Oggi e domani in castello la vetrina dei prodotti biologici. Un’occasione per riflettere sullo sviluppo del territorio

Festa a tavola senza pesticidi

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Una sagra per degustare e diver­tir­si, ma anche per riflet­tere sulle emer­gen­ze del ter­ri­to­rio e su un mod­el­lo di svilup­po che spes­so si riv­ela poco rispet­toso del­l’am­bi­ente e dei con­suma­tori: questo il sen­so del­la «Fes­ta in castel­lo in una sera d’es­tate», l’inizia­ti­va che stasera e domeni­ca ter­rà ban­co nel castel­lo di Polpe­nazze pro­po­nen­dosi come un week­end all’in­seg­na del bio­logi­co e delle col­ture pulite. Saran­no due giorni fit­ti di appun­ta­men­ti cul­tur­ali, di degus­tazioni, di dibat­ti­ti sul sen­so di una scelta, quel­la a favore del bio­logi­co, che è ormai defin­i­ti­va­mente usci­ta dal­la nic­chia ide­o­log­i­ca nel­la quale è sta­ta con­fi­na­ta per tan­ti anni per diventare un fenom­e­no com­mer­ciale. Il mer­ca­to del bio cresce ogni anno a rit­mi del 20%, inim­mag­in­abili per qual­si­asi altro com­par­to ali­menta­re: sec­on­do alcu­ni stu­di di set­tore, entro il 2005 il bio­logi­co rap­p­re­sen­terà l’8% del totale dei con­su­mi e cir­ca il 10% delle super­fi­ci agri­cole europee saran­no colti­vate sen­za l’u­ti­liz­zo di pes­ti­ci­di. Anche nel­la provin­cia di Bres­cia il numero delle aziende bio­logiche cresce anno dopo anno, e attual­mente non è lon­tano dal­la soglia delle 200 unità. E’ insom­ma in atto un proces­so di ricon­ver­sione propizia­to dal­la doman­da delle fasce di con­suma­tori più evo­lu­ti, atten­ti alla salute e alla qual­ità dei cibi, e soprat­tut­to molto spaven­tati dai con­tinui allar­mi che negli ulti­mi anni sono rim­balza­ti nelle cronache, da muc­ca paz­za ai pol­li alla diossi­na. La fes­ta di Polpe­nazze, giun­ta alla terza edi­zione, riflet­terà su tut­to questo pro­po­nen­do anche un mod­el­lo alter­na­ti­vo di con­sumo e di cul­tura, offren­do la pos­si­bil­ità di acquistare prodot­ti cer­ti­fi­cati e alles­ten­do stand gas­tro­nomi­ci dove ver­ran­no pro­posti piat­ti tipi­ci preparati con materie prime bio­logiche al 100%. «Le man­i­fes­tazioni garde­sane che d’es­tate si riv­ol­go­no ai tur­isti sono tante, ma la nos­tra è una pro­pos­ta diver­sa — spie­ga Mari­no Bor­tolot­ti, uno degli orga­niz­za­tori -. Abbi­amo volu­to orga­niz­zare una fes­ta capace di essere sti­mo­lo di rif­les­sione. Ma sem­pre una fes­ta, per­ché non abbi­amo volu­to abban­donare i rit­mi del­la sagra popo­lare con lo spiedo e lo spet­ta­co­lo di musi­ca serale, lan­cian­do allo stes­so tem­po l’in­vi­to a med­itare su alcu­ni temi del­la cul­tura garde­sana, elab­o­ra­ta da chi vive ed opera nel nos­tro ter­ri­to­rio». Cul­tura che, ne sono sicuri gli orga­niz­za­tori, non può non trovare un aggan­cio con la coltura bio­log­i­ca, che ha l’o­bi­et­ti­vo di con­tin­uare le tec­niche agri­cole tradizion­ali, a van­tag­gio del nos­tro ter­ri­to­rio, in una prospet­ti­va di qual­i­fi­cazione del ter­ri­to­rio come nic­chia eco­log­i­ca di pro­duzioni tipiche, olio e in par­ti­co­lare. La fes­ta com­in­cia oggi alle 16 con l’aper­tu­ra del bio­mer­ca­to e con la mostra col­let­ti­va dei pit­tori del­la Valte­n­e­si. Alle 18 «L’in­ven­tore dei sog­ni», rac­con­to teatrale per ragazzi dai 7 ai 70 anni, alle 19 aper­tu­ra del­lo stand bio­gas­tro­nom­i­co e alle 21 «Hos­te­ria e Poe­sia», servizio ai tavoli di poe­sie e musiche bres­ciane con la com­pag­nia Vian­danze. Domani il mer­cati­no apre alle 9.30, alle 11 dibat­ti­to in aula con­sil­iare sul tema «Agri­coltura tra Ogm e Bio­logi­co» con Gian­ni Tamino, biol­o­go del­l’ di Pado­va, Sil­vano Delai, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione e Gae­tano Ver­to­va del­l’Is­ti­tu­to Mediter­ra­neo di Cer­ti­fi­cazione, uno dei nove enti accred­i­tati dal­lo Sta­to a cer­ti­fi­care i prodot­ti bio­logi­ci. A mez­zo­giorno bio­pran­zo solo su preno­tazione, alla sera stand gas­tro­nom­i­co e can­tas­to­rie in castel­lo.

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