Sirmione: si tratta soltanto di alghe Rientra l’allarme inquinamento

Balneazione: situazione ottimale

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Nes­sun inquina­men­to. Sirmione non è sta­ta mai minac­cia­ta da una «mac­chia scu­ra», mag­a­ri di com­bustibile o di sostanze oleose. Allarme dunque rien­tra­to, e i bag­ni si pos­sono con­tin­uare a fare. Infat­ti, anche se i risul­tati delle anal­isi bat­te­ri­o­logiche sui cam­pi­oni prel­e­vati l’al­tra sera dai tec­ni­ci san­i­tari del­l’Asl di Bres­cia non sono anco­ra disponi­bili (gen­eral­mente occor­rono quat­tro o cinque giorni), in prat­i­ca è noto il tipo di sostan­za che è sta­to nota­to l’al­tra sera sul­la super­fi­cie del lago tra San Benedet­to di Lugana e Pun­ta Grò di Sirmione. Si è trat­ta­to sem­plice­mente di veg­e­tali, o meglio delle più famose erbe macrof­ite, la alghe che si stac­cano dai fon­dali del lago per effet­to o del ven­to o delle cor­ren­ti. Che la salute del lago sia davvero eccel­lente lo dimostra in ogni caso anche l’ul­ti­mo bol­let­ti­no sul­la bal­ne­abil­ità diram­a­to ieri dal­l’Asl di Bres­cia: una sola spi­ag­gia, quel­la di San­ta Giu­lia a Padenghe, è risul­ta­ta vieta­ta ai bag­nan­ti. Per il resto, ovvero le altre 51 spi­agge del­la riv­iera bres­ciana, tut­to bene. Tor­nan­do a Sirmione, il sin­da­co, su sol­lecitazione del­l’Asl, si è vis­to costret­to a emanare un’or­di­nan­za di divi­eto di bal­neazione lun­go tut­ta la spi­ag­gia di Pun­ta Grò, in atte­sa del risul­ta­to delle anal­isi. Prob­a­bil­mente — è il com­men­to rac­colto in munici­pio -, se si fos­se fat­ta più atten­zione, non si sarebbe cre­ato tan­to allarme, anche se per 24 ore soltan­to. Infat­ti, come spie­gano sia i tec­ni­ci inter­venu­ti ieri pomerig­gio sul pos­to, sia lo stes­so ref­er­ente del­l’Asl, il dot­tor Messi­no, non si trat­ta asso­lu­ta­mente di sostanze inquinan­ti, ma soltan­to di sostanze di orig­ine veg­e­tale. I cam­pi­oni prel­e­vati, del resto, lo tes­ti­mo­ni­ano inequiv­o­ca­bil­mente. Già nelle pas­sate sta­gioni il fenom­e­no delle macrof­ite, che pro­lif­er­a­no nei fon­dali del Gar­da (soprat­tut­to nel­la zona merid­ionale), ave­va fat­to scattare l’al­larme dei Comu­ni di Sirmione e Peschiera. Intere maree ver­di, stac­cate­si dal fon­do, fini­vano in super­fi­cie per poi river­sar­si sul litorale con immag­in­abili incon­ve­ni­en­ti e costi ril­e­van­ti per le ammin­is­trazioni. Comunque, già nelle prossime ore l’or­di­nan­za di Sirmione potrebbe essere riti­ra­ta per per­me­t­tere così la ripresa dei bag­ni in una zona dove esistono campeg­gi, res­i­dence e sta­bil­i­men­ti bal­n­eari. In con­clu­sione, non si è ver­i­fi­ca­ta nes­suna fuor­us­ci­ta di liqua­mi dal col­let­tore, come era sta­to sostenu­to in un pri­mo momen­to. Cosa che ha fat­to imbes­tialire la direzione dell’Azienda spe­ciale Gar­da Uno.

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