I contestatori: «I lavori devieranno i flussi d’acqua»

Frassino? «Prosciugato»

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Di Luca Delpozzo
g.b.

Anche il comi­ta­to pro­mo­tore del Par­co delle colline moreniche scende nuo­va­mente in cam­po con­tro il prog­et­to espri­men­do rin­no­va­ta «pre­oc­cu­pazione in mer­i­to al prog­et­to che dis­trug­gerà l’entroterra del Bas­so e provocherà enor­mi prob­le­mi alle cir­costan­ti colline moreniche». Il comi­ta­to elen­ca i «dan­ni che è facile prevedere saran­no causati: l’inquinamento del suo­lo durante le fasi dei lavori pre­visti per una dura­ta min­i­ma di otto anni e l’interruzione del flus­so delle acque che dalle colline moreniche scen­dono a lago e al Frassi­no», tan­to che si prevede addirit­tura che il laghet­to potrebbe essere prosci­u­ga­to, come si legge nel comu­ni­ca­to con­giun­to dei comi­u­tati anti-Tav: «Al laghet­to resterebbe uno scar­so flus­so d’immissione, men­tre l’emissione ver­so il lago di Gar­da pros­eguirebbe, provo­can­do pri­ma il prosci­uga­men­to delle zone umide poi, piano piano, quel­lo del laghet­to». L’elenco dei guasti con­tin­ua con «la movi­men­tazione di gran­di quan­tità di ter­ra e ghi­a­ia con con­seguente uti­liz­zo di vec­chie e nuove cave; il cari­co insop­porta­bile a una già al col­las­so; la trasfor­mazione di cam­pagne e colline in un cantiere, con con­seguente sparizione di vigneti e con il degra­do irre­versibile del pae­sag­gio, che è un bene garan­ti­to dal­la Cos­ti­tuzione». «Gli enti pre­posti ad ammin­is­trare il nos­tro ter­ri­to­rio», con­tin­ua il doc­u­men­to, «non si capisce se per igno­ran­za degli argo­men­ti o per zelo nei con­fron­ti di chi ques­ta opera la vuole a tut­ti i costi, risul­tano assen­ti nel loro dovere di tute­lare cit­ta­di­ni e ter­ri­to­rio, ren­den­dosi quin­di respon­s­abili di ogni dan­no pat­ri­mo­ni­ale e ambi­en­tale». Emilio Crosato, pres­i­dente del comi­ta­to pro­mo­tore per il Par­co delle colline moreniche, ricor­da quan­to accadu­to nell’area del Mugel­lo (trat­to Bologna-Firen­ze dell’) a dimostrazione che «le ras­si­cu­razioni dei prog­et­tisti non sono cred­i­bili. A Firen­ze si è aper­to il proces­so per i lavori; con­tro l’impresa appal­ta­trice si sono cos­ti­tu­iti a giudizio un centi­naio di pri­vati, vari Comu­ni ed enti, il min­is­tero dell’Ambiente, la Regione Toscana e asso­ci­azioni: i dan­ni provo­cati sono sta­ti quan­tifi­cati in cir­ca otto mil­iar­di di euro per il solo ter­ri­to­rio, sen­za affrontare i guai alla salute dei residenti».

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