Con decreto 1 agosto 2001 è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita dei vini Bardolino Superiore.

DOCG al Bardolinio Superiore

12/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Con decre­to 1 agos­to 2001 è sta­ta riconosci­u­ta la Denom­i­nazione di Orig­ine Con­trol­la­ta e Garan­ti­ta dei vini Superiore.L’attestazione di par­ti­co­lare pre­gio asseg­na­ta alla nos­tra pro­duzione (pri­mo e uni­co rosso del Vene­to a DOCG) è di grande orgoglio per tut­to il com­par­to vitivini­co­lo bar­do­linese, guida­to dal 1969 dal Con­sorzio di Tutela (pres­i­dente negli ulti­mi tre man­dati è il con­te Giuseppe degli Alber­ti­ni, diret­tore fin dal­la sua cos­ti­tuzione è l’enologo Giulio Liut).Il riconosci­men­to pre­mia l’originalità eco­log­i­ca dell’ambiente garde­sano e la sua vocazione viti­co­la; il lavoro agri­co­lo di scelta e selezione di vari­età locali; l’attenzione e il rig­ore pro­fes­sion­ale in vigna e in can­ti­na; la ricer­ca eno­log­i­ca vol­ta a con­ser­vare e far risaltare le poten­zial­ità insite nelle uve, affinchè si trasferiscano al meglio nel vino.Il risul­ta­to del­la felice com­bi­nazione di queste com­po­nen­ti è un vino impor­tante, conosci­u­to a liv­el­lo inter­nazionale, in gra­do di sod­dis­fare i piac­eri psi­cosen­so­ri­ali dei con­suma­tori, per le sue inim­itabili carat­ter­is­tiche di col­ore, aro­mi e gus­to, esaltati dal­la cul­tura e dal pae­sag­gio del lago di Garda.La Docg, infat­ti, è la som­ma di una viti­coltura, un’enologia, una cul­tura e una com­mer­cial­iz­zazione che con­vivono in un prog­et­to coer­ente, coor­di­na­to dal Con­sorzio di Tutela, imper­ni­a­to su pre­cisi concetti.Per cor­rispon­dere alle aspet­ta­tive di piacere dei con­suma­tori ed esprimere la natu­ra vocazionale dei ter­reni Docg, occorre che ogni chic­co di ogni grap­po­lo, di ognuna delle vigne selezion­ate sia ben maturo e lo sia ogni anno, in modo da ottenere aro­mi frut­tati, speziati, con mor­bidez­za in boc­ca, che l’evoluzione del gus­to attuale sem­bra indi­care come carat­ter­is­tiche pref­eren­ziali di una DOCG. Per ottenere a lun­go ter­mine l’equilibrio tra peso dell’uva e super­fi­cie di foglie esposte al sole, bisogna com­bina­re la scelta di ter­reni a bas­sa fer­til­ità, una den­sità suf­fi­ciente di pianta per ettaro, una potatu­ra adat­ta­ta dei cep­pi (la spal­liera a cor­done sper­ona­to è il sis­tema migliore) e che las­ci il gius­to numero di gemme per cep­po e per ettaro. Ai fat­tori chi­ave del pro­ced­i­men­to vini­co­lo si affi­an­ca il con­trol­lo rego­lare (oltre alle anal­isi chimiche di rou­tine) attra­ver­so l’assaggio, per capire gli ele­men­ti fini dell’uva, del mosto e del vino che fan­no la qual­ità e l’originalità di un vino Docg. Il Supe­ri­ore DOCG si ottiene dalle uve prove­ni­en­ti dai seguen­ti vit­ig­ni, nel­la per­centuale indicata:Corvina veronese 35–65% (è ammes­so nel­la misura del 10% il Corvinone)Rondinella 10–40%Molinara, Rossig­no­la, Bar­bera, San­giovese, Marzemi­no, Mer­lot, Caber­net, Sauvi­gnon, da soli o con­giun­ta­mente per un max del 20% con il lim­ite mas­si­mo del 10% per sin­go­lo vitigno.La zona di pro­duzione com­prende in tut­to o in parte i ter­ri­tori di 16 comu­ni verone­si: Bar­dolino, Gar­da, Lazise, Affi, Coster­mano, Cavaion, Tor­ri del Bena­co, Capri­no, Riv­o­li Veronese, Pas­tren­go, Bus­solen­go, Sona, Som­macam­pagna, Castel­n­uo­vo del Gar­da, Peschiera del Gar­da, Valeg­gio sul Mincio.La pro­duzione mas­si­ma di uva ad ettaro non deve essere supe­ri­ore a nove ton­nel­late per ettaro di vigne­to in coltura spe­cial­iz­za­ta; la resa mas­si­ma di uva in vino non deve essere supe­ri­ore al 70%; il peri­o­do di affi­na­men­to è di almeno un anno a decor­rere dal 1° novem­bre dell’annata di pro­duzione. Dal 1° novem­bre 2002 saran­no in com­mer­cio le bot­tiglie con fascetta indi­cante la Docg; saran­no ven­dute fino ad esauri­men­to delle scorte quelle di Supe­ri­ore delle ultime tre annate prece­den­ti al riconosci­men­to uffi­ciale, che han­no le stesse carat­ter­is­tiche di pre­gio e di con­trol­lo for­mal­iz­zate dal­la DOCG . Giun­ti final­mente al piacere del­la degus­tazione, il Bar­dolino Supe­ri­ore DOCG pre­sen­ta col­ore rosso rubi­no ten­dente al grana­to con l’invecchiamento; odore carat­ter­is­ti­co con pro­fu­mo del­i­ca­to; sapore asciut­to, leg­ger­mente amarog­no­lo, armon­i­co, a volte carat­ter­iz­za­to da leg­gero sen­tore di leg­no; gradazione alcol­i­ca min­i­ma 12% vol.

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