Un appello alla generosità da parte del presidente del gruppo Enrico Tosadori. La media è sotto il 5% del numero di abitanti. Centro trasfusionale dell’ospedale, «Delusi per l’ennesimo rinvio nella realizzazione della sede»

Avis, l’associazione cerca nuovi donatori

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Quan­ta fat­i­ca reclutare nuovi dona­tori!». Enri­co Tosadori, pres­i­dente del­l’ di Desen­zano, una delle mag­giori del­la nos­tra provin­cia, l’ha qua­si grida­to nel­la sala dove si riu­ni­va l’assem­blea annuale dei dona­tori di sangue. «Mal­gra­do man­i­fes­tazioni, un ciclo di spet­ta­coli e la pre­sen­za di gaze­bo in ogni ango­lo del­la cit­tà — ha det­to — siamo anco­ra dis­tan­ti da quel 5% di dona­tori sul­la popo­lazione atti­va (Desen­zano con­ta 26 mila abi­tan­ti), tet­to min­i­mo per garan­tir­ci l’au­to­suf­fi­cien­za». Un calo, dunque, che sec­on­do il pres­i­dente, va ricer­ca­to «nel­l’in­di­vid­u­al­is­mo e nel con­sum­is­mo che stan­no dimin­u­en­do la ten­sione ide­ale ed umana dei val­ori». Un pas­sag­gio “filosofi­co” ma estre­ma­nente attuale, purtrop­po. Specie quan­do si par­la di dona­tori di sangue. Per rime­di­arvi? «Cre­do sia nec­es­sario sco­prire ed esplo­rare nuovi per­cor­si sociali e cul­tur­ali, uscen­do dal nos­tro ter­ri­to­rio, dai nos­tri recin­ti, avvic­i­nan­do diverse realtà, mag­a­ri dif­fi­den­ti o sem­plice­mente dis­trat­te», repli­ca Tosadori. Nel suo inter­ven­to, però, il pres­i­dente ha sposta­to l’asse del dis­cor­so sul futuro cen­tro trasfu­sion­ale che «ormai da decen­ni se ne par­la ma sen­za una soluzione», ha det­to anco­ra. «Recen­te­mente abbi­amo incon­tra­to i ver­ti­ci del­l’azien­da ospedaliera ai quali abbi­amo ester­na­to la nos­tra delu­sione per l’en­nes­i­mo rin­vio del­la sede del­la strut­tura. Ques­ta caren­za obbli­ga i nos­tri dona­tori a muover­si in spazi ristret­ti e promis­cui a fronte di decreti region­ali che invece — ha sot­to­lin­eato il pres­i­dente Avis — impon­gono spazi più accogli­en­ti, igien­i­ca­mente sicuri ed afun­zion­ali». L’Avis, però, ha rice­vu­to piene garanzie dal­la direzione ospedaliera che la strut­tura, comunque, ver­rà real­iz­za­ta. Per esi­gen­ze ritenute più pri­or­i­tarie è sta­to deciso di spostarne nel tem­po la costruzione, che sorg­erà al pian ter­reno del­l’ospedale Mon­te­croce. Le don­azioni di sangue, stan­do alle dichiarazioni di Tosadori in assem­blea, «con­tribuis­cono ad far introitare all’azien­da qua­si mez­zo mil­ione di euro all’an­no (bilan­cio 2003 e sti­ma 2004), in parte dal­la (incen­ti­vazione alla pro­duzione del sangue) in parte dagli “Spedali Civili” di Bres­cia (con­ven­zione per la ces­sione di plas­ma)». «Noi del­l’Avis di Desen­zano — aus­pi­ca Tosadori — desider­erem­mo che, almeno una parte di questi introiti, potesse essere rein­vesti­ta nel set­tore del sangue sot­to for­ma di sosteg­no alle nos­tre cam­pagne di sen­si­bi­liz­zazione o del­la mes­sa a dis­po­sizione di per­son­ale medico per l’in­for­mazione agli stu­den­ti delle scuole». All’Avis, comunque, un grande aiu­to giunge dal per­son­ale del cen­tro trasfu­sion­ale, in par­ti­co­lare dai dot­tori Peri­ni, Barz­iza, Canaris (diret­tore san­i­tario Avis) e Maf­fez­zoni. Infine, i rap­por­ti col­lab­o­ra­tivi tra azien­da ed Avisi sono sta­ti sem­pre eccel­len­ti. Una asso­ci­azione che ha rice­vu­to ascolto dai ver­ti­ci san­i­tari e che si appres­ta, quale prossi­mo inter­ven­to, ad accogliere la nasci­ta del nuo­vo e mod­er­no cen­tro trasfu­sion­ale di Desen­zano. Il tra­guar­do sta­vol­ta non dovrebbe essere lontano.

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