Il sociologo: «Sono cambiati i criteri per la scelta della residenza»

Dall’asilo alle spiagge, tutto è lì vicino

12/04/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
b.m.

Due chilometri dal­la tan­gen­ziale, cinque dal casel­lo autostradale di Desen­zano e dal­l’ospedale, quat­tro dal­la stazione fer­roviaria più vic­i­na e dal pri­mo paese, tre dal­la pri­ma dis­cote­ca e dal­la spi­ag­gia bal­ne­abile, uno dall’asilo: il tut­to inser­i­to in un bel con­testo di grande tran­quil­lità e sug­ges­tione. Ecco per­chè Bar­cuzzi sem­bra il luo­go ide­ale dove com­prar casa. Lo dice anche la soci­olo­gia urbana. «In questi ulti­mi anni, — spie­ga il soci­ol­o­go Gabriele Ringh­i­ni — le abi­tu­di­ni di chi è in cer­ca di una abitazione sono state seg­nate da una nuo­va ten­den­za carat­ter­iz­za­ta dal venir meno del sen­so del­la comu­nità famil­iare. Questo fenom­e­no ha avu­to for­ti riper­cus­sioni, soprat­tut­to in seno alla cul­tura del­la res­i­den­zial­ità; l’ap­parte­nen­za al ter­ri­to­rio non è più sen­ti­ta come lo era una vol­ta per­ché è venu­to a man­care il sen­so di iden­tità lega­to ad esso». Ciò sig­nifi­ca che oggi le per­sone scel­go­no la pro­pria res­i­den­za sen­za essere con­dizion­ate dal­l’ap­parte­nen­za a un ter­ri­to­rio, ma più sem­plice­mente in base a cri­teri di oppor­tu­nità e con­ve­nien­za. «Inci­dono sul­la scelta del­la pro­pria abitazione — con­tin­ua il soci­ol­o­go — fat­tori quali la garanzia di anon­i­ma­to, l’aspet­to eco­nom­i­co, la dotazione di infra­strut­ture e servizi in gra­do di rispon­dere alle varie neces­sità e, non meno impor­tante, la col­lo­cazione geografi­ca». La local­ità Bar­cuzzi sem­bra rispon­dere per­fet­ta­mente a tutte quante queste carat­ter­is­tiche, per­ché abbina la tran­quil­lità di un luo­go dis­cre­to, lon­tano dal rumore e dal­la fre­n­e­sia del­la cit­tà, sen­za rin­un­cia­re alla comod­ità dei servizi nec­es­sari alla vita di tut­ti i giorni.