Decisione del Comune sulla vecchia Casa di riposo, dove sorgeranno 21 appartamenti. E Villa Avanzini diventerà sede dell’Università Statale di Milano

Case popolari all’ex ricovero

04/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Gran­di opere in pre­vi­sione a Gargnano, con cifre ril­e­van­ti in entra­ta ed usci­ta dal bilan­cio che è sta­to illus­tra­to dal­l’asses­sore Gian­do­na­to Albi­ni nel­l’ul­ti­mo con­siglio comu­nale. Di rilie­vo, tra le tante, le oper­azioni legate a due edi­fi­ci des­ti­nati ad entrare provvi­so­ri­a­mente in pos­ses­so del Comune per poi essere «girati» ad altri enti. Il pri­mo sta­bile è l’ex Casa di Riposo di via Roma, di cui il comune possede­va già il 52%. Il sec­on­do è Vil­la Avanzi­ni, in via 24 Mag­gio. Si trat­ta del palaz­zo che ospi­ta, al piano del­la stra­da, il negozio di ali­men­ta­ri di Fer­ruc­cio Braghieri, a pochi metri dal­la sede stac­ca­ta del­l’ Statale di . Quan­to all’ex Casa di Riposo di via Roma, la matas­sa pare dunque sbrogliar­si, dopo le infi­nite polemiche degli ulti­mi anni. L’op­er­azione è resa pos­si­bile dal fat­to che l’in­tera pro­pri­età (Comune e Fim) è ril­e­va­ta dal­l’Aler, per un cos­to di 1 mil­ione e 300.000 euro. Vi tro­ver­an­no spazio, a lavori di recu­pero con­clusi, 21 appar­ta­men­ti ad edilizia popo­lare. Dub­bi sono sta­ti espres­si da Luciano Gal­loni (Impeg­no Civi­co) attorno alla cifra sbor­sa­ta, oltre al fat­to che «i cri­teri di deter­mi­nazione del­l’im­por­to non sono sta­ti spie­gati. Non ha nes­sun sen­so la sven­di­ta del­l’ex ricovero e non deve essere un atto di don­azione». Rispos­ta del sin­da­co Fran­co Scar­pet­ta: «Alla per­izia dei tec­ni­ci di Aler e Fim era pre­sente anche il nos­tro avvo­ca­to e la cifra è sta­ta ritenu­ta equa, anche in base alla quan­tifi­cazione dei lavori ese­gui­ti nel­l’ed­i­fi­cio. Nel giro di qualche tem­po avre­mo 21 appar­ta­men­ti a dis­po­sizione dei gargnane­si. L’Aler non spec­u­la, ma inter­viene a favore del­l’edilizia locale. L’op­er­azione è puli­ta ed era l’u­ni­ca soluzione pos­si­bile, altri­men­ti ai dieci anni trascor­si nel­l’im­mo­bil­is­mo se ne sareb­bero aggiun­ti altri ven­ti». Non con­vin­to, Gal­loni ha pre­an­nun­ci­a­to che chiederà «una per­izia nelle sedi dovute». Favorev­ole la mag­gio­ran­za, astenu­ti Alber­to Taboni e Gian­ni Bono­mi­ni, con­trario Gal­loni. La sec­on­da deci­sione ha riguarda­to Vil­la Avanzi­ni, per la parte di pro­pri­età del­l’, in via 24 mag­gio, un edi­fi­cio su tre piani, con un fronte di una deci­na di metri sul­la stra­da, gran­di spazi sul retro e ampio gia­rdi­no. Per l’ed­i­fi­cio si è fat­ta avan­ti un’im­mo­bil­iare di Desen­zano ma il Comune — forte del­la pos­si­bil­ità di esercitare il dirit­to di prelazione — ha gio­ca­to d’an­ticipo inter­pel­lan­do l’U­ni­ver­sità di Milano che, dal can­to suo, si è det­to inter­es­sato, con­sid­er­a­ta la vic­i­nan­za del­la sede stac­ca­ta e del­la pos­si­bil­ità di incre­mentare l’at­tiv­ità sul Gar­da. La ristret­tez­za dei tem­pi ha obbli­ga­to l’Am­min­is­trazione (all’u­na­nim­ità, con Gal­loni che ha chiesto la stip­u­la di una con­ven­zione) a pro­cedere. E’ sta­to così accetta­to il mil­ione e 990.000 euro offer­to dal­l’U­ni­ver­sità. Con questi sol­di ver­rà acquis­ta­to lo sta­bile che, poi, ver­rà «gira­to» all’U­ni­ver­sità stes­sa, che provved­erà al recu­pero ed all’u­ti­liz­zo, investen­do un altro bel gruz­zo­let­to. Da pre­cis­are che, negli anni scor­si, da Milano si era­no inter­es­sati all’ed­i­fi­cio di piaz­za Vit­to­rio Vene­to (dove ave­va sede l’Ar­ci) sen­za però con­clud­ere. Il risul­ta­to ottenu­to oggi è ritenu­to eccel­lente dal sin­da­co e «con­sen­tirà al paese un bal­zo in avan­ti sia in cam­po tur­is­ti­co che cul­tur­ale, oltre ad evitare l’en­nes­i­ma spec­u­lazione final­iz­za­ta all’ed­i­fi­cazione di appar­ta­men­ti da uti­liz­zare come sec­on­da casa». Con­cor­di le mino­ranze, con Bono­mi­ni che «plaude una scelta cul­tur­ale» e Gal­loni che, però, invi­ta «a stare atten­ti agli aspet­ti for­mali ed a coin­vol­gere le mino­ranze in deci­sioni così ril­e­van­ti». Per Scar­pet­ta, «in pas­sato di occa­sioni ne sono state perse fin troppe, a causa delle chi­ac­chiere. Noi non vogliamo penal­iz­zare gli inter­ven­ti, anche se siamo disponi­bili ad esam­inare la pos­si­bil­ità di stip­u­lare par­ti­co­lari convenzioni».

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