Dopo l’intervento di Bertazzi

Farinelli protesta «Territorio violato»

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Di Luca Delpozzo

«Pren­den­do spun­to dal­la det­tagli­a­ta relazione del prof. Bertazzi che evi­den­zia le pre­oc­cu­pazioni che gli esper­ti nutrono a segui­to dell’immissione di acque del fiume Adi­ge nel viene spon­tanea una rif­les­sione vis­to che innega­bil­mente questo avven­i­men­to porterà delle sen­si­bili mod­i­fiche sia cli­matiche che bio­logiche che si riper­cuoter­an­no su tut­to il baci­no del nos­tro lago». Così Orlan­do Farinel­li, asses­sore all’Urbanistica di Desen­zano sull’intervento del docente uni­ver­si­tario pub­bli­ca­to ieri dal nos­tro gior­nale. «Ci chiedi­amo a questo pun­to, quali siano le armi in nos­tre mani per la sal­va­guardia del microam­bi­ente, uni­ver­salmente riconosci­u­to quale par­ti­co­lar­mente salu­bre e di grande fas­ci­no. Il pen­siero non può che cor­rere ver­so quelle azioni, che lun­gi dal mirare alla sal­va­guardia del­lo stes­so, altro non sono che la dem­a­gog­i­ca dimostrazione di un potere che non viene qua­si mai uti­liz­za­to per il reale miglio­ra­men­to o per la nec­es­saria sal­va­guardia dell’ambiente». «Le scelte che i pub­bli­ci ammin­is­tra­tori pro­ponono sono nor­mal­mente basate su anal­isi e stu­di speci­fi­ca­mente e deon­to­logi­ca­mente mirati e non basate sul mero inter­esse eco­nom­i­co o politi­co. Tali inizia­tive e prog­et­ti pub­bli­ci ven­gono invece pon­derati e sono mirati all’inutile ten­ta­ti­vo di sal­va­guardare quell’ambiente in cui gior­nal­mente ope­ri­amo e vivi­amo, ma che purtrop­po ci sen­ti­amo impo­ten­ti a difend­ere e tute­lare. Ciò por­ta ad un gen­erale scon­for­to nei pri­vati cit­ta­di­ni che ded­i­cano tem­po ed idee nel­la vana sper­an­za di non dover sem­pre e comunque lottare con­tro gli epi­ci muli­ni a ven­to di cer­van­te­siana memoria».

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