«È come se alla Fiat decidessero di fermare la produzione Ferrari». Sala civica zeppa di persone dopo la decisione della Regione di mettere i sigilli al nosocomio nel 2004

«Chiudere l’ospedale? Idea folle»

19/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

«Una delib­era regionale folle, pre­sen­ta­ta per fare arrab­biare la gente». Non usa mezze parole il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di, per­sona di natu­ra estrema­mente paca­ta e dai toni con­cilianti, nel com­mentare il doc­u­men­to delle schede ospedaliere approva­to dal­la Giun­ta Vene­to che prevede in prat­i­ca per l’ospedale di Mal­ce­sine la chiusura nel giug­no del 2004. Dichiarazioni pro­nun­ci­ate davan­ti ad una sala civi­ca zep­pa di per­sone e alla pre­sen­za dei sin­daci di Capri­no, Bren­zone, Tor­bole Nago, Fer­rara di Monte e del vicesin­da­co di Riv­o­li. Al tavo­lo dei rela­tori oltre al pri­mario Bruno Danzi e al dot­tor Sal­va­tore Ragusa anche i rap­p­re­sen­tan­ti dell’associazione dis­abili motori che han­no indet­to per saba­to pomerig­gio con inizio alle 15 una mobil­i­tazione gen­erale. «Non esclu­di­amo un bloc­co del­la stra­da Garde­sana», antic­i­pa il pres­i­dente dei poliomieliti­ci Rober­to Bassi che esprime la voglia di resistere, «com­bat­tere con­tro una deci­sione sceller­a­ta». Un ter­mine quest’ultimo caro al dot­tor Lucio Mala­vol­ta, capo dipar­ti­men­to d’or­to­pe­dia dell’Ulss 22 e per dieci anni pri­mario del noso­comio di Mal­ce­sine, che ha lan­ci­a­to vere e pro­prie bor­date con­tro Fil­ip­po Marel­li e alcu­ni uomi­ni di pun­ta del­la polit­i­ca regionale di Forza Italia. In prat­i­ca dietro le sor­ti dell’ospedale dell’alto lago ci sarebbe, sec­on­do l’ex pri­mario del cen­tro ospedaliero del­l’al­to lago, un gio­co d’interessi eco­nomi­ci con un intrec­cio d’affari da far pau­ra. Di fronte a queste accuse il pri­mo cit­tadi­no di Bren­zone Gio­van­ni Zap­palà, dis­so­cian­dosi da Mala­vol­ta, ha invi­ta­to il pri­mario a riv­ol­ger­si, «se ha le prove», alla mag­i­s­tratu­ra. Attoni­to e sen­za parole il sin­da­co di Nago Paro­lari che al di là dei ret­rosce­na politi­ci ha rib­a­di­to il suo stu­pore per la scelta del­la di affos­sare l’ospedale garde­sano. «Soprat­tut­to se con­sid­e­ri­amo che non ha prob­le­mi legati nè alla pro­duzione (riabil­i­tazione e chirur­gia lavo­ra­no al mas­si­mo con­sen­ti­to) nè all’utenza, né ai con­ti di bilan­cio con un utile nell’ultimo anno per 2 mil­ioni di euro». «Nel nos­tro cen­tro abbi­amo svolto nell’ultimo anno», ha ripreso il dot­tor Sal­va­tore Ragusa, «2.000 inter­ven­ti chirur­gi­ci, 6.000 di pron­to soc­cor­so. Abbi­amo aumen­ta­to la pro­dut­tiv­ità dimin­u­en­do i dipen­den­ti che passer­an­no dai 188 del 1999 ai 176 del 2005. Ebbene davan­ti a questi dati inconfutabile si vuole affon­dare l’ospedale. Per assur­do è come se alla Fiat decidessero di chi­ud­ere il repar­to Fer­rari». A ren­dere la feri­ta anco­ra più dolorosa la scelta dell’Ulss 22 di puntare più sul pri­va­to che sul pub­bli­co. «Sono sta­ti asseg­nati ulte­ri­ori 10 posti let­to alla casa di cura Vil­la Gar­da e pre­sum­i­bil­mente altri ne ver­ran­no con­ces­si alla casa di cura Ped­er­zoli e all’ospedale di Negrar sbi­lan­cian­do cosi il già com­pro­mes­so rap­por­to tra pri­va­to e pub­bli­co (785 con­tro 467)», ha sot­to­lin­eato in un doc­u­men­to uffi­ciale la Giun­ta Lom­bar­di pronta a ricor­dare come la des­ti­nazione per Mal­ce­sine di sede a sper­i­men­tazione ges­tionale sen­za oneri a cari­co del servizio san­i­tario regionale equiv­al­ga di fat­to ad una com­ple­ta dis­mis­sione. Se ciò avvenisse gli abi­tan­ti di una zona impor­tante anche soprat­tut­to dal pun­to di vista tur­is­ti­co ver­reb­bero di fat­to pri­vati del dirit­to cos­ti­tuzionale alla tutela del­la salute quan­to meno per le prestazioni d’urgenza. Sol­i­da­ri­età è sta­ta espres­sa dal­la Comu­nità Mon­tana che con una mozione ha espres­so «forte con­tra­ri­età alla soluzione adot­ta­ta dal­la Giun­ta Veneto».

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