Le mostre Cento e cento e cento e cento anni del Vittoriale, dedicata al centenario, e #DantePOP   L’opera Aligi di Emilio Isgrò

Domenica 20 giugno inaugurazione dei nuovi restauri: un Vittoriale completamente recuperato

15/06/2021 in Attualità
Di Redazione

Pren­do pos­ses­so di ques­ta ter­ra voti­va che m’è data in sorte: e qui pon­go i seg­ni che recai meco, le mute poten­ze che qui mi con­dussero”: così nel feb­braio 1921, al suo pri­mo ingres­so in quel­lo che diven­terà il .

A cen­to anni da quelle parole, lo stes­so Vit­to­ri­ale si prepara a fes­teggia­re le sue mura e la pro­pria sto­ria, che lo ha reso nel tem­po un sim­bo­lo ital­iano nel mon­do e il ter­zo luo­go di cul­tura più vis­i­ta­to del­la nel 2020 e quel­lo che ha accolto il 60% del pub­bli­co totale dei musei bres­ciani. Domeni­ca 20 giug­no, a par­tire dalle ore 11, il Par­co del Vit­to­ri­ale cele­br­erà quin­di l’importante anniver­sario, inau­gu­ran­do nuove mostre e accoglien­do nuovi doni. Per l’occasione l’ingresso al par­co sarà gra­tu­ito durante tut­ta la mat­ti­na­ta, dall’apertura alle ore 13.00.

Sarà un Vit­to­ri­ale com­ple­ta­mente recu­per­a­to ad accogliere il pro­prio pub­bli­co, opera d’arte esso stes­so o meglio, come dice­va d’Annunzio, “mon­u­men­to alla sua vita inim­itabile”: infat­ti il Pres­i­dente ha man­tenu­to la promes­sa di portare a com­pi­men­to il prog­et­to Ricon­quista, che prevede­va il restau­ro e la ria­per­tu­ra di tut­ti gli spazi del com­p­lesso per resti­tuir­lo al suo orig­i­nario splen­dore e per far trovare ai vis­i­ta­tori, nell’anno del cen­te­nario, un Vit­to­ri­ale aper­to in ogni suo luo­go, come il Vate lo desider­a­va. Tra i numero­sis­si­mi prog­et­ti con­clusi in oltre un decen­nio di lavori: il restau­ro e la ria­per­tu­ra delle Val­lette, del Laghet­to delle Danze, del Canile, dell’Arengo, la creazione dei musei d’Annunzio seg­re­to, d’Annunzio ritrova­to, d’Annunzio eroe e L’Automobile è fem­mi­na. E anco­ra altri recu­peri sono sta­ti quel­li del Laghet­to del Mas, del Gia­rdi­no delle Vit­to­rie, del Por­tale, del viale di ingres­so, oltre agli inter­ven­ti di recu­pero delle stoffe del­la Prio­r­ia. Tap­pa fon­da­men­tale di questo per­cor­so è sta­ta rap­p­re­sen­ta­ta dal com­ple­ta­men­to dell’Anfiteatro, il Par­lag­gio, inau­gu­ra­to nel­la sua nuo­va veste in mar­mo rosso di Verona, gra­zie a un con­trib­u­to di Regione Lom­bar­dia, nel luglio 2020.

Alla pre­sen­za di , Asses­sore all’Au­tono­mia e Cul­tura del­la Regione Lom­bar­dia, ver­ran­no dunque inau­gu­rati gli ulti­mi spazi restau­rati durante le chiusure dell’ultimo anno: da piazzetta Dal­ma­ta, con la fac­cia­ta del­la Prio­r­ia, casa del Vate, alla piazzetta dell’Esedra, pas­san­do dal­lo S.V.A — l’aereo con il quale il 9 agos­to 1918 volò su Vienna.

Così il Pres­i­dente Gior­dano Bruno Guer­ri: “Restau­ri, opere d’arte, ria­per­ture di spazi sono l’aspetto più vis­i­bile del lavoro svolto dal­la Fon­dazione Il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani in questi ulti­mi anni. Ma c’è sta­ta anche un’attività meno vis­tosa e forse più impor­tante: l’acquisizione di una enorme mole di doc­u­men­ti, edi­ti e inedi­ti, un aumen­to degli stu­di par­al­le­lo a quel­lo dei vis­i­ta­tori, e soprat­tut­to il cam­bi­a­men­to di una vul­ga­ta su Gabriele d’Annunzio accu­mu­la­ta in oltre un sec­o­lo di pregiudizi – che svili­va la com­p­lessità di un inno­va­tore geniale – e che si sta pro­gres­si­va­mente sgre­tolan­do. Con­tin­uer­e­mo a lavo­rare in queste due direzioni”.  

