TIGNALE. Domani l’annuale raduno dell’istituto di Gardone Riviera

Festa d’autunno: ex alunni dell’Alberghiero a raccolta

Di Luca Delpozzo
s.z.

Domani, saba­to 18 otto­bre, gli ex allievi del­l’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero di Gar­done Riv­iera si ritro­ver­an­no al «Gal­lo» di Tig­nale per il tradizionale incon­tro d’au­tun­no. Ver­rà con­seg­na­ta una perga­me­na spe­ciale alla guardaro­biera d’un tem­po, Pina Apol­lo­nio, che «ha sem­pre dimostra­to le sue capac­ità orga­niz­za­tive, affrontan­do e risol­ven­do tante situ­azioni con classe e galante­ria». Il doc­u­men­to, fir­ma­to da Costante Bel­let­ti, l’anziano pre­side, e da Enri­co Bosco, pres­i­dente del­la asso­ci­azione, è sta­to sot­to­scrit­to da numerosi ex stu­den­ti, che oggi lavo­ra­no spar­si nel mon­do. Vil­la Alba, la sede orig­i­nar­ia, è sta­ta la pri­ma scuo­la alberghiera del­la Lom­bar­dia, ora sono vici­ni alle medie e alle ele­men­tari. Ce n’era una a Stre­sa, in Piemonte, l’al­tra ad Abano, nel Vene­to… L’idea nacque durante una crociera nel Mediter­ra­neo. Ne par­larono l’onorev­ole Gian­ni Pedi­ni, il diret­tore gen­erale al min­is­tero del­la Pub­bli­ca istruzione Alear­do Sac­chet­to (poi diven­ta­to pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, dal ’64 al ’74 ndr), il pro­pri­etario del Grand Hotel (Enri­co Miz­zaro) e i respon­s­abili dei pochi isti­tu­ti esisten­ti. Tut­ti con­cor­darono sul fat­to che Gar­done sarebbe sta­ta la cor­nice adat­ta, e Vil­la Alba la sede ide­ale. Ma c’era un osta­co­lo da super­are: l’ed­i­fi­cio appartene­va alla Saf­fa di . Che fare? Il Comune vendette uno spic­chio del par­co, autor­iz­zan­do la costruzione del­l’Eu­ro­tel. E, coi sol­di incas­sati, acquistò per 40 mil­ioni lo splen­di­do immo­bile. Molti oper­a­tori tur­is­ti­ci locali fir­marono le cam­biali, garan­ten­do il paga­men­to. Insom­ma, un’­op­er­azione che coin­volse parec­chia gente. Nel ’61 la scuo­la iniz­iò, con 23 ragazzi. Proveni­vano dall’intera provin­cia. Le iscrizioni furono rac­colte nel sot­toscala del munici­pio. Nei pri­mi mesi il pre­side Bel­let­ti, i pro­fes­sori e gli stu­den­ti man­gia­vano assieme ai mura­tori. In dicem­bre ven­nero istal­late le cucine. L’an­no dopo, con tre sezioni (Cuci­na, Sala-bar, Seg­rete­ria d’al­ber­go), gli allievi diven­tarono novan­ta. I seg­reti del boom imme­di­a­to? L’ar­ri­vo di due per­son­ag­gi di spic­co: Mari­no Tri­gari, maitre del Savoy, e Car­lo Pag­gi, cuo­co del Grand Hotel. Appe­na andati in pen­sione, Bel­let­ti li con­vinse a inseg­nare. Davvero un gran colpo. Il pre­side, allo­ra, pote­va scegliere i pro­fes­sori, sen­za seguire le grad­u­a­to­rie. E rispon­de­va a un con­siglio di ammin­is­trazione. All’inizio gli stu­den­ti era­no ospi­tati da pri­vati o nelle pen­sioni di Gar­done. E la scuo­la dava un con­trib­u­to per far fronte alle spese sostenute dalle famiglie. Domani gli ex allievi — chi fa il pas­tic­cere, chi ha aper­to un’enote­ca, chi gestisce un ris­torante o un alber­go — si ritro­ver­an­no a Tig­nale. Non ci sarà più Gian­ni Panel­la, di Vobarno, una car­ri­era da sin­da­cal­ista e poi sin­da­co di Bres­cia. E’ scom­par­so recen­te­mente, e gli ami­ci lo ricorder­an­no con dispiacere.