Si è discusso di miglioramento genetico Il Garda al centro di uno studio sulle varietà più produttive

«Casaliva» e «Leccino» gli olii migliori del Nord

Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Nell’ambito di Olea 2004, man­i­fes­tazione gas­tro­nom­i­ca orga­niz­za­ta dall’Aipol con pro­tag­o­nista l’olio extravergine d’oliva dop del Gar­da, che si è tenu­ta durante il week-end nel­la cor­nice di Palaz­zo Cominel­li a Cisano di San Felice è sta­to pre­sen­ta­to un inter­es­sante libro dal tito­lo «Il ger­mo­plas­ma dell’olivo in Lom­bar­dia». La mono­grafia è frut­to di una ricer­ca effet­tua­ta dal pro­fes­sor Daniele Bassi assieme ai suoi col­lab­o­ra­tori del dipar­ti­men­to di Pro­duzione Veg­e­tale dell’ di Milanocon il finanzi­a­men­to del­la Comu­nità Euro­pea e del­la nell’ambito del prog­et­to regionale di «Miglio­ra­men­to del­la qual­ità del­la pro­duzione ole­ico­la». I ricer­ca­tori Ste­fano Pedò, che ha cura­to la parte agro­nom­i­ca, e Deb­o­ra Tura, che ha segui­to le anal­isi sug­li oli per met­terne in risalto le pecu­liar­ità qual­i­ta­tive, han­no pre­sen­ta­to la ricer­ca ai pro­dut­tori oleari del­la Valte­n­e­si. Lo stu­dio, inizia­to nel 1998 e con­clu­sosi nell’aprile scor­so, è sta­to effet­tua­to su una collezione di pro­pri­età di Gio­van­ni Maz­zol­di pre­sente sul ter­ri­to­rio di Pueg­na­go con ben 23 vari­età di oli­vo locali e non, in questo modo è sta­to pos­si­bile colti­var­le e stu­di­ar­le nel­lo stes­so ambi­ente. Sono piante che ora sono anche entrate in pro­duzione e nei prossi­mi anni si potrà vedere come una vari­età dif­fusa in altre zone d’Italia può dare un olio qual­i­ta­ti­va­mente diver­so sul suo­lo garde­sano. «Per la pri­ma vol­ta ? affer­ma Pedò ? è sta­to effet­tua­to uno stu­dio delle vari­età in Lom­bar­dia, qui dove vi è un’olivocoltura mil­lenar­ia alla lat­i­tu­dine più a nord del mon­do. La coltura è dif­fi­cile per­ché la sta­gione buona è breve, vi è mol­ta umid­ità, e le piante sof­frono per il fred­do. È sta­to stu­di­a­to il ger­mo­plas­ma, cioè tutte le risorse genetiche che si pos­sono trovare nell’olivo, carat­ter­is­tiche che pos­sono servire per un even­tuale miglio­ra­men­to del­la pro­duzione ole­ico­la set­ten­tri­onale tramite conso­ci­azioni vari­etali, o in futuri pro­gram­mi di miglio­ra­men­to geneti­co sfrut­tan­do le carat­ter­is­tiche migliori di ogni vari­età. Dai risul­tati ottenu­ti tro­vi­amo che le vari­età più colti­vate sul Gar­da sono pro­prio quelle che rispon­dono meglio alle carat­ter­is­tiche di questo par­ti­co­lare ambi­ente: il “Lec­ci­no” e la “Casali­va”». Il pres­i­dente dell’Aipol Sil­vano Zanel­li dopo aver espres­so il suo ringrazi­a­men­to per il lavoro svolto dall’università ha dichiara­to che: «il miglio­ra­men­to geneti­co è da portare avan­ti asso­lu­ta­mente. E anche noi come Aipol sti­amo stu­dian­do le diverse vari­età di Casali­va per cer­care di trovare quel­la otti­male da colti­vare sia per resisten­za al cli­ma che per pro­dut­tiv­ità. Sarà una pianta che diver­rà pro­pri­età dei pro­dut­tori oleivi dela zona». Per tut­ti gli olivo­coltori che fos­sero inter­es­sati alla mono­grafia sci­en­tifi­ca è pos­si­bile otten­erne una copia con­tat­tan­do l’Aipol.