Le aziende: 'Non troviamo manodopera perché i disoccupati sono andati in ferie'

Assunzioni difficili in agosto

Di Luca Delpozzo
Giorgio Guaita

I dis­oc­cu­pati iscrit­ti al Cen­tro per l’impiego (l’ex uffi­cio di col­lo­ca­men­to pas­sato di recente alle com­pe­ten­ze del­la Provin­cia) sono trem­i­la ma vi sono aziende che, specie in agos­to, non riescono a trovarne nem­meno uno per l’as­sun­zione. Il fenom­e­no, a pri­ma vista para­dos­sale, ha diverse moti­vazioni, non ulti­ma quel­la lega­ta al par­ti­co­lare peri­o­do vacanziero.Il dirit­to alle ferie non lo si nega a nes­suno, nep­pure ai sen­za lavoro, specie se questi, in gran parte merid­ion­ali, inten­dono pas­sare le ferie in famiglia. «Io com­pren­do tutte le ragioni — spie­ga il pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Indus­tri­ali Giulio Fred­di, tito­lare a Cas­tiglione del­l’omon­i­ma indus­tria dol­cia­ria — ma rile­vo sem­plice­mente che per un paio di giorno la mia dit­ta ha cer­ca­to invano man­od­opera per l’at­tiv­ità pro­dut­ti­va e le pulizie. Aven­do ottenu­to impor­tan­ti ordi­na­tivi dal­l’es­tero, dove­vo pro­cedere a imme­di­ate assun­zioni. Nel­la trenti­na di dis­ocu­pati seg­nala­ti­mi dagli uffi­ci com­pe­ten­ti non ho trova­to invece alcu­na disponi­bil­ità; nes­suno ha rispos­to al tele­fono». «Qui va riv­is­to un po’ tut­to — com­men­ta Clau­dio Calan­ca, pres­i­dente del­l’U­nione provin­ciale arti­giani — dato che nel­la nos­tra soci­età prevale una cul­tura del lavoro lon­tana dal­la moder­nità. Non si può più puntare uni­ca­mente all’oc­cu­pazione sicu­ra e defin­i­ti­va. L’im­pren­di­tore, nel con­tem­po, deve pro­gram­mare, per quan­to pos­si­bile, le assun­zioni. E’ una situ­azione che abbi­amo seg­nala­to in più occa­sioni e in ogni sede. Per il col­lo­ca­men­to esistono comunque delle agen­zie di lavoro interi­nale molto efficienti».Anche nel­l’ar­ti­giana­to molte sono le aziende che trovano dif­fi­coltà a reperire man­od­opera, specie quelle del­l’edilizia, del­la metalmec­ca­ni­ca, del trasporto, del­l’al­i­men­tazione e dell’autoriparazione.«La mag­gior parte dei dis­oc­cu­pati — dice a sua vol­ta Van­ni Dian, seg­re­tario gen­erale del­la Cgil — è da noi rap­p­re­sen­ta­ta, oltre che da donne, da gio­vani con gra­do di istru­izione medio-alto, che mira­no a un pos­to adegua­to al loro diplo­ma. In atte­sa del­l’oc­cu­pazione desider­a­ta, parec­chi preferiscono rimanere iscrit­ti nelle liste, rin­un­cian­do alle altre oppor­tu­nità, che riguardano preva­len­te­mente per­son­ale non qual­i­fi­ca­to. In man­can­za del­la nec­es­saria flessibil­ià, non è improb­a­bile che si ver­i­fichi­no casi come quel­li indi­cati da Giulio Fred­di, anche se per la ver­ità le agen­zie di lavoro interi­nale, che ricor­rono anche ad extra­co­mu­ni­tari e a gio­vani prove­ni­en­ti dal Sud, conoscono un peri­o­do di boom. Queste strut­ture infat­ti sono in gra­do di rispon­dere effi­cace­mente alle esi­gen­ze di flessibil­ità man­i­fes­tate dalle aziende».

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