Per ora non si taglia: se ne riparlerà, dopo nuove analisi, nel 2005

Cedro di Mussolini in prognosi riservata

23/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Prog­nosi ris­er­va­ta per il cedro di Mus­soli­ni, il maestoso albero pianta­to nel ’32 a Bezzec­ca in piaz­za Cas­soni davan­ti all’ed­i­fi­cio del­la pos­ta, in ricor­do del fratel­lo del Duce, Arnal­do. La per­izia di Pao­lo Ambrosi, esper­to di san Michele all’Adi­ge, con­fer­ma l’e­sisten­za di uno sta­to di sof­feren­za del set­tan­tenne tron­co, col­pi­to recen­te­mente anche da un ful­mine. Le sue con­dizioni di resisten­za restano al di sot­to degli stan­dard richi­esti; la strut­tura lignea del tron­co è in gran parte degra­da­ta, anche se la parte bas­sa è tut­to­ra sana. Il prob­le­ma mag­giore è quel­lo del cosid­det­to effet­to vela: la resisten­za cioè che la chioma ric­ca ed abbon­dante oppone ai sof­fi del ven­to. Per ora comunque la soluzione dras­ti­ca, il taglio alla base, è esclusa, però sarà nec­es­sario inter­venire ad «alleg­gerire» i palchi. La scapi­toz­zatu­ra in alto, che potrebbe andar bene per la sicurez­za, è però da esclud­ere per le conifere: così la cura con­sis­terà in uno sfolti­men­to, sec­on­do un pro­gram­ma di tagli che riesca a snel­lirne la silou­ette. In questo modo si guadagna tem­po: gli esper­ti di san Michele han­no già preno­ta­to una nuo­va cam­pagna di anal­isi entro l’in­ver­no del 2005: sono con­vin­ti che i fenomeni pato­logi­ci riscon­trati siano des­ti­nati ad aggravar­si, ma che i tre anni di soprav­viven­za garan­ti­ti al cedro pos­sano tran­quil­la­mente trascor­rere nelle con­dizioni di sicurez­za com­pren­si­bil­mente pretese dal sin­da­co Mau­ro Col­lot­ta, tenu­to a pre­oc­cu­par­si del­la pub­bli­ca incolumità.