Si rompe un tubo: mattinata a secco per il centro storico, le Grezze, la Vicina, la stazione e via Michelangelo. Il Comune: «Solo un incidente. Ma ora servono investimenti»

Desenzano resta senz’acqua

Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Tut­ta Desen­zano senz’acqua cor­rente per sette o anche otto ore sec­on­do le zone. Ieri al risveg­lio i rubi­net­ti era­no a sec­co in tut­to il cen­tro stori­co come nei popolosi quartieri del­la Vic­i­na e delle Grezze con i loro trem­i­la abi­tan­ti, nei din­torni del­la stazione fino a scen­dere ver­so viale Michelan­ge­lo. Nes­sun prob­le­ma per Riv­oltel­la e frazioni, ma brut­to risveg­lio per il capolu­o­go: almeno cinque o seim­i­la per­sone han­no dovu­to lavar­si e preparare il caf­fè con acqua min­erale. A causare l’inconveniente è sta­ta la rot­tura di un tubo da 300 mil­limetri in zona Cabi­an­ca. Un inci­dente in sè qua­si banale, ver­i­fi­catosi alle 5.30 del mat­ti­no e riprata­to ver­so mez­zo­giorno. Poi c’è volu­to del tem­po per ria­vere acqua puli­ta e abbon­dante in tutte le case. Solo nel pri­mo pomerig­gio è tor­na­ta ovunque la nor­mal­ità. Qual­cuno ha temu­to che fos­se l’effetto di un’emergenza più grave, un «col­la­so del sis­tema» come quel­li già avvenu­ti altrove in provin­cia: Gar­done Riv­iera, Per­ti­ca Alta, o anco­ra Parati­co sul Lago d’Iseo solo pochi giorni fa. «Invece si è solo rot­ta una tubatu­ra — spie­ga l’assessore ai lavori pub­bli­ci, Rodol­fo Bertoni -. Sono cose che cap­i­tano. La rete idri­ca comu­nale è sta­ta in parte rin­no­va­ta negli anni scor­si, ma in parte è for­ma­ta da tuba­ture ormai vec­chie. Può star­ci, purtrop­po, che ogni tan­to ci siano gravi rot­ture». Inci­dente qua­si banale, insom­ma. Ma nul­la accade per caso. Se i tubi sono vec­chi van­no cam­biati pri­ma che la popo­lazione resti senz’acqua. Questo è, o dovrebbe essere, chiaro a tut­ti. Eppure non è solo di tuba­ture nuove che ha bisog­no la rete idri­ca desen­zanese, e in Comune lo san­no. Ma ci vor­ran­no anni e tan­tiss­mi sol­di per rime­di­are agli incon­ve­ni­en­ti che si sono som­mati negli anni. Tan­to che la Giun­ta di cen­trosin­is­tra è sta­ta più volte accusa­ta dalle oppo­sizioni, Forza Italia e Civi­ca di Anel­li, di aver fino­ra sot­to­va­l­u­ta­to i prob­le­mi del­la rete idri­ca. «La ver­ità è che c’è molto da fare, anzi da rifare — risponde il vicesin­da­co Bertoni -. E van­no sta­bilite delle pri­or­ità». Meno di ven­ti giorni fa è sta­to app­prova­to il poten­zi­a­men­to del­la vec­chia cab­i­na di pom­pag­gio, in parte finanzi­a­to dal­la Regione, per miglio­rare la qual­ità dell’acqua pota­bile (che si pesca dal lago e vien poi depu­ra­ta) oltre che per aumentare la por­ta­ta, che passerà da 21 a 38 litri al sec­on­do. «Questo — dice Bertoni — miglior­erà la situ­azione nell’immediato, ma sap­pi­amo bene che non sarà una soluzione defin­i­ti­va ai prob­le­mi di quan­tità e qual­ità dell’acqua». Altra oper­azione abbas­tan­za vic­i­na nel tem­po riguar­da il rifaci­men­to del «Ser­ba­toio Bagat­ta», che serve trem­i­la per­sone alle Grezze e alla Vic­i­na, ma che com­in­cia a dare qualche grat­ta­capo per la con­cen­trazione di nitrati: solo questo costerà 472 mila euro. Ben più cos­toso, la bellez­za di 2 mil­ioni e due­cen­tomi­la euro, sarà il rad­doppio del­la stazione di trat­ta­men­to vici­no al cimitero. I con­ti pre­vi­sion­ali del Comune riman­dano il tut­to al 2006. Tan­ti anni, tan­ti sol­di. Quel­lo di ieri si può cer­to liq­uidare come un inci­dente. Ci può stare. Ma già ci si rim­boc­ca le maniche per avere acqua buona garan­ti­ta in futuro.