Cen­to e cen­to e cen­to e cen­to anni del Vit­to­ri­ale: una mostra trib­u­to, a cura di Gior­dano Bruno Guer­ri, pro­por­rà un per­cor­so che per­me­t­terà di com­pren­dere come d’Annunzio abbia con­cepi­to e real­iz­za­to la cit­tadel­la, gra­zie al con­trib­u­to dei tan­ti artisti che ne dec­o­rarono le stanze, ma soprat­tut­to gra­zie a Gian­car­lo Maroni.

È pro­prio l’incontro con il gio­vane architet­to trenti­no che cam­bia rad­i­cal­mente l’approccio di d’Annunzio con lo spazio; l’abisso che inizial­mente li divide – Maroni ha una for­mazione pret­ta­mente tec­ni­ca – diven­ta il pun­to di forza di un con­nu­bio che riesce a plas­mare la cit­tadel­la dan­nun­ziana, vero e pro­prio pic­co­lo prin­ci­pa­to popo­la­to dal­la corte di cui d’Annunzio ama cir­con­dar­si. I due cre­ano gli interni, costru­is­cono nuovi edi­fi­ci — tra cui la grandiosa ala di Schi­fa­mon­do che avrebbe dovu­to ospitare la nuo­va dimo­ra del poeta e le tor­ri degli Archivi con i log­giati a lago — incas­to­nano la Nave Puglia nel­la col­li­na con la prua che guar­da ver­so il lago come sol­casse anco­ra le acque dell’Adriatico, prog­et­tano il mau­soleo per la sepoltura del poeta accan­to ai suoi com­pag­ni eroici, il teatro all’aperto, l’hangar per il MAS (questi ulti­mi gran­di cantieri ter­mi­nati solo dopo la morte del poeta), trasfor­mano, arredano e model­lano il par­co con i suoi rii, la limon­a­ia, il gia­rdi­no a ter­razze, il Laghet­to delle Danze, l’Arengo e i moltissi­mi angoli che fan­no del Vit­to­ri­ale un luo­go di grande fas­ci­no e attrazione, con una strepi­tosa vista sul Garda.

A tes­ti­mo­ni­an­za dell’enorme lavoro prepara­to­rio e di ges­tione del­la Fab­bri­ca del Vit­to­ri­ale, saran­no esposti: la pri­ma let­tera del Vate a Maroni, il dis­eg­no di Schi­fa­mon­do con la data e la fir­ma del poeta e uno dei mod­el­li­ni di leg­no dell’architetto, com­ple­ta­mente restau­ra­to per l’occasione.

La mostra con­tin­ua per­cor­ren­do i gran­di temi di d’Annunzio attra­ver­so degli “ogget­ti sim­bo­lo”: dal­la musi­ca allo sport, dall’amore per i cani al genio del Vate al servizio dei gran­di marchi ital­iani, pas­san­do per le donne del Vittoriale.

Ma l’anno del cen­te­nario dan­nun­ziano incon­tra con una felice coin­ci­den­za anche quel­lo del Som­mo Poeta: per ricor­dare il pro­fon­do legame che unì Gabriele d’Annunzio a Dante, e per cel­e­brare l’importante con­trib­u­to che entram­bi diedero allo svilup­po del­la lin­gua ital­iana, il Vit­to­ri­ale ospiterà una pri­ma mostra, #Dan­tePOP, dell’artista San­dra Rigali, che intende rac­con­tare il Poeta e la sua visione del mon­do evi­den­zian­do il forte legame tra l’opera dan­tesca e la soci­età attuale.

Ospi­ti spe­ciali del­la gior­na­ta di fes­ta saran­no Lucrezia Hardouin di Gallese e Fed­eri­co d’Annunzio, dis­cen­den­ti del Vate, Loren­zo Sospiri, Pres­i­dente del Con­siglio Regionale dell’Abruzzo, e il reg­ista Gian­lu­ca Jodice, che mostr­erà alcu­ni fram­men­ti e par­lerà del film Il cat­ti­vo poeta, omag­gio agli ulti­mi anni di vita di d’Annunzio. Ver­rà anche inau­gu­ra­ta un’opera del­la serie Seme, l’ormai cele­bre creazione di Emilio Isgrò, che il grande artista ha volu­to chia­mare Ali­gi, in omag­gio a un pro­tag­o­nista delle tragedie di d’Annunzio: arric­chirà il a cielo aper­to che negli ulti­mi anni è diven­ta­to il gia­rdi­no del Vit­to­ri­ale, nel pra­to di fronte al MAS. Infine, il fes­ti­val esti­vo Ten­er-a-mente, che tor­na con una pro­gram­mazione ric­chissi­ma dopo l’anno di pausa obbli­ga­ta, e la pre­sen­tazione del­la nuo­vis­si­ma bot­te­ga online Gar­daMu­sei, e dei molti prodot­ti che accoglierà.