Dopo le richieste degli operatori turistici di bonificare le aree dai rifiuti e di limitare la produzione di alghe. «Ma la tempistica deve rispettare l’ecosistema per non compromettere la fauna della zona»

Canneti puliti, sì ambientalista agli interventi

Di Luca Delpozzo
m.to.

Per gli ambi­en­tal­isti i can­neti «sono un’associazione botan­i­ca di fon­da­men­tale impor­tan­za per l’ecosistema costiero del bas­so Gar­da», ma bisogna prestare atten­zione ad un loro «coin­vol­gi­men­to in nome di pre­sun­ti inter­es­si di cresci­ta tur­is­ti­ca». Il Comi­ta­to Par­co delle Colline Moreniche mette le mani avan­ti su pos­si­bili ten­ta­tivi di met­tere a ris­chio i can­neti, e l’occasione gli viene offer­ta dal recente appel­lo lan­ci­a­to da alcu­ni oper­a­tori tur­is­ti­ci di Sirmione che si sono lamen­tati dell’assenza di un piano di manuten­zione dei can­neti prospici­en­ti le loro spi­agge e di pulizia degli spec­chi acquei.Anche gli ambi­en­tal­isti si dicono, comunque, d’accordo con l’appello degli alber­ga­tori «affinché le ammin­is­trazioni comu­nali, provin­ciali e region­ali, non fac­ciano man­care un con­cre­to sosteg­no politi­co ed eco­nom­i­co a tutte le attiv­ità che mira­no alla tutela dell’ambiente garde­sano per­ché tur­isti e res­i­den­ti pos­sano goderne appieno e gli oper­a­tori tur­is­ti­ci pos­sano con­tin­uare a uti­liz­zare il lago come val­ore aggiun­to alle pro­prie attività».Ma è nec­es­sario, sosten­gono Gabriele Loviset­to del Par­co Colline Moreniche e l’ornitologo Gui­do Parmeg­giani, «aggiun­gere alcune pre­cisazioni a quan­to dichiara­to dall’albergatrice sirmionese» su Bres­ciaog­gi. «Tem­p­is­tiche e inter­ven­ti di cura dell’ambiente non sem­pre pos­sono essere eco­logi­ca­mente coor­di­nati con i tem­pi “pro­dut­tivi” delle sta­gioni tur­is­tiche: i can­neti han­no una capac­ità di depu­rare l’acqua com­pro­va­ta da tut­ti gli esper­ti del mon­do e sono insos­ti­tu­ibili per la ripro­duzione del­la fau­na delle zone umide. Le oper­azioni di potatu­ra pos­sono però essere ese­gui­te esclu­si­va­mente nel peri­o­do inver­nale, se non si vogliono creare dan­ni ai can­neti ed alla fau­na in essi pre­sente». Sec­on­do gli ambi­en­tal­isti, quin­di, «non è accetta­bile che in nome di inter­es­si par­ti­co­lari, pre­sen­tati per quel­li dell’intera cat­e­go­ria degli alber­ga­tori, si neghi la valid­ità alle leg­gi region­ali che da trenta anni cer­cano di tute­lare questi eco­sis­te­mi», anche se ammet­tono che «l’espansione dei can­neti in alcune zone può non essere van­tag­giosa per alcune strut­ture ricettive — e la rispos­ta a questo prob­le­ma può essere cos­ti­tui­ta sem­mai da inter­ven­ti di potatu­ra mirati ma in nes­sun caso da rimozioni o asportazioni rad­i­cali — ma l’accumulo di alghe e macrof­ite lun­go le spi­agge non è in alcun modo cor­re­la­to alla loro presenza».Il fenom­e­no poi del­la mel­ma ver­das­tra cui fan­no rifer­i­men­to spes­so gli oper­a­tori che han­no attiv­ità sul lago dipen­derebbe dall’affioramento di microal­ghe pre­sen­ti in modo sta­bile nel baci­no garde­sano che la riduzione dei liv­el­li del lago por­ta a deposi­tar­si sug­li are­nili. E se a questo, pre­cisano anco­ra gli ambi­en­tal­isti, «si aggiunge il difet­toso fun­zion­a­men­to del col­let­tore fog­nario che, quan­do va in sovrac­cari­co, ver­sa nel baci­no lacus­tre, abbi­amo evi­den­zi­a­to meglio quali siano le cause del prob­le­ma». Nel frat­tem­po, sono in cor­so alcune cam­pagne di sal­va­guardia dei can­neti garde­sani, gra­zie all’intervento delle asso­ci­azioni Cra, Cai, Lega Navale, e la neona­ta «Airone