Il campione Russel Coutts per una settimana alla Fraglia per provare una nuova barca da regata di sua ideazione. Il neozelandese ne ha vinte ben tre: adesso si cimenta con i venti del lago

Arriva il re dell’America’s Cup

06/08/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Sua maestà Rus­sel Coutts, l’unico velista al mon­do ad aver vin­to tre edi­zioni del­la Cop­pa Amer­i­ca, la più pres­ti­giosa rega­ta del mon­do, sarà ospite del­la Fraglia vela Mal­ce­sine la prossi­ma set­ti­mana. «L’arrivo di Rus­sel è pre­vis­to per lunedì», dice Gian­ni Tes­ta, pres­i­dente del glo­rioso cir­co­lo, che ha tra i suoi soci il cam­pi­one del mon­do Star Rober­to Bena­mati e quel­lo dei 12 metri S.I., le barche di Cop­pa Amer­i­ca di qualche decen­nio fa, Favio Scala. Coutts è uno dei mag­giori inter­preti di tut­ti i tem­pi dei match race, ovvero le regate uno con­tro uno rese cele­bri pro­prio dal­la Cop­pa Amer­i­ca, ma, iro­nia del­la sorte, non potrà gareg­gia­re con nes­sun equipag­gio nel­la prossi­ma edi­zione dell’ Old Mug. In questi giorni e fino a domani è in gara alle Baleari nel­la ven­ti­quat­tres­i­ma edi­zione del­la Cop­pa del Re, rega­ta d’altura volu­ta dal re Juan Car­los di Bor­bone, appas­sion­a­to velista con trascor­si anche garde­sani. Uno dei suoi Bri­bon è sta­to costru­ito nel cantiere di Gian­ni Dal Fer­ro a Gar­da. Rus­sel Coutts, invece, le sue barche le prog­et­ta e le costru­isce pure. Per questo ha fonda­to la Rus­sel Coutts Design. Il moti­vo del suo sog­giorno garde­sano è appun­to una ses­sione di prove tec­niche del­la sua nuo­va imbar­cazione di 44 pie­di, can­di­da­ta a diventare un’importante classe monotipo per regate di match race e di flot­ta. Coutts, che è nato il pri­mo mar­zo del 1962 a Welling­ton, in Nuo­va Zelan­da, all’ di Auck­land si è lau­re­ato in ingeg­ne­r­ia. È padre di tre figli e van­ta una car­ri­era sporti­va eccezionale. Nel 1981 si lau­rea cam­pi­one del mon­do Junior; tre anni dopo alle Olimpia­di di Los Ange­les dove han­no gareg­gia­to con l’Fd i verone­si Mario e Clau­dio Celon, ha con­quis­ta­to la medaglia d’oro nel Finn, il sin­go­lo dei cam­pi­oni; in ques­ta classe 16 anni dopo, ai Giochi di Syd­ney, il veronese Luca Devoti ha guadag­na­to la medaglia d’argento. Nel 1992 l’inarrestabile neoze­landese vince il suo pri­mo Cam­pi­ona­to del mon­do match race (poi nel 1993 e 1996). Nel 1993 al tim­o­ne di Pin­ta si impone nel­la bri­tan­ni­ca Admiral’s Cup, la più bla­sonata com­pe­tizione d’altura del mon­do. La sua pri­ma Cop­pa Amer­i­ca la va a con­quistare negli Sta­ti Uni­ti, che da allo­ra non l’hanno più avu­ta tra le mani, total­iz­zan­do a San Diego, al tim­o­ne di Black Mag­ic, 37 vit­to­rie e una sola scon­fit­ta. Con il Team New Zealand, Coutts dom­i­na la finale dell’America’s Cup del 2000, infliggen­do a Luna Rossa, che schier­a­va a bor­do il tor­re­sano Clau­dio Celon (ora su Alinghi), un 5 a 0. Dopo quell’ennesimo tri­on­fo Coutts vol­ta pag­i­na. Per trovare nuovi sti­moli e prospet­tive, anche eco­nomiche, appro­da a Ginevra. Lì incon­tra Ernesto Bertarel­li, pro­pri­etario dell’azienda far­ma­ceu­ti­ca elveti­ca Serono, appas­sion­a­to di vela. Così nasce il prog­et­to, riv­e­latosi vin­cente, di Alinghi. Uno stra­no nome che, lo ha affer­ma Bertarel­li, non sig­nifi­ca nul­la. Nell’America’s Cup del 2003 Alinghi è sta­to pro­prio leg­gero e veloce, prati­ca­mente irrag­giun­gi­bile, tan­to che non ha dato scam­po a Black Mag­ic. Al tim­o­ne sem­pre lui, Rus­sell Coutts, inesora­bile, sicuro e per nul­la tur­ba­to di provo­care un lut­to nazionale nel­la sua Nuo­va Zelan­da, patria di sportivi veri, soprat­tut­to velisti e rug­bisti. Per bat­tere i neoze­landesi a casa loro la miglior soluzione è affi­dar­si a uno di loro, ha gius­ta­mente pen­sato Bertarel­li, al migliore, cioè a Rus­sel Coutts. Ora però Rus­sel Coutts è svin­co­la­to da Alinghi. Solo dopo un anno dal fan­tas­ti­co tri­on­fo di Auck­land, nel luglio 2004, è entra­to in rot­ta di col­li­sione con Bertarel­li e com­pag­ni. Ne è segui­ta una breve ma inten­sa battaglia legale che si è con­clusa, quat­tro mesi fa, con una con­sis­tente transazione in favore del kiwi e un lacon­i­co comu­ni­ca­to: «Ernesto Bertarel­li, Alinghi e Rus­sel Coutts han­no com­pos­to amichevol­mente la loro dis­pu­ta. Rus­sel Coutts non regaterà con un altro team nel­la trentadues­i­ma Cop­pa Amer­i­ca. Entrambe le par­ti si sono accor­date a non rilas­cia­re altre dichiarazioni». Da allo­ra è inizia­ta una nuo­va sto­ria per Coutts, che assieme a un altro grande esclu­so dell’America’s Cup, Paul Cayard — già skip­per del miti­co Moro di Venezia che infi­ammò la nos­tra patria di nav­i­ga­tori dopo Azzur­ra di Mau­ro Pelaschi­er e Cino Ric­ci, e pri­ma di Luna Rossa por­ta­ta da Francesco De Ange­lis — potrà aprire nuovi sce­nari nel panora­ma veli­co mon­di­ale. I bene infor­mati par­lano del­la prog­et­tazione di una sor­ta di for­mu­la uno del­la vela, un cir­cu­to mon­di­ale di regate spet­ta­co­lo alter­na­ti­vo al panora­ma delle com­pe­tizioni inter­nazion­ali. La rot­ta di questo affasci­nante viag­gio pas­sa ora per uno tra i migliori campi di rega­ta del mon­do, quel­lo di Navene, dove la Fraglia vela Mal­ce­sine sta ulti­man­do i lavori di quel­lo che diven­terà uno dei cen­tri veli­ci più fre­quen­tati e impor­tan­ti d’Europa.

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