Lo spettacolo sul pittore naïf della Compagnia Artemis stasera in scena al Vittoriale di Gardone R.

Danzando vita e arte di Ligabue

29/07/2000 in Spettacoli
Di Luca Delpozzo

Anto­nio Lig­a­bue, il cele­bre pit­tore nato a Zuri­go nel 1899 e mor­to a Gualtieri (Reg­gio Emil­ia) nel 1965, ha avu­to non pochi «con­tat­ti» anche con Bres­cia e i bres­ciani. Ricor­diamo, ad esem­pio, un suo sog­giorno a Lumez­zane, oppure la mostra, a lui ded­i­ca­ta all’inizio degli Anni 80 da Orz­in­uovi, che ha reg­is­tra­to ben 100.000 vis­i­ta­tori. A 35 anni dal­la sua morte, quel­lo che è con­sid­er­a­to il più alto espo­nente del­la pit­tura naif ital­iana «tor­na» in ter­ra bres­ciana. Stasera, alle 21,15 al Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera, la Com­pag­nia Artemis va in sce­na con «Anto­nio Lig­a­bue», una core­ografia di Mon­i­ca Casadei ded­i­ca­ta all’artista zurigh­ese («che — ricor­dano con sim­pa­tia alcu­ni bres­ciani che l’hanno conosci­u­to — ave­va una grande pas­sione per le Moto Guzzi»). La ser­a­ta odier­na è in col­lab­o­razione con «Gar­dadan­za». «La pri­ma vol­ta che ebbi l’occasione di vedere le pit­ture di Anto­nio Lig­a­bue — spie­ga Mon­i­ca Casadei — rimasi scon­vol­ta dal tripu­dio di col­ori, dagli occhi umani degli ani­mali, dalle occa­sioni e dalle manie pit­toriche. Rimasi scon­vol­ta, insom­ma, dal­la fol­lia gen­erale ed esplo­si­va che i suoi quadri mi trasmet­te­vano. La mia atten­zione si riv­olse allo­ra all’uomo che ave­va cre­ato tali opere. Anche per­ché Lig­a­bue ha vis­su­to pro­prio negli stes­si pae­sag­gi in cui anche io sono nata: la pia­nu­ra padana, e in par­ti­co­lare sull’argine del Po». La core­ografia di Mon­i­ca Casadei, dunque, è un vero e pro­prio omag­gio alla travagli­a­ta vita del pit­tore: un omag­gio «fat­to attra­ver­so leg­gi­bili episo­di biografi­ci». Il com­pi­to di tradurre in dan­za la vita dell’artista è affi­da­ta non a un solo dan­za­tore, ma a più inter­preti: «Tan­ti Lig­a­bue a staffet­ta — pre­cisa la core­ografa — che si fan­no vei­co­lo delle sue pau­re, del­la sua sof­feren­za, dei suoi amori dis­perati per le donne e la natu­ra. Ecco spie­ga­ta, dunque, la pre­sen­za in sce­na di un attore, quat­tro dan­za­tori, un acro­ba­ta-clown e un musicista-can­tante. Tut­ti pro­tag­o­nisti che tra­ducono l’universo di Lig­a­bue in un binomio gesto-emozione in cui la dan­za è resa graf­fi­ante e ten­era, com­i­ca e grottesca, folle e sog­nante, vir­tu­i­sis­ti­ca e dinam­i­ca». Sette gli inter­preti: Mario Arcari, Ste­fa­nia Bran­net­ti, Mon­i­ca Casadei, Rober­to Lori, Philippe Menard, Alexan­dre Pavla­ta e Mar­cel­lo Vaz­zol­er. Le musiche orig­i­nali sono ese­gui­te da Mario Arcari, i cos­tu­mi sono di Vale­ria Camp, le luci di Andrea Abbaten­ge­lo. La regia è del­la stes­sa Mon­i­ca Casadei. Ingres­so lire 40.000 per la platea numer­a­ta (34.000 i ridot­ti) e 30.000 per la grad­i­na­ta (26.000 i ridot­ti). Infor­mazioni allo 0365–296519.