«Troppi vogliono salvare il lago»: due interrogazioni del sindaco sulla salute e sui livelli delle acque gardesane

«Deve finire per sempre il palleggiamento delle competenze»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La salute del lago al cen­tro di due inter­rogazioni a rispos­ta scrit­ta pre­sen­tate in questi giorni da . La pri­ma è sta­ta ind­i­riz­za­ta al pres­i­dente del Con­siglio e al min­istro per le Riforme isti­tuzion­ali cui il par­la­mentare chiede «se non riten­ga di trasferire alle Regioni Vene­to, Lom­bar­dia ed alla Provin­cia autono­ma di Tren­to la com­pe­ten­za totale ed esclu­si­va sulle acque del e sulle sue sponde» affi­dan­do a questi enti «adeguate risorse finanziarie». «L’obiettivo», spie­ga Chin­car­i­ni, «è quel­lo di porre fine all’anacronistico ed inqui­etante pal­leg­gia­men­to di man­sioni e com­pe­ten­ze che ha sin qui con­trad­dis­tin­to, a giudizio dell’interrogante, la tutela e la cura del più grande e bel lago d’Europa». La sec­on­da inter­rogazione, sem­pre a rispos­ta scrit­ta, è sta­ta, invece, ind­i­riz­za­ta ai min­istri dei Lavori Pub­bli­ci, dell’Ambiente e per gli Affari region­ali: a loro Chin­car­i­ni si è riv­olto ripren­den­do in sin­te­si la sto­ria dei liv­el­li delle acque garde­sane e del­la sua rego­la­men­tazione, mai sta­bili­ta dal min­is­tero dei Lavori Pub­bli­ci che, nel lon­tano 1957, ave­va del­e­ga­to questo com­pi­to ad un’apposita com­mis­sione. Il par­la­mentare ricor­da come «negli ulti­mi anni la rego­lazione dei liv­el­li delle acque del Gar­da è al cen­tro di numerose polemiche, dibat­ti­ti, con­veg­ni ed inter­rogazioni par­la­men­tari a mia fir­ma» sfo­ci­ate nei giorni 14 e 15 giug­no scor­si «in due incon­tri tenutisi pres­so l’assessorato all’Ecologia del­la Provin­cia di Verona e la prefet­tura di Verona, che han­no con­fer­ma­to l’imbarazzante vuo­to isti­tuzionale nel­la mate­ria». «Nel decre­to min­is­te­ri­ale 10597 del 18.06.57 era scrit­to», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «la com­mis­sione ha ovvvi­a­mente carat­tere tem­po­ra­neo e ad essa dovrà suben­trare un ente, con oppor­tu­na veste giuridi­ca, che provved­erà per­ma­nen­te­mente alla rego­la­men­tazione del lago di Gar­da ed alla manuten­zione del rel­a­ti­vo man­u­fat­to…». Chin­car­i­ni chiede, quin­di «come e quan­do ver­rà data attuazione al decre­to min­is­te­ri­ale 10.597 del 18.06.57; come e quan­do siano state tenute in con­to dal mag­is­tra­to alle acque di Man­to­va, dal 1996 ad oggi, le sol­lecitazioni del con­sorzio del Min­cio cir­ca le oper­azioni di aper­tu­ra e chiusura del­lo sbar­ra­men­to idrauli­co di Salionze». E il par­la­mentare con­clude doman­dan­do «se non si riten­ga subito di rinom­inare la com­mis­sione per l’esercizio del­la rego­lazione dei liv­el­li delle acque del lago di Gar­da, sos­tituen­do i rap­p­re­sen­tan­ti degli enti sop­pres­si con quel­li delle province di Bres­cia, Man­to­va e Verona, con i sin­daci di Sirmione , Riva del Gar­da e Peschiera nonché con i pres­i­den­ti del­la e Lom­bar­dia des­ti­nan­do mod­este ma con­crete risorse finanziarie atte al suo finanziamento».

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