Nè lungo nè corto: per il WWF opzione zero a salvaguardia del Garda

Da evitare l’aumento del traffico nella Busa

05/05/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Arco

Il WWF, nel dibat­ti­to aper­to sul col­lega­men­to con Rovere­to, sposa l’opzione zero. «Non ci vuole molto a capire che tutte le pro­poste porter­an­no molto più traf­fi­co (soprat­tut­to pesante), inquinan­ti e i loro effet­ti neg­a­tivi sul­la salute, caos, invivi­bil­ità, cemen­to pro­fu­so a piene mani a fronte di un lago ormai vis­i­bile solo dal­la fas­cia lago o sui depli­ant tur­is­ti­ci. Il WWF del Trenti­no e la locale Sezione Bas­so Sar­ca, sostiene l’opzione zero ovvero las­cia­re le cose come stan­no. Le moti­vazioni sono moltepli­ci: innanz­i­tut­to la piana del Bas­so Sar­ca non è la pia­nu­ra Padana, ha uno spazio lim­i­ta­to e pro­prio per questo richiede estrema cautela per inter­ven­ti di qual­si­asi tipo. Sebbene il sia conosci­u­to a liv­el­lo europeo e rives­ta una grande impor­tan­za stor­i­ca e ambi­en­tale, la Pat non ha pen­sato ad un con­cor­so di idee su vas­ta scala ma per non scon­tentare il poten­ta­to eco­nom­i­co (alber­ga­tori, auto­trasporta­tori, indus­tri­ali e arti­giani) ed assi­cu­rar­si voti alle prossime elezioni provin­ciali, ha com­mis­sion­a­to ad uno stu­dio pri­va­to i due prog­et­ti tun­nel cor­to tun­nel lun­go e rel­a­tive vari­anti. Soluzioni alter­na­tive alle strade non sono state nem­meno prese in con­sid­er­azione. Nonos­tante il futuro del trasporto sia per forza di cose la mobil­ità su rota­ia non è sta­to ipo­tiz­za­to un prog­et­to di lin­ea fer­roviaria o di met­ro­pol­i­tana di super­fi­cie. Le gran­di aziende di auto­trasporti sono tut­to­ra sal­da­mente anco­rate alla Busa, quan­do con più intel­li­gen­za e qualche incen­ti­vo eco­nom­i­co (non ci sono solo gli impianti da sci da sovven­zionare) si potrebbe pen­sare ad un loro trasfer­i­men­to lun­go l’as­ta del­l’Adi­ge. Da dis­in­cen­ti­vare o in qualche caso ricon­ver­tire le attiv­ità eco­nomiche con forte movi­men­tazione di mer­ci pre­sen­ti nel­l’Al­to Gar­da. Il sis­tema del trasporto pub­bli­co va ripen­sato e reso più effi­ciente per scor­ag­gia­re l’u­so del­l’au­to­mo­bile. La for­mu­la mag­i­ca non esiste ma trovar­si attorno a un tavo­lo e dis­cutere tenen­do con­to anche di quan­to viene fat­to in altri sta­ti o regioni ital­iane può portare a soluzioni migliori: ad esem­pio trasporti col­let­tivi per dipen­den­ti delle aziende. Un’al­tra grande pre­oc­cu­pazione del WWF per l’Al­to Gar­da è che diven­terà a tut­ti gli effet­ti una zona di tran­si­to dal Vene­to al bres­ciano pas­san­do sia dal­la nuo­va gal­le­ria di Limone sia attra­ver­so la Val di Ledro, se ver­ran­no con­cretiz­za­ti i nuovi prog­et­ti viari ver­so il lago d’Idro. Rite­ni­amo molto ingenue se non false le dichiarazioni di col­oro che affer­mano che i tur­isti o gli uten­ti, una vol­ta ter­mi­na­ta la Rovere­to Riva, fini­ran­no il loro viag­gio nel Bas­so Sar­ca. I nuovi prog­et­ti di rac­cor­do con Rovere­to som­mati alle nuove arterie in Busa (cir­con­va­l­lazioni, vari­anti, bretelle) daran­no una spin­ta in più alla spec­u­lazione e allo sfrut­ta­men­to del ter­ri­to­rio, il colpo di grazia per quan­to rimane del nos­tro ambi­ente; lo stes­so Pin­ter, in una recente ser­a­ta a Riva sul­la revi­sione del PUP, ha ammes­so il totale fal­li­men­to del­la Tutela per il Pae­sag­gio e ancor più grave, l’im­pos­si­bil­ità delle ammin­is­trazioni comu­nali a sot­trar­si dalle for­ti pres­sioni del mon­do impren­di­to­ri­ale ed eco­nom­i­co. Di fronte a questo quadro del futuro del­la Busa si invi­tano anche i sem­pli­ci cit­ta­di­ni a far sen­tire la pro­pria voce vis­to che pagher­an­no i dis­a­gi e il peg­gio­ra­men­to del­la qual­ità del­la vita.

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