Da anni un’associazione di intellettuali cerca di rendere il paese di San Zeno di Montagna un cenacolo e un luogo di stimolanti iniziative. Una serie di appuntamenti che ogni giovedì si snodano tra letteratura, storia, geologia e racconti di viaggio

D’estate sul Baldo c’è una piccola Atene

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Di Luca Delpozzo
Giorgio Gioco

Grat­i­tu­dine e riconoscen­za sono due parole magiche che esp­ri­mono uno sta­to d’animo. Sec­on­do il Miglior­i­ni grat­i­tu­do-grat­i­tu­di­nis è un atto, un sen­ti­men­to, un’emozione, un seg­no di ringrazi­a­men­to. E anco­ra, avere, mostrare, provare grat­i­tu­dine, nome astrat­to, si esprime con seg­ni e parole; ed è quel­lo che fan­no gli Ami­ci di San Zeno di Mon­tagna nei con­fron­ti degli abi­tan­ti dell’amena local­ità mon­te­bal­d­ina. Alcu­ni anni fa, mer­i­to dell’amico scom­par­so Enzo Salma­so, è nata l’associazione Ami­ci di San Zeno, un com­pat­to sodal­izio inter­nazionale for­ma­to da per­sone che vogliono coral­mente esprimere riconoscen­za e grat­i­tu­dine ver­so la Comu­nità del Monte Bal­do. È un gesto dal sapore nobile, l’associazione è vic­i­na al Comune di San Zeno con­tribuen­do a varie inizia­tive a sfon­do sociale per ren­dere il paese sem­pre più accogliente. Come una sim­pat­i­ca curiosità ricor­do che, qualche anno fa, don Flavio Tosi, par­ro­co di San Zeno, benedisse il pane di Sant’Antonio per offrirne uno ad ogni famiglia del Comune in seg­no di fede e di provvi­den­za, come si usa­va nel buon tem­po anti­co. Pane e ramoscel­lo d’ulivo veni­vano appe­si all’interno dell’uscio di casa rima­nen­dovi per tut­to l’anno come gesto propizia­to­rio, augu­rale per la famiglia. Il pane del buon augu­rio dunque degli Ami­ci di San Zeno al quale aggiun­gono il circense sot­to­for­ma di cul­tura. Nei mesi di luglio e agos­to San Zeno diven­ta una specie di pic­co­la Atene, dopo aver segui­to la fior­it­u­ra delle peonie: Paeo­nia offic­i­nalis sul Bal­do. Ogni giovedì ospi­tano nel salone dell’albergo Sport­ing le ser­ate ded­i­cate alla med­i­c­i­na soli­ta­mente inau­gu­rate dal dot­tor Lui­gi Grez­zana, il quale, con la sua dialet­ti­ca riesce ad incantare la platea. Gli appun­ta­men­ti del giovedì si snodano fra let­ter­atu­ra, sto­ria, geolo­gia del Bal­do, ecolo­gia e rispet­to del­la mon­tagna, rac­con­ti di viag­gi, uni­to anche a Wolf­gang Goethe per il suo incom­pa­ra­bile viag­gio in Italia con l’esordio: «Conosci il Paese dove fior­iscono i limoni?». Tri­on­fa la con a capo il nos­tro Tolo Da Re, affezion­atis­si­mo a San Zeno di Mon­tagna tan­to che meriterebbe ampia­mente il riconosci­men­to del­la cit­tad­i­nan­za ono­raria del Bor­go, sarebbe un fiore all’occhiello del­la Giun­ta comu­nale. Ora il Sodal­izio è diret­to da un man­to­vano, il dot­tor Cipro Con­for­ti­ni, il quale, con­for­t­a­to a sua vol­ta dal­la moglie, sig­no­ra Maria, tiene il gov­er­no del grup­po prote­so ad una inten­sa vita asso­cia­ti­va. Cre­do che ques­ta inizia­ti­va, mirante all’interesse di un paese da parte degli ospi­ti sia cosa raris­si­ma, un fiore spon­ta­neo e lo con­fer­ma la gior­na­ta ded­i­ca­ta all’Ospite in pro­gram­ma in tutte le local­ità di vil­leg­giatu­ra. A San Zeno di Mon­tagna suc­cede esat­ta­mente il con­trario. Vil­leg­gia­re in un luo­go ameno vuol dire benessere del fisi­co uni­to anche alla felic­ità del­lo spir­i­to, sor­ta di otium sabati­co a favore del pen­siero, dell’intelletto. Gli Ami­ci di San Zeno ci dan­no l’esempio, oltre a tutte le tele­fonate di don­na Maria, han­no il loro stru­men­to di comu­ni­cazione con tan­to di diret­tore edi­to­ri­ale, diret­tore respon­s­abile, con il gior­nali­no ten­gono l’informazione con gli asso­ciati e il Comune di San Zeno. Nell’inverno for­mano pro­gram­mi per l’annata esti­va che si svolge dalle peonie al sapore dei mar­roni — otti­mo prodot­to locale — a brac­cet­to con il Nov­el­lo. Con tut­to ciò, e con­sol­ida­to negli anni, il con­siglio comu­nale di San Zeno potrebbe offrire una sedia al dot­tor Con­for­ti­ni, per affi­an­car­si di con­for­to all’assessorato Sog­giorno e Tur­is­mo che lavo­ra a favore del bel­lis­si­mo, stori­co, incom­pa­ra­bile, ridente cen­tro mon­te­baldino: pun­to d’unione fra il mer­av­iglioso Bena­co e il pater­no, maestoso, solenne gia­rdi­no botan­i­co d’Europa.

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