Il Comitato per il Parco delle colline moreniche ha scritto alle Procure di Verona, Venezia, Mantova, Brescia e Trento. Accusate Provincia e Regione deputate a vigilare su balneazione e trasporto su acqua

Demanio e navigazione, denunce

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Saran­no le Pro­cure del­la Repub­bli­ca di Verona, Venezia, Bres­cia, Man­to­va e Tren­to a val­utare se è sta­to fat­to quan­to si dove­va per con­trol­lare il rispet­to delle norme sul demanio lacuale e la nel lago di Gar­da: in questi giorni, infat­ti, è par­ti­to l’esposto pre­sen­ta­to ai sud­det­ti uffi­ci dal Comi­ta­to pro­mo­tore per il Par­co delle .«Insis­ti­amo da tem­po, con enti ed isti­tuzioni pre­poste, affinché ven­ga ver­i­fi­ca­to il rispet­to del­la nor­ma­ti­va che rego­la questi ambiti. Purtrop­po», spie­ga Emilio Crosato, pres­i­dente del Comi­ta­to, «le nos­tre richi­este sono qua­si sem­pre cadute nel nul­la. Spe­ri­amo che le Pro­cure pos­sano arrivare là dove noi non siamo riusciti».L’esposto è sta­to prepara­to dall’avvocato Anto­nio Invidia. Il doc­u­men­to ricor­da le pecu­liar­ità dell’ambiente garde­sano «uno dei più impor­tan­ti cen­tri tur­is­ti­ci d’Italia» e la deci­sione delle Regioni Vene­to e Lom­bar­dia e del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to di «pre­dis­porre in modo uni­vo­co una dis­ci­plina del demanio lacuale e del­la nav­igazione sul lago di Gar­da» per «garan­tire la sicurez­za del­la nav­igazione e del­la bal­neazione e la sal­va­guardia dell’ambiente nat­u­rale e il miglio­ra­men­to del­lo svilup­po tur­is­ti­co». La legge nor­ma altresì «l’utilizzo e la con­ces­sione delle zone dema­niali, la real­iz­zazione e l’impiego delle aree por­tu­ali nonché il com­por­ta­men­to di chi nav­i­ga sul lago».«Toccava alle Regioni e alle Province di Verona e Bres­cia, cioè le isti­tuzioni inter­es­sate dal ter­ri­to­rio garde­sano, vig­i­lare sul rispet­to di ques­ta dis­ci­plina. Ma così non è sta­to», riprende Crosato. «Noi, come Comi­ta­to, abbi­amo riscon­tra­to numerose lacune: man­can­za di pre­dis­po­sizione di boe di delim­i­tazione; man­can­za di idonea infor­mazione; insuf­fi­ciente dotazione di stru­men­tazione nec­es­saria agli incar­i­cati al con­trol­lo come e polizia per ril­e­vare il man­ca­to rispet­to dei lim­i­ti di veloc­ità o di rumor­osità dei veicoli a motore». «Ques­ta situ­azione», con­tin­ua il pres­i­dente del Comi­ta­to, «è sta­ta ripetu­ta­mente seg­nala­ta a Regioni, Province e, in data 8 giug­no 2005, anche al Comi­ta­to per­ma­nente di inte­sa: l’organismo dep­u­ta­to a ver­i­fi­care l’efficacia delle azioni di controllo».Tutte le seg­nalazioni sono rimaste sen­za rispos­ta; per questo, lo scor­so 12 dicem­bre, il Comi­ta­to per il par­co delle colline moreniche è tor­na­to a scri­vere chieden­do: copia dei ver­bali delle riu­nioni del Comi­ta­to d’intesa per­ma­nente, i nomi dei suoi com­po­nen­ti, le even­tu­ali richi­este fat­te dal Comi­ta­to agli organi di vig­i­lan­za sulle infrazioni seg­nalate con la prece­dente lettera.«Abbiamo rice­vu­to rispos­ta conc­re­ta solo dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to», ricor­da Crosato, «il servizio Ispet­tora­to di por­to del­la Regione Vene­to, invece, in data 30 dicem­bre 2005, ha invi­a­to una comu­ni­cazione con la quale sostiene l’effettiva appli­cazione del­la nor­ma­ti­va sul­la nav­igazione. Affer­mazioni per altro non suf­fra­gate da alcu­na doc­u­men­tazione». «Il che sig­nifi­ca», pros­egue Crosato, «che non ci è sta­ta invi­a­ta nem­meno copia delle riu­nioni del Comi­ta­to per­ma­nente di inte­sa che, stan­do a quan­to recita l’articolo 3 com­ma II del­la nor­ma­ti­va di cui chiedi­amo il rispet­to, “è con­vo­ca­to due volte all’anno, entro il 31 mar­zo ed entro il 31 ottobre».«A questo pun­to non ci è rimas­to altro che inter­es­sare le Pro­cure», com­men­ta amareg­gia­to Emilio Crosato, «alle quali chiedi­amo di ver­i­fi­care se c’è chi viene meno ai suoi doveri e perché».