­da a suon di musi­ca. Musi­ca lir­i­ca e opera per tut­ta la gior­na­ta al fran­toio per olive Verone­si, con dis­chi in vinile, a 78 giri, che ne tapez­zano l’intero spazio ven­di­ta. E questo era già noto da tem­po sia a col­oro che ne con­feriscono le olive per la spremi­tu­ra sia ai cli­en­ti. Ma nes­suno sape­va che pri­ma di inziare il lavoro e a fine gior­na­ta nel fran­to­nio si intonasse l’inno di Mameli. Una vera rar­ità. «È sta­ta un’iniziativa di mio figlio Emanuele», spie­ga Adele Ebe Morel­li, vedo­va di Domeni­co Verone­si, «che da alcu­ni anni ave­va deciso di suonare l’inno nazionale tut­ti i giorni. Era un vero patri­o­ta, come suo padre del resto, e pri­ma di morire a soli 44 anni, il 16 dicem­bre scor­so, mi ave­va chiesto di infor­mare di ques­ta sua abi­tu­dine il pres­i­dente Car­lo Azeglio Ciampi. Ero scetti­ca, ma ho promes­so. E così ho scrit­to al Pres­i­dente». E il Pres­i­dente Ciampi non si è fat­to atten­dere, non ha delu­so le aspet­ta­tive dei Verone­si. Ha rispos­to con una bel­la let­tera: «Ho appre­so con com­piaci­men­to del­la bel­la con­sue­tu­dine vigente al Fran­toio Verone­si di eseguire l’Inno Nazionale all’avvio ed al ter­mine delle attiv­ità lavo­ra­tive». La let­tera di Ciampi pros­egue: «assi­cu­ran­do che la comu­ni­cazione è giun­ta par­ti­co­lar­mente gra­di­ta ricam­bio ai tito­lari dell’azienda, alle maes­tranze, a tut­ti i col­lab­o­ra­tori un cor­diale salu­to ed augu­rio». «Non pote­va­mo avere sod­dis­fazione migliore», spie­ga inor­gogli­to il nipote di Ebe Morel­li Verone­si, che ora dirige il fran­toio, «e quel­lo che più ci ha col­pi­to è sta­ta la pronta rispos­ta del Capo del­lo Sta­to». Al fran­toio Verone­si si lavo­ra­no, in una sta­gione, cir­ca trem­i­la quin­tali di olive, tutte prodotte sulle colline del veronese. In azien­da lavo­ra­no sette dipen­den­ti e quat­tro sta­gion­ali. Fu il trisavo­lo Zeno Verone­si a dar cor­so all’attività di molatu­ra delle olive. Il pri­mo impul­so impren­di­to­ri­ale lo diede il non­no Vin­cen­zo che nel 1918 aprì a Bren­zone, zona orig­i­nar­ia dei Verone­si, il fran­toio. Nel 1938 si trasferì a Lazise. Con lui col­lab­o­rarono i figli. Nel 1958 dell’attività si fece cari­co Domeni­co, padre di Emanuele. Le olive rac­colte in gior­na­ta ven­gono molite con macine di pietra gran­i­to e spre­mute con presse idrauliche. Un meto­do arti­gianale per ottenere un olio extra vergine di oli­va di pri­ma spremi­tu­ra. «Vis­to il gradi­men­to del Pres­i­dente Ciampi per la nos­tra abi­tu­dine quo­tid­i­ana», con­clude la sig­no­ra Ebe, «provved­er­e­mo a far conoscere al capo del­lo Sta­to anche il nos­tro prodot­to, invian­done una selezione».

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