Sabato sera la presentazione del libro scritto da Vittorio Bozzini

Con «Neve rossa» gli alpini ricordano la guerra in Russia

22/03/2001 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo

«Pochi avven­i­men­ti han­no avu­to una vas­ta eco ed han­no ispi­ra­to così un’ampia bib­li­ografia come l’epopea vis­su­ta dal nos­tro eserci­to in ter­ra di Rus­sia, durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale- scrive nel­la pre­fazione il pres­i­dente del­la sezione Ana di Verona, Alfon­so Ercole- ed abbi­amo let­to pagine com­moven­ti e dram­matiche, eroici pro­tag­o­nisti i nos­tri sol­dati, e tra questi, gli ». Questo è il pas­so più breve e con­den­sato che rac­chi­ude la pre­fazione al libro di Vit­to­rio Bozzi­ni, alpino del­la Tri­denti­na, uno dei pochi ritor­nati fra le brac­cia del­la mam­ma e nel­la sua ter­ra natìa, il quale, dopo il ritorno, ha volu­to ver­gare di suo pug­no una trage­dia dai gran­di ris­volti umani e rac­chi­ud­er­la in ben 190 pagine, con il sug­ges­ti­vo tito­lo «Neve Rossa». Rossa evi­den­te­mente del sangue inno­cente dei nos­tri sol­dati che si immo­larono per la patria nel­la grande riti­ra­ta sul Don e fra i ghi­ac­ci di Niko­la­jewka. È la terza ristam­pa di ques­ta «aut­en­ti­ca» rac­col­ta di tragi­ci avven­i­men­ti bel­li­ci ed a vol­er­la a tut­ti i costi sono sta­ti gli alpi­ni, quel­li di Lazise. E come sem­pre gli alpi­ni fan­no sul serio. Det­to e fat­to ed in tre mesi han­no rag­giun­to lo scopo gra­zie alla bravu­ra ed alla pro­fes­sion­al­ità dei gio­vani tipografi del­la Stam­pe­ria snc di Capri­no che si sono entu­si­as­mati non poco nel real­iz­zare l’opera di Vit­to­rio Bozzi­ni. Il libro si è arric­chi­to di un’appendice, che è sta­ta volu­ta dal­lo stes­so autore per ricor­dare l’amico padre Clau­dio Liu­ti, il cap­pel­lano degli alpi­ni che è recen­te­mente scom­par­so. Si trat­ta dell’ultimo ritorno fra i ghi­ac­ci del­la step­pa rus­sa che il pro­fes­sor Vit­to­rio Bozzi­ni ha volu­to fare, assieme alla moglie, ed alcu­ni ami­ci, fra cui appun­to padre Clau­dio, il 9 set­tem­bre 1990. «Alla memo­ria di tut­ti gli alpi­ni resta­ti nelle steppe dell’Est, che fecero rossa di sangue e mar­tirio la neve e di là invo­cano anco­ra l’abbraccio del­la patria», scrive nel­la pag­i­na di aper­tu­ra l’autore. E poi, pag­i­na dopo pag­i­na, ti si infonde come un chio­do pun­gente nell’anima tut­ta la trage­dia e la sto­ria vis­su­ta, momen­to dopo momen­to, dai nos­tri «eroi», che Bozzi­ni nel suo ulti­mo capi­to­lo chia­ma i «rifiu­ti del­la morte» che ora devono ricostru­ire la «vita». A pre­sentare questo cap­ola­voro di min­uziosa memo­ria affinché i pos­teri non dimen­tichi­no mai, sarà uno stori­co e pro­fon­do conosc­i­tore delle ges­ta dei nos­tri padri nell’ultimo con­flit­to mon­di­ale: Jean Pierre Jou­vet, gior­nal­ista e stori­co, già capore­dat­tore del quo­tid­i­ano L’Arena , scrit­tore, pun­to di rifer­i­men­to del nos­tro tem­po per Verona e per la sua provin­cia. L’appuntamento con la pre­sen­tazione del libro, le penne nere e con il pub­bli­co lacisiense è pro­gram­ma­to per saba­to prossi­mo alle ore 20.30 pres­so la Merid­i­ana. La ser­a­ta sarà alli­eta­ta da alcune cante alpine che saran­no ese­gui­te dal coro Ana di Peschiera.

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