Nei fine settimana sull’ex statale code e velocità lumaca. I due tecnici incaricati del Piano traffico hanno reso noti i dati delle rilevazioni

Automobili, troppe e invadenti

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Si vede­va già a occhio nudo, ma adesso c’è il «con­for­to» del­la matem­at­i­ca: a Desen­zano nel fine set­ti­mana c’è un traf­fi­co insosteni­bile, con punte di oltre duemi­la veicoli all’ora sul­la ex statale e veloc­ità medie bassis­sime, più vicine ai trenta che ai quar­an­ta chilometri orari. Le cifre arrivano dai tec­ni­ci, gli ingeg­neri bres­ciani Busi e Mater­ni­ni, incar­i­cati dall’Amministrazione comu­nale di redi­gere il nuo­vo piano urbano del traf­fi­co: dovran­no indi­vid­uare aree per nuovi parcheg­gi all’esterno del cen­tro stori­co, elim­inare qualche semaforo, capire se la chiusura del lun­go­la­go sia un dan­no o un ben­efi­cio. Per ora, i tec­ni­ci si sono pre­si la briga di con­tare quan­ti veicoli pas­sano nelle prin­ci­pali strade di Desen­zano, per avere dei dati di rifer­i­men­to. È il con­teg­gio dei veicoli in tran­si­to è risul­ta­to impres­sio­n­ante, soprat­tut­to sul­la stra­da statale ma anche nei quartieri res­i­den­ziali. Basti pen­sare che in viale Michelan­ge­lo, stra­da costeggia­ta da vil­lette e con­do­mi­ni, pas­sano ben 999 vet­ture ogni ora, cioè 10.073 auto­mo­bili al giorno, con­tro le 8.312 di tre anni fa. Il traf­fi­co nel ter­ri­to­rio di Desen­zano è quin­di in aumen­to di qua­si il 20 per cen­to. Anche in via Pratomag­giore, nel­la frazione di Riv­oltel­la, che pure è una via per­ifer­i­ca anche se col­le­ga­ta alla tan­gen­ziale, il traf­fi­co auto­mo­bilis­ti­co è cresci­u­to nel­la stes­sa pre­oc­cu­pante misura: 5.623 auto al giorno (576 ogni ora) con­tro le 4.789 vet­ture di tre anni fa. E la frazione di San Mar­ti­no come sta? Via dei Col­li stori­ci è per­cor­sa da 7282 veicoli gior­nalieri, 612 allo­ra. Sul­la vec­chia statale 11, per quan­to riguar­da il traf­fi­co una specie di «vena giugu­lare» per Desen­zano, la situ­azione è ai lim­i­ti del­la sosteni­bil­ità. Nei fine set­ti­mana lun­go via Mar­coni (il trat­to di statale tra la Sev­er­al Mogul e il semaforo per la stazione) si rag­giunge un pic­co di tran­si­to di 2.100 auto in un’ora. E la cosa curiosa è che ques­ta cifra mas­si­ma si rag­giunge pro­prio all’una di notte fra saba­to e domeni­ca. È vero che negli ulti­mi anni il traf­fi­co è sce­so del dieci per cen­to cir­ca sul­la vec­chia statale, ma c’è la tan­gen­ziale nuo­va, che è sfrut­ta­ta pochissi­mo dagli auto­mo­bilisti. E se una tan­gen­ziale è rius­ci­ta a inter­cettare solo il dieci per cen­to del traf­fi­co, vuol dire che la base del prob­le­ma sta altrove. Il vero «ner­vo scop­er­to» è pro­prio la statale, una diret­trice qua­si sen­za alter­na­tive, con i suoi cinque o sei semafori e le decine di incro­ci, traf­fi­co a pas­so d’uomo ovunque. Sul tron­co cen­trale del­la stra­da, quel­lo di via Dal Molin, nei giorni del fine set­ti­mana pas­sano 20.996 veicoli al giorno, medi­a­mente 1.449 all’ora. Ver­so Riv­oltel­la, in via Agel­lo, il flus­so scende già a 15.324 veicoli al giorno, pari a 1139 auto­mo­bili all’ora. Ma la paro­la «flus­so» è impro­pria: qui non fluisce un bel niente. Al saba­to e alla domeni­ca su via Mar­coni la veloc­ità media è di 35 km orari, ed il ral­len­ta­men­to dei veicoli si ver­i­fi­ca dalle 11 di mat­ti­na fino a sera. Il pic­co mas­si­mo è di 55 chilometri orari alle cinque di mat­ti­na (quan­do non pas­sa qua­si nes­suno, ma ci sono cinque semafori da super­are), con una veloc­ità media di 40 chilometri orari fra le ore 17 e ore 19. Una stra­da così non è suf­fi­ciente, non fun­ziona, oppure sof­fre il fat­to di trovar­si in mez­zo ad un reti­co­lo di strade urbane che, a loro vol­ta, non fun­zio­nano. Il com­pi­to di stu­di­are soluzioni è affida­to agli ingeg­neri Mater­ni­ni e Busi, incar­i­cati di redi­gere entro la pri­mav­era 2003 il piano del traf­fi­co. M a i due tec­ni­ci, per ora, non si sbot­to­nano sulle pos­si­bili soluzioni. L’altra sera a Palaz­zo Tode­s­chi­ni, pre­sen­tan­do i dati alla cit­tad­i­nan­za, i tec­ni­ci han­no par­la­to solo di numeri e di con­cetti piut­tosto gener­i­ci, come parcheg­gio attorno al cen­tro stori­co e così via, ma sen­za speci­fi­care. Il loro lavoro sarà lun­go. Qual­cuno ha azzarda­to una doman­da: cosa suc­ced­erà se, chi­u­den­do il lun­go­la­go, altre 600 vet­ture al giorno si riverser­an­no sul­la statale? Nes­suna rispos­ta da parte dei tec­ni­ci, che han­no solo accen­na­to vaga­mente ad una loro con­tra­ri­età a «pedonal­iz­zazioni trop­po estese». Ma il dibat­ti­to, cifre alla mano, continua.