In Consiglio comunale il dibattito sulla chiusura della storica industria dolciaria fondata nel 1910. Il sindaco: «Ma l’industria non è in crisi. Bene Tassoni e Tavina»

C’era una volta la Cedrinca

18/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Pasqua la Cedrin­ca, pres­ti­giosa azien­da dol­cia­ria di Salò, sfor­na­va uova di cioc­co­la­to in gran quan­tità, con le imman­ca­bili sor­p­rese. Sen­za dimen­ti­care i crem­i­ni, ven­du­ti persi­no a Max­im, in Fran­cia, e le caramelle. Un tri­on­fo del buon gus­to. Adesso lo sta­bil­i­men­to di Polpe­nazze ha chiu­so, per fal­li­men­to. E Pier­fran­co Aiar­di, il cura­tore nom­i­na­to dal giu­dice del Tri­bunale Gian Lui­gi Canali, sta aspet­tan­do offerte. Del­la vicen­da ha dis­cus­so il con­siglio comu­nale, sol­lecita­to da Rena­to Cobel­li del­la Margheri­ta. «L’azien­da por­ta­va il nome di Salò in Italia e all’es­tero — ha ricorda­to Cobel­li -. Ora è inizia­ta l’odis­sea dei 40 dipen­den­ti. I seg­ni pre­mon­i­tori si era­no avver­ti­ti col trasfer­i­men­to del­la fab­bri­ca in Valte­n­e­si, al di là delle colline. Il nos­tro ter­ri­to­rio ne esce impov­er­i­to sul piano sociale ed eco­nom­i­co. Pen­so ai dipen­den­ti, ai for­n­i­tori, ai soci. Che gio­cano la loro lib­ertà all’in­ter­no di due coor­di­nate: gli affet­ti e il lavoro. E pen­so a Salò, che ha per­so un’at­tiv­ità pro­dut­ti­va impor­tante. No, non pos­si­amo rimanere in silen­zio». La Cedrin­ca è un nome stori­co. Nel 1910, quan­do venne fon­da­ta da un cer­to sign­or Dal­la Bona, pro­duce­va cioc­co­la­to al cedro. L’avven­to del­la famiglia Zane risale al ’33. Il patri­ar­ca, Francesco, sin­da­co di Sirmione, Salò e Limone, nonchè sen­a­tore dal ’48 al ’68, ha pas­sato le redi­ni alla moglie Elisa (pres­i­dente del­la soci­età) e agli otto figli (i più coin­volti nel­la ges­tione del­l’azien­da era­no Fran­co e Pier­gior­gio). Nell’88 dal­lo sta­bil­i­men­to di viale Bossi usci­vano cen­to quin­tali di caramelle al giorno. Eppoi uova di Pasqua e crem­i­ni. Nel ’96–97 la crisi, con la riduzione di per­son­ale e la ces­sione al grup­po for­ma­to da Orazio Rag­gi (Sait), Roc­co Tono­li (ex ), Rena­to Zan­ca (Mes­dan) ed Emilio Comi­ni, tito­lare di un’im­pre­sa che lavo­ra il pel­tro, nom­i­na­to ammin­is­tra­tore uni­co. Poi lo sposta­men­to a Bot­te­na­go di Polpe­nazze e l’ac­qui­sizione del­la Felet­ti (una trenti­na di dipen­den­ti), con una sud­di­vi­sione ben pre­cisa del­l’at­tiv­ità: in Valte­n­e­si sono rimaste solo le caramelle, in Val d’Aos­ta il cioc­co­la­to e le uova di Pasqua. Adesso la crisi. «Il panora­ma indus­tri­ale non è dram­mati­co ‑ha com­men­ta­to il sin­da­co, Gian­piero Cipani-. Se da una parte la Mes­dan (ann­oda­tori tes­sili ven­du­ti in tut­to il mon­do) si è sposta­ta a Raf­fa di Pueg­na­go, dal­l’al­tra la Tas­soni viag­gia a gon­fie vele, e la ha con­fer­ma­to le sue poten­zial­ità a liv­el­lo nazionale, acquisendo la Sangem­i­ni. Mi dispi­ace molto per la Cedrin­ca. Ci sono trat­ta­tive in cor­so, e qual­cuno sta cer­can­do di acquisire un ramo del­l’azien­da per ripren­dere l’at­tiv­ità. Prob­a­bile si arrivi a un con­corda­to fal­li­menta­re. Da parte nos­tra garan­ti­amo il mas­si­mo impeg­no nei con­fron­ti dei lavo­ra­tori che non rius­cis­sero più a rein­serir­si. Abbi­amo val­oriz­za­to Salò sul piano tur­is­ti­co e com­mer­ciale. Tra le deci­sioni prese, vor­rei ricor­dare l’ap­provazione del nuo­vo cen­tro com­mer­ciale Ital­mark nel­l’ex calza­tu­rifi­cio, in piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà, e il sì a Euroland. Inter­ven­ti che assor­biran­no parec­chie per­sone». La soci­età per azioni Euroland (con sede a Lona­to, ammin­is­tra­ta da Giuseppe Vez­zo­la, pro­pri­etario di due campeg­gi, uno a Tri­este, l’al­tro in Sardeg­na) dispone di 329.420 metri qua­drati in local­ità Mon­te­sei, sul­la col­li­na tra Serni­ga e S. Michele. E ha ottenu­to di real­iz­zare un alber­go di 13mila metri cubi su una parte di tale area (94.270 mq.), nel­l’ex pista di motocross, con l’ag­giun­ta di un cam­po di golf sul­la piana prospiciente. Vin­cen­zo Zam­bel­li ha ringrazi­a­to i tito­lari del­la Cedrin­ca («han­no ten­ta­to di sal­vare una situ­azione dis­as­trosa, il trasfer­i­men­to a Polpe­nazze è sta­ta una scelta impren­di­to­ri­ale») e crit­i­ca­to l’am­min­is­trazione comu­nale. «Il super­me­r­ca­to di piaz­za­le Mar­tiri — ha det­to l’e­spo­nente diessi­no- dan­neg­gerà via Rive e i com­mer­cianti del cen­tro stori­co. Euroland, poi, andrà a dis­trug­gere uno degli ulti­mi ter­ri­tori vergi­ni rimasti. Sarebbe sta­to meglio portare a ter­mine oper­azioni come il Rim­balzel­lo, il Gas o Cen­to­case». Ram­men­ti­amo che, in una prece­dente riu­nione, il con­siglio comu­nale di Salò ave­va deciso di autor­iz­zare la trasfor­mazione in appar­ta­men­ti e uffi­ci del vec­chio sta­bil­i­men­to Cedrin­ca di viale Enri­co Bossi.

